Lampedusa: un sogno nella realtà

Dopo mesi di attesa, finalmente si parte. Meta: Lampedusa. Già a febbraio avevamo tutto prenotato: casa, volo, scooter e per il resto del tempo ci documentammo sulla realtà di quest’isola. Un soggiorno di due settimane trascorse in un modo idilliaco. ...

  • di Amber Moore
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Dopo mesi di attesa, finalmente si parte.

Meta: Lampedusa.

Già a febbraio avevamo tutto prenotato: casa, volo, scooter e per il resto del tempo ci documentammo sulla realtà di quest’isola.

Un soggiorno di due settimane trascorse in un modo idilliaco.

Un volo in perfetto orario (eravamo con Airone) ci ha atterrati in un mondo diverso dal quale quotidianamente siamo abituati.

Una vegetazione arida, una terra rossa e un intenso color blu hanno riempito gli occhi miei e del mio fidanzato.

La signora della casa che abbiamo preso in affitto ci è venuta a prendere nel piccolissimo aeroporto di Lampedusa che già potrebbe fungere da premessa a quella che sarà la realtà dell’isola.

Prima tappa, lo scooter.

Siccome siamo arrivati il 17 agosto, nel boom del turismo, il motorino che avevamo noleggiato non era al momento disponibile x cui, ci hanno dato temporaneamente una jeep.

Posati i bagagli, nell’appartamento, prendiamo il nostro fuoristrada e via alla scoperta dell’isola.

Nel giro di pochissimo tempo avevamo già visitato più della metà dell’isola, imboccando impervie strade, finchè il tipo del noleggio ci ha telefonato avvisandoci che lo scooter era pronto.

Quindi , cambio mezzo e visto che ci trovavamo al porto visioniamo tutti i nomi delle imbarcazioni che effettuavano il giro dell’isola alla ricerca del famoso Chipino, del quale avevamo letto diversi racconti di viaggio.

Trovammo il cartello, lì, proprio dinanzi alla Trattoria del porto, ma la barca era fuori.

Va be’, ripasseremo e ci dirigiamo verso Cala Madonna per poi cenare alla Trattoria del porto.

L’indomani mattina, altra spiaggia (in 2 settimana, non vi è stato giorno che abbiamo fatto la stessa cala) Port’ntoni.

Molto bella, anche se per i nostri gusti un po’ troppo affollata.

La sera cena a casa col pesce “fresco” comperato al consigliato Mercatino del pesce al porto vecchio: sogliola e spigola (solo successivamente abbiamo saputo che orate e spigole sono di allevamento!!!) Su consiglio della signora dalla quale eravamo in affitto decidiamo di organizzare la gita a Linosa non con l’aliscafo, ma con una barca, la Yuppi-du che offriva pure il pranzo a bordo.

Facendo un po’ di conti abbiamo ritenuto di accettare il consiglio.

Quindi di nuovo al Porto, cerchiamo questo Yuppi-du, un tipo molto particolare che ci dice che si andrà a Linosa il giovedì, ma che il giorno prima dovevamo o telefonare o ripresentarci per assicurarci delle condizioni del mare.

Bene.

Visto che eravamo al porto, guardiamo se il Chipino è rientrato, ed eccola là.

Ne esce un uomo abbronzantissimo, coi capelli castano chiari, molto lontano da come ce l’eravamo immaginato.

Gli chiediamo in che cosa consiste il giro dell’isola (volendoci sincerare che era lui, quello di cui avevamo tanto sentito parlare), con aria molto risoluta ce lo spiega, sottolineando come il pranzo da lui sia completo: antipasto, primo, secondo, frutta, dolce, caffè e limoncino.

Ci presentiamo in modo tale da conoscere il nome suo: “Piacere Giovanni”... “Allora lei è quello di cui tanto parlano...” gli spiegammo ciò che avevamo letto su internet e lui con aria imbarazzata ci dice che tramite altri turisti ne era venuto a conoscenza.

Così abbiamo prenotato il giro in barca per la domenica.

Poi gli chiediamo dove si può mangiare bene il pesce e lui ci accompagna nella di fronte Trattoria del porto, presentandoci come suoi amici e che per tale motivo dovevano trattarci bene e abbondare nelle porzioni.

Ed effettivamente così è stato

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