Ischia

Cari turisti, eccomi a raccontare il nostro viaggio a Ischia, da Reggio Calabria. Le nostre prime informazioni le abbiamo avute dal sito ischiaonline.it dal quale abbiamo richiesto e ricevuto due piccole guide dell'isola più la cartina. Senza tediarvi più del ...

  • di loretta
    pubblicato il
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Cari turisti, eccomi a raccontare il nostro viaggio a Ischia, da Reggio Calabria.

Le nostre prime informazioni le abbiamo avute dal sito ischiaonline.It dal quale abbiamo richiesto e ricevuto due piccole guide dell'isola più la cartina.

Senza tediarvi più del dovuto, è necessario che si sappia come l’Anas ha gestito il by-pass di un cantiere sulla A3: con una “manovra di alleggerimento” (così è stata definita quando abbiamo chiamato all’800290092, il servizio Anas per l’A3) che ci ha stremati con tre ore in più di viaggio per strade non certo agevoli, salendo fino a 2000 metri di altezza e finendo, tutto il popolo degli autisti verso nord, alla prima area di servizio dopo Atena Lucana: migliaia di persone costrette a fare la fila per una bottiglia d’acqua o per andare in bagno. E chi se ne frega di bambini e anziani: che stiano a casa. Ma la faccenda avebbe messo a dura prova anche un ottimista congenito in salute perfetta.

Infatti questo viaggio l’ho fatto con Domenico, con nostra figlia Arianna, di sette mesi e con la nonna Pina, mia madre, che ha superato abbondantemente gli ottan’anni.

L’intenzione era fare una vacanza termale.

Approdiamo con una nave della Caremar. Al telefono ci avevano detto che non c'era posto perché tutto era prenotato. Alla biglietteria, a Napoli porto di Massa, invece, non abbiamo avuto alcun problema. Abbiamo pagato € 75 tre persone più auto di 4,60 metri di lunghezza. Al ritorno abbiamo dovuto prendere una corsa speciale della Medmar, più cara, € 120 perché stavolta dell’altra non c’era disponibilità. Per info traghetti http://www.Traghettionline.Com/ischia.Htm. Abbiamo scelto, su internet, l’hotel Terme Parco Aurora, quattro stelle, della catena Dico- Hotels.

E’ un hotel che si presenta bene, ma poi si perde un po’ per strada. Le camere sono ampie, tutte con vista mare e, all’arrivo, pulite. Poi, durante la settimana la pulizia è stata un po’ più superficiale. E’ chiaro che l’impatto è importante. Ho visto letteralmente smantellare una camera per prepararla per i nuovi ospiti. Poi ho notato sul pavimento le stesse cose che avevo visto il giorno prima... E’ un hotel con le terme e per chi, come abbiamo fatto noi, vuole fare inalazioni, fanghi, docce o bagni termali (che sono le uniche prestazioni su cui interviene il Servizio Sanitario Nazionale) è bene avere tutto vicino.

Un po’ ci siamo stressati. Soprattutto per i pasti dell’hotel: orari da caserma: 7,30 9,30 – 13,00 14,00 – 19,30 20,30. I nostri orari mediterranei sono andati a farsi strabenedire! Per Arianna ci avevano detto che non ci sarebbero stati problemi: lo chef a nostra disposizione. Ma invece di farci preparare ogni giorno il brodino vegetale, abbiamo ovviato per le verdurine Plasmon, chiedendo solo di far bollire la pastina. Arrivavamo ugualmente affogati con i tempi e Arianna ha mangiato pochissimo.

La nostra sistemazione è stata una doppia in pensione completa €180 al giorno; la singola, sempre pensione completa, €100 al giorno. Escluso le bevande. Questa è stata una sorpresa perché per telefono avevamo specificato di aver visto un’offerta su internet con le bevande incluse. Non avendo fatto, questa volta, la copia della pagina di internet abbiamo dovuto pagare.

Già all’arrivo il primo inconveniente: ci mettono tutti e tre in una camera, previo loro pianto greco e nostro consenso. Ci avevano detto che dalla doppia ci saremmo dovuti spostare il giono appresso, ed avevamo accettato. Poi altri intoppi...Insomma quattro, se contiamo Arianna, in una camera. Finalmente il giorno dopo abbiamo le nostre camere e Arianna la sua culla, che aveamo portato. All’hotel abbiamo conosciuto una simpaticissima e garbata coppia con un bimbo delizioso, di qualche settimana più piccolo di Arianna. Avevano chiesto la culla e l’hanno, con discrezione, rifiutata perché era in condizioni inaccettabili. Quindi han dovuto dormire, per tutta la durata del loro soggiorno, con il bimbo nel loro letto

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