Alghero: viaggio nel variegato nord ovest sardo

Partire per la Sardegna d’estate vuol dire generalmente sole e mare e a volte si finisce per trascurare tutto ciò che può offrire questa regione: questo aspetto ci è sembrato particolarmente evidente passando una decina di giorni ad Alghero, un ...

  • di Sergio C.
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Partire per la Sardegna d’estate vuol dire generalmente sole e mare e a volte si finisce per trascurare tutto ciò che può offrire questa regione: questo aspetto ci è sembrato particolarmente evidente passando una decina di giorni ad Alghero, un borgo storico affacciato sul mare che offre non solo delle belle spiagge ma una lunga serie di attrazioni di varia natura.

Di Alghero abbiamo apprezzato la posizione, dalla quale ci si può spostare in breve tempo a nord fino a Stintino ed all’Isola dell’Asinara, oppure a sud verso Bosa ed Oristano. Alghero inoltre ci ha permesso di visitare beni archeologici notevoli come il Nuraghe Palmavera o Tharros e soprattutto ci ha offerto delle belle serate all’interno delle sue mura. Partendo dalla Porta del Mare si arriva direttamente alla Piazza Civica e poi passando per la Cattedrale si attraversa tutto il borgo fino all’enorme torre dello Sperone.

Alghero ci è apparsa una cittadina viva ed autentica, nei vicoli del borgo si può trovare qualsiasi tipo di negozio e ci sono diverse possibilità di svago. Le gioiellerie specializzate nella lavorazione del corallo sono molto numerose così come pub, ristoranti e gelaterie animano ogni piazzetta che si apre tra i vicoli; inoltre ci sono i bastioni, le torri e la cinta muraria che sia affaccia dall’alto sul mare e sulla quale di sera si riversano centinaia di turisti.

Siamo arrivati ad Alghero imbarcandoci a Civitavecchia in direzione Olbia con la Moby. La nave è più piccola rispetto agli altri traghetti della Snav o della Tirrenia e con il mare mosso risente maggiormente del moto ondoso. Giunti ad Olbia occorre attraversare un lungo tratto di strada interna alle pendici del monte Limbara, superare Sassari per dirigersi verso Alghero. Abbiamo trovato una bella casetta in affitto appena fuori il centro abitato, vicino allo stagno del Calich ed a breve distanza da Fertilia; soggiornare all’interno dei diversi quartieri di Alghero dovrebbe essere problematico per il traffico estivo e per la penuria di parcheggi quindi trovare casa negli immediati dintorni forse è la soluzione migliore.

Da Alghero ci siamo spostati tutti i giorni visitando la costa a nord ed a sud della cittadina. Per chi non vuole allontanarsi troppo possiamo dire che le spiagge migliori sono quelle delle Bombarde ed del Lazzaretto; la spiaggia di Maria Pia non ci ha fatto una bella impressione in quanto in diversi punti c’erano troppi depositi di foglie di posidonia.

Andando a nord, superato il Nuraghe Palmavera, uno dei nuraghi più grandi e meglio conservati, il promontorio di Capo Caccia e la zona di Porto Conte sono impedibili. Si tratta di una vasta area rimboschita a pineta che offre dei panorami stupendi: il parcheggio con vista sull’Isola Foradada e la scalinata fino alle Grotte di Nettuno sono una mete obbligate. Proseguendo verso nord inizia un tratto di costa prevalentemente rocciosa, del tutto disabitata ed accessibile solo in pochi punti. La spiaggia della Torre del Porticciolo è di sabbia e ciottoli ed è racchiusa da una piccola baia a forma di ferro di cavallo. Siamo stati una intera giornata circondati da diversi piccoli falchi che volteggiavano e cacciavano a breve distanza dai nostri asciugamani.

Proseguendo verso nord si arriva a Porto Ferro, un posto unico dove anche in pieno agosto si incontrano pochi turisti. Si tratta di una ampia spiaggia di sabbia dorata con l’acqua molto bassa fino a lunga distanza dalla riva, il tutto circondato da una bella pineta, tre torri spagnole e due promontori a picco sul mare. Questa spiaggia ci è piaciuta talmente tanto da farci tornare diverse volte. Per raggiungerla o ci si arriva da Santa Maria La Palma oppure ci si arriva dal Lago Baratz...Ed arrivando dal lago si arriva direttamente ad una caletta sotto la torre che merita veramente; occorre fare attenzione a non rimanere insabbiati nel tratto finale della strada che si snoda tra alte dune di sabbia

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Commenti
  1. dsantachiara
    , 21/5/2010 18:19
    Complimenti per la belle recensione, mi sarà sicuramente molto utile per la prossima visita a queste zone

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