Sicilia Orientale. All’ombra del gigante nero

Anno di crisi economica questo (è da un po’ che è così, in realtà) ma alla nostra settimanuccia di vacanze non rinunciamo. Così decidiamo di sfruttare un “buono soggiorno” vinto coi punti del supermercato (sono quelli del Tour Operator Iperclub) ...

  • di magiomo
    pubblicato il
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Anno di crisi economica questo (è da un po’ che è così, in realtà) ma alla nostra settimanuccia di vacanze non rinunciamo. Così decidiamo di sfruttare un “buono soggiorno” vinto coi punti del supermercato (sono quelli del Tour Operator Iperclub) che da diritto – in periodi di bassa stagione ad appartamenti in residence sparsi un po’ ovunque in Italia per una settimana e per 5 persone.

All’insegna del massimo risparmio puntiamo su un residence situato a Fondachello di Mascali sulla porzione di costa che divide Catania da Taormina. Anche non viviamo in Sicilia, a Trapani, per cui lo spostamento non ci costerà molto ed il soggiorno di permetterà di vedere un’altra zona della nostra bellissima isola.

Insomma partiamo con le intenzioni di contemperare le esigenze mie e di mia moglie di visitare i luoghi dell’Etna e della costa orientale e quella dei miei figli (4 e 7 anni) di divertirsi con piccoli coetanei.

Arriviamo di sabato pomeriggio e dopo aver preso possesso dell’appartamento (un comodo trilocale) facciamo un giretto in spiaggia dove c’è il lido convenzionato. Dallo scuro arenile si percepisce l’immediata vicinanza del grande vulcano che si attanaglia sul panorama alle spalle del litorale. Il mare è abbastanza pulito (va’ detto che vivendo a Trapani siamo abituati a qualcosa di meglio) ma ha un difetto per chi viaggia con bambini: diventa profondo dopo pochi metri.

La domenica mattina la dedichiamo al più assoluto relax in piscina, di pomeriggio partiamo alla volta di Taormina che raggiungiamo attraverso la SS Orienatale sicula passando per Fiumefreddo, Giardini Naxos ed altri piccoli centri.

Appena si arriva ai piedi di questa perla siciliana, già si avverte un’aria di grande charme, i primi alberghi di lusso si affacciano sui tornanti che risalgono il monte fino alle porte cittadine.

Oggi parcheggiare a Taormina è diventato molto più agevole grazie ad un paio di spaziosi multilivello ben collegati al centro storico con navette frequenti e gratuite.

Le strade principali sono davvero ben tenute ed i negozi che vi si affacciano sono all’ultima moda. Anche i ristoranti e gli alberghi denotano che ormai Taormina ha scelto di puntare più sul turismo di lusso che sulle masse di gitanti in pullman (ci sono anche quelle, attenzione, ma molto composte).

Non ci facciamo mancare una visita al Teatro Greco Romano, già allestito per l’imminente stagione teatrale. L’anfiteatro è situato in una posizione “scenica” realmente unica. Tra due golfi di splendido mediterraneo e con vista (a favore delle platee) sull’Etna che non manca mai di primeggiare in tutta questa fetta di Sicilia.

Da ammirare anche la cura con cui è tenuto l’intero sito archeologico e la gentilezza degli addetti al bookstore ed agli ingressi.

Al tramonto ci affacciamo dal belvedere, altro panorama mozzafiato e poi uno spuntino veloce ma saporito a base di focacce e deliziosi arancini alle melenzane presso una piccola rosticceria posta alle spalle del locale Commissariato di Polizia (è al termine di una scalinata che porta verso piazza San Domenico dal Corso Umberto I).

Di lunedì dedichiamo la nostra attenzione a Siracusa, città il cui centro storico (l’isola di Ortigia né è il cuore) e stato da poco dichiarato dall’UNESCO patrimonio mondiale dell’umanità. Di mattina ci rechiamo proprio ad Ortigia, approfittando del comodo parcheggio “Talete” sul mare ed a due passi dal mercato alimentare quotidiano che un vero mosaico di odori e colori. Dai pesci (non sempre freschissimi) ai pani caserecci, dagli ortaggi freschi ai prodotti sotto sale (olive, capperi e pomodori). Una puntata alla rovine del tempio di Apollo e di lì siamo alla rotonda di Piazza Archimede, cuore “istituzionale” di Siracusa. La città si presenta bella e ben tenuta. In ogni angolo strategicamente sono posizionate delle biciclette che possono essere usate e riposizionate in altri luoghi della città. Probabilmente è il primo (e credo l’unico) servizio di bike-share attivo in Sicilia. Continuiamo la visita nella bellissima ed inaspettatamente larga Piazza Duomo dove affaccia, appunto, la maestosa cattedrale in pietra bianca costruita sulle rovine di un tempio greco. Anche all’interno la chiesa non delude. A fianco, ci segnalano anche la più piccola chiesetta di S. Lucia (protettrice di Siracusa) che purtroppo troviamo chiusa. Purtroppo perché all’interno vi è un quadro dedicato alla Santa del Caravaggio dipinto dal genio nel suo periodo maltese siciliano. Pranziamo in una accogliente trattoria di Via delle Maestranze che per meno di 20 euro ci fa mangiare piatti caserecci a base di pesce (si chiama proprio Trattoria Casalinga). Per digerire facciamo il periplo delle mura godendo della brezza marina e dei bellissimi colori del mediterraneo. Di pomeriggio inoltrato la visita d’obbligo alla neapolis greca. Il Teatro antico è allestito già per la stagione delle tragedie e devo dire che, così ricoperto di tavoloni e di impianti scenici, perde molto del suo fascino. Una mezza delusione che ripareremo con l’intenzione di rivederlo in altro periodo “nature”. Per il resto il sito archeologico offre tanto ad appassionati di storia antica (un’ara e i resti di una villa su tutto) e qualcosa anche ai comuni viaggiatori, mi riferisco alla bellissima grotta chiamata “orecchio di Dionigi” per la sua forma. Da provare l’eco all’interno del fresco anfratto. Martedì mattina saliamo sull’Etna dal versante Sud (Nicolosi). Man mano che si va in quota la natura si fa più rigogliosa e quindi diventa più evidente il contrasto tra il verde dei boschi e le scie nere delle colate più recenti. Giunti a poco più di 2000 metri (panorama eccezionale su tutta la costa a sud di Catania) si può parcheggiare e decidere se continuare l’escursione a piedi (c’è il casotto delle guide del CAI) o girovagare su alcuni crateri che sono in quota o altrimenti optare per la scelta più suggestiva (ma ahimè più costosa) e cioè prendere la funivia e salire fino a 3300 mt. Di lì poi si potrà ulteriormente scegliere se girare un po’ a piedi o affidarsi a dei pulmini 4X4 che vi portano (pagando) in giro per i principali crateri. Il costo della salita in funivia è 27 euro a persona e arriva a 51 se volete anche il giro in pulmino. Noi non l’abbiamo fatto perché ci è parso caro ed anche perché visitare i crateri raggiungibili a piedi dai parcheggi anche con i bambini è stato molto bello e suggestivo

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