In Umbria

Viaggio in Umbria- novembre 2003 Venerdì 1 novembre Non abbiamo mai visitato l’Umbria perciò l’atmosfera frizzante della partenza ricorda un po’ quella della gita scolastica o, più propriamente, di un tour di pensionati. Il tempo è così e così,autunnale e ...

  • di Luisa Rossi 1
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Viaggio in Umbria- novembre 2003 Venerdì 1 novembre Non abbiamo mai visitato l’Umbria perciò l’atmosfera frizzante della partenza ricorda un po’ quella della gita scolastica o, più propriamente, di un tour di pensionati. Il tempo è così e così,autunnale e con una leggera nebbia, però non piove.

Vediamola in positivo, chissà come sarà spettacolare il paesaggio umbro coi colori dell’autunno.

La prima tappa è Terni, che, nonostante non rappresenti certo lo scrigno dell’Umbria,è la nostra meta.

Cerchiamo infatti la scultura di Arnaldo Pomodoro, la “Lancia di luce”,che Mario ha contribuito a fondere, e di ciò va fiero. Infatti, man mano che ci avviciniamo a Terni, cambia umore, è tutto ringalluzzito e magnifica ad un’attonita e distratta compagna di viaggio le meraviglie dell’acciaio “cortèn”. Io mi fingo interessata e mal me ne incoglie, perché lui si lancia in un’appassionata interpretazione di questa piramide affusolata, simbolo della lotta dell’uomo contro la materia informe che viene piegata fino a raggiungere la levigatezza della cuspide, sintesi suprema della titanica lotta. Mi aspetto un mirabile compendio fra la piramide di Cheope e l’obelisco di Luxor, invece, vicino a piazza del Popolo,scorgo, in una piazzetta semisoffocata dai caseggiati, una scultura che rassomiglia alla meraviglia descrittami solo nella struttura, ma è opaca, spenta, non mi trasmette alcuna emozione.

Taccio per prudenza mentre Mario saltella qua e là accarezzando voluttuosamente l’ammasso metallico; poi,accortosi del mio silenzio eloquente,mi lancia un’occhiata obliqua e mi sibila che la giornata è uggiosa, chissà invece col sole. E poi, è alta trenta metri! E quei segni sulla base, li ho fatti io! Nessuno sa fondere pannelli così grandi! Sarà, ma a me pare tutta lamiera.

Scattiamo le foto che testimonieranno ai posteri il memorabile evento, poi, visto che il centro storico è un’isola pedonale ed è già tardi, ci dirigiamo a Todi.

Qui ci aspetta una sorpresa:Todi, che sorge su un’altura a 400 metri sul livello del mare, si raggiunge con l’ascensore! Lasciata la macchina al parcheggio, saliamo, non senza qualche preoccupazione da parte mia, su una specie di funivia. Il viaggio dura pochi minuti :arriviamo al Belvedere e restiamo stupefatti ad ammirare le morbide colline della valle del Tevere, suggestive nella luce autunnale.Subito dopo,ci incamminiamo su per la stretta strada che conduce alla basilica di San Fortunato. Tutto qui è in salita, anche la basilica si trova alla sommità di una scalinata interrotta da una specie di giardino pensile.

All’interno, visitiamo velocemente la tomba di fra Jacopone, ma abbiamo fretta di arrivare alla famosa piazza del Popolo,anche perché,inutile negarlo,la stanchezza comincia a farsi sentire. Ammiriamo così la prima delle tante piazze che vedremo, tipicamente comunale, con tutti i principali edifici pubblici : il Duomo , il Palazzo dei Priori e quello del Capitano del Popolo.E’ quasi buio, perciò camminiamo lungo le stradine medioevali del quartiere di Santa Prassede,poi raggiungiamo Perugia, dove abbiamo prenotato la stanza.

Lungo il tragitto è doveroso fermarsi a Deruta ed acquistare un piatto di ceramica.

Perugia di notte mi sembra la montagna del Purgatorio, avvitata su se stessa con le strade che salgono a spirale:non oso pensare a quello che succederebbe se imboccassimo un senso unico, ma per fortuna Mario è un autista di prim’ordine e quindi arriviamo indenni all’albergo dove depositiamo i bagagli per poi uscire, finalmente, a cena

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