Diario di un breve viaggio in Toscana

Ragazzi: com’è bella la Toscana! Non potrei consigliare altra regione d’Italia per l’ospitalità della sua gente, per il buon cibo (ed il buon vino!) e per la ricchezza di arte e cultura. Dalla frenesia della mia vita nella città di ...

  • di Lara La gatta
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Ragazzi: com’è bella la Toscana! Non potrei consigliare altra regione d’Italia per l’ospitalità della sua gente, per il buon cibo (ed il buon vino!) e per la ricchezza di arte e cultura.

Dalla frenesia della mia vita nella città di Torino, io ed il mio novello sposo ci siamo diretti per un rilassante (ma non troppo!) week-end di giugno alla volta della Toscana e precisamente della Val d’Elsa.

Partenza 24/06/2004 Il viaggio è stato piuttosto lungo, perché da Torino abbiamo percorso l’autostrada A12 e, com’era prevedibile, all’altezza di Genova, ci siamo imbottigliati, anche a causa di un incidente. Morale della favola: per percorrere 450 km circa ci abbiamo impiegato 7 ore!!!! ...Ma consoliamoci così: ne è valsa davvero la pena! Tra gli innumerevoli agriturismo dislocati nella zona di San Gimignano, abbiamo scelto “Il podere il Poggetto”, un grazioso casale, recentemente ristrutturato, organizzato in appartamenti, dove siamo stati accolti magnificamente dai due proprietari, la Franca ed il Marcello, e da un grazioso gattino (Fufi)... c’è anche la piscina, dalla quale si gode una magnifica vista delle torri di San Gimignano! 25/06/2004 – San Gimignano, Colle di Val D’Elsa, Monteriggioni San Gimignano, la città delle belle torri: assolutamente incantevole! Da non perdere la visita (purtroppo a pagamento) del Duomo o Chiesa della Collegiata, ricca di affreschi di scuola senese, e l’ “ardua” salita alla Torre Grossa o del Podestà che, dai suoi 54 metri di altezza, consente di avere una visione a 360 gradi della città. Per godere poi di un po’ di frescura, è possibile “appollaiarsi” sui prati che precedono la Rocca di Montestaffoli, dalla quale, tra l’altro, si ha un’altra magnifica vista sulla città dai tetti rossi.

La via San Giovanni è una graziosa via pedonale, sulla quale si affacciano una miriade di negozietti di souvenir. Mio marito, prendendomi in giro, mi incita continuamente all’acquisto, ma, se devo essere sincera, mi sono un po’ stufata di comprare questi oggettini chiaramente standardizzati e “globalizzati” e preferisco concentrarmi sull’artigianato locale, che spesso offre delle gradite sorprese.

Degna di nota è anche la chiesa di Sant’Agostino con resti di affreschi trecenteschi, tavole e tele di autori diversi, la cappella di Santo Bartolo di Benedetto da Maiano ed un tranquillo chiostro.

(Un consiglio per i futuri visitatori: se potete, ritornate a San Gimignano anche di sera, perché, soprattutto le piazze della Cisterna e del Duomo, acquistano, per quanto possibile, ancora più fascino...Magari gustate anche un buon gelato!).

Poco distante da San Gimignano c’è un altro grazioso “paesello”, Colle di Val D’Elsa: purtroppo l’orario antipomeridiano non ci ha consentito di visitare molto, perché gran parte dei monumenti erano ancora chiusi.

E, per completare la nostra prima giornata, eccoci a Monteriggioni, un paesino davvero incantevole, con una tipica struttura medievale (un’unica piazza – piazza Roma – ed una via che conduce da Porta Romea a Porta San Giovanni). Ma l’assoluta originalità è rappresentata dalla cinta muraria coronata da ben 14 torri a base quadrata. Monteriggioni si percorre in mezz’ora, ma vale davvero la pena di visitarlo. 26/06/2004 - Volterra A parte il paesaggio davvero spettacolare delle colline che circondano la città, devo dire che Volterra ci ha un po’ delusi. La piazza dei Priori è poco “scenografica”, la piazza del Duomo è assolutamente anonima e disordinata. Sarà per la mia passione per l’archeologia, ma gli unici siti per me degni di nota sono il Teatro romano ed il parco archeologico anteposto alla bella Rocca Nuova. Moltissimi sono i negozi di souvenir, che vendono prevalentemente oggettististica in alabastro, la cui lavorazione è tipica dell’artigianato locale

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