Giro nel Nord Est d'Italia

Lombardia, Veneto, Friuli e un salto in Croazia... ne vale la pena

  • di paolasche
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

3 aprile, partenza da Legnano verso le 14.00, cielo grigio, arrivo a TREVISO verso le 17.30 sulla fida 500. Lasciamo i bagagli al B&B Borgo Cavour, molto carino, in una vecchia casa ristrutturata, gradevole miscellanea di moderno e vecchio. Giro perlustrativo della cittadina che subito ci appare corrispondere alle aspettative! Belle strade, belle case su cui spesso si intravedono antichi affreschi (Treviso “urbs picta”), bei negozi con vetrine curate e ornate, pulizia, bella gente benestante, tante biciclette e tanta acqua! Siamo alla confluenza tra i fiumi Botteniga-Cagnan e Sile e Treviso è delimitata e attraversata da canali, per cui tra viuzze porticate e viali alberati si godono scorci veramente stupendi con l’acqua che scorre lentamente o passa in cascatelle sotto le case.

Piazza dei Signori con il Palazzo dei Trecento, il palazzo del Podestà e il “Campanon”, torre civica merlata.

Calmaggiore, via principale porticata; la Pescheria, isolotto dove si tiene il mercato del pesce. Ogni tanto si incontra un vecchio mulino, portavasi fioriti sulle balaustre.

Cena all’Oca Bianca dove gustiamo un bel piatto di baccalà alla vicentina e seppie alla veneta, serviti con polenta alla brace e conditi con un ottimo Merlot! Prima di andare a dormire un salto in Piazza per assistere al collegamento in diretta con “Servizio Pubblico”: Sandro Ruotolo intervista i sostenitori della Liga veneta armati di bandiere rosse e gialle con il leone di San Marco. No comment, per fortuna sono in quattro gatti.

4 aprile, io ho dormito da dio, Carlo si lamenta del rumore mattutino sulla strada; buona colazione e altro tour della città: mercato del pesce, mercato frutta e verdura (entrambi pulitissimi e ordinatissimi), Università, confluenza tra Cagnan e Sile come raccomandato dal prof. e da Dante “…dove Sile e Cagnan s’accompagna…”, chiesa di S. Maria Maggiore, passeggiata per la Riviera Santa Margherita fino al complesso tardo gotico di S. Nicolò. Ritorno a Borgo Cavour per riprendere la macchina in direzione BASSANO del GRAPPA e sul ponte ci siamo dati la mano ma niente bacin d’amor! Carina Bassano, ampie piazze, grande orologio del ‘500, distillerie di grappa, bei palazzi, muri con ancora i segni delle pallottole della Grande Guerra, negozietti di ceramica, Torre Civica che domina la cittadina, castello, Pieve di S. Maria in colle. Saranno i ricordi da bambina quando mia nonna mi cantava la canzone, ma il ponte degli alpini è proprio affascinante, dal 1100 distrutto e ricostruito 8 volte, sempre in legno, dal 1569 su un progetto del Palladio; 64m X 8m, sostenuto da grossi piloni frangiflutti e coperto da una tettoia, dalle due spallette che sporgono sul Brenta si gode una bella vista del fiume, delle colline verdi con alberi fioriti e belle case colorate. Al museo della grappa impariamo che la parola “ermetico” deriva da Ermete, un alchimista medievale! Sosta per un piatto di affettato e un calice di cabernet e ripartiamo verso UDINE, non senza aver comperato il magnete con il ponte!!

Arrivo all’hotel San Giorgio, senza infamia e senza lode, pipì e subito a piedi verso il centro della città. E’ buio, ma se è vero che la prima impressione è quella che conta, Udine ci piace! Colpisce l’ordine e la pulizia, grandi piazze una dopo l’altra, arriviamo al Duomo dove sta affluendo un sacco di gente per un concerto di rito anglicano tenuto dall’orchestra di Westminster. Ma noi abbiamo fame…arriviamo a Piazza della Libertà, con l’elegante Loggia del Lionello rivestita con fasce alternate di pietra bianca e rosa e con un grande loggiato che guarda l’imponente Porticato di S. Giovanni, rinascimentale, sormontato dalla torre dell’orologio con due mori che battono le ore e il Castello del ‘500. Ma la piazza che ci colpisce di più è l’enorme piazza Matteotti o di S. Giacomo, circondata da antichi palazzi a bassi portici sotto cui ci sono decine di bar uno dietro l’altro, ai cui tavolini centinaia di persone si godono l’aperitivo. In mezzo alla piazza una fontana e in fondo la chiesa barocca di S. Giacomo e il pozzo poligonale.

Cerchiamo e troviamo l’osteria La Ghiacciaia, in via Zanon fiancheggiata da una roggia a cielo aperto e mangiamo benissimo e tantissimo: Carlo minestra d’orzo e fagioli e poi gulash, io risotto con spinaci selvatici, prosciutto di San Daniele, formaggio di fossa con polenta! Il tutto annaffiato da un ottimo Refosco. L’osteria è proprio uno dei posti che piace a noi, tutta in legno con vecchi quadretti appesi, niente tovaglia ma bensì carta gialla! Non contenti ci fermiamo in piazza per un grappino e poi a nanna

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