Venezia per Caso: un tour multimediale tra le calli

Nei giorni scorsi si è conclusa la fase sperimentale di un progetto (<a href='http://web.mit.edu/frontiers' target='_blank'><i>History Unwired</i></a>) a dir poco innovativo, che ha coinvolto le istituzioni culturali del <a href='/viaggi/forum/testo_guide.asp?ID=8285'>territorio veneziano</a> e la progettualità di un gruppo internazionale di ricercatori del ...

 

Nei giorni scorsi si è conclusa la fase sperimentale di un progetto (History Unwired) a dir poco innovativo, che ha coinvolto le istituzioni culturali del territorio veneziano e la progettualità di un gruppo internazionale di ricercatori del MIT (Massachussets Institute of Technology) di Boston, coordinati dagli ideatori Michael Epstein (direttore creativo) e Filippo Dal Fiore (project manager).

History Unwired – si legge nel comunicato stampa ufficiale – è un documentario multimediale che guida il visitatore attraverso una delle zone meno conosciute di Venezia e utilizza il palmare e il cellulare per metterlo in contatto con le persone, gli eventi e la storia della città. Obiettivo del progetto è incoraggiare la scoperta del sestiere di Castello, una delle tante zone affascinanti di Venezia poco frequentate dai turisti, usando il supporto di palmari e cellulari UMTS per raccontare l'identità storica della città ma anche il modo in cui si vive a Venezia oggi.” Il curioso turista culturale cui è rivolto il progetto è condotto attraverso Venezia da una guida audio seguendo un percorso arricchito da mappe, foto, video e animazioni multimediali possibili grazie a sistemi Bluetooth integrati; ad accompagnarlo sono i racconti di cinque personaggi noti della comunità locale, che gli disvelano segreti e tradizioni degli angoli solitamente sconosciuti al turismo di massa che tipicamente si concentra solo in determinate aree “istituzionali” della città: Dario (responsabile delle visite guidate alla Biennale di Arti Visive), Furio (sassofonista del gruppo musicale Pitura Freska, Fabio (vetraio della Scuola di Murano), Alberto (pescatore) e Gianfranco “Il Crea” (vincitore di numerose regate) sono le guide che raccontano al visitatore il loro modo personale di vivere Venezia da veri veneziani, trasmettendo la cultura secolare della vita quotidiana di cui sono depositari e che, invece, resta solitamente nascosta al turismo di massa. Il visitatore è così incoraggiato ad interagire con la popolazione locale, entrando anche in spazi come circoli ricreativi in cui ha la possibilità di parlare con i veri abitanti della città lagunare. E' stato infatti rilevato che il classico turismo veneziano, con le sue concentrazioni e limitazioni a determinate aree cittadine, non solo appesantisce la gestione delle risorse da parte dell'amministrazione comunale, ma crea una distorsione nella percezione che i turisti hanno della città – e anche in quella che i veneziani hanno dei visitatori.

L'aspetto più originale e creativo del percorso è l'attivazione automatica e a sorpresa, al passaggio del visitatore, di determinate installazioni multimediali collocate in angoli particolari della città: ecco che il turista potrà vedere una tipica fila di panni stesi sopra la sua testa magicamente colorarsi ed assumere disegni e decorazioni storiche di Castello, o ancora una vetrata dell'ex serra di Viale Garibaldi decorarsi come un tempo di rigogliosa edera fiorita: è il risultato di una futuristica interazione tra materiali tecnologici sapientemente lavorati (fibre elettriche e coloranti speciali) ed i sensori dei dispositivi Bluetooth di cui il visitatore è munito per il tour History Unwired ha appena concluso la fase di sperimentazione e la sua realizzazione è stata possibile grazie ai contributi della Regione Veneto, alla promozione da parte dello IUAV (Istituto Universitario di Architettura di Venezia) (di cui è parte il supervisore, Prof. Pier Luigi Sacco) e alla collaborazione con La Biennale di Venezia e Design Continuum di Milano.

Per tutte le informazioni potete visitare il sito ufficiale del progetto; a noi non resta che augurare che History Unwired possa diventare a tutti gli effetti una valida risorsa turistico-culturale per una delle città simbolo del patrimonio culturale italiano.

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