Sotto una buona stella

La preparazione di un viaggio è fatta di tante accortezze. Premure e preoccupazioni che vanno dalla ricerca del luogo di destinazione in tutti i suoi dettagli più suggestivi, alla previsione delle condizioni meteorologiche ottimali, fino alla fatidica scelta dell’abbigliamento più ...

  • di Sormaestro
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

Il maltempo dell’indomani non ci scoraggia e ne approfittiamo per recuperare le forze. In macchina iniziamo a percorrere la statale delle Dolomiti in direzione nord. Attraversato l’abitato di Canazei cominciamo a salire verso il Passo Pordoi. Lungo i tornanti si incontrano molti ciclisti volenterosi che affrontano la montagna con tutte le loro forze. All’arrivo sul passo siamo a quota 2239 metri e ne approfitto per la solita sosta caffé. Ad uno ad uno arrivano i ciclisti che abbiamo incontrato sulla strada, alcuni molto provati, altri ancora freschi e scattanti. Il cielo è coperto e fa anche freddo, da qui sotto si intravede in alto il Sass Pordoi imponente con i suoi 3000 metri di altitudine. Siamo di nuovo in macchina e stavolta la statale 48 scende a valle. Anche dal versante opposto del passo incontriamo ciclisti che salgono verso la vetta. Da questa parte la salita è meno ripida e meno tortuosa ma ugualmente impegnativa. La nostra destinazione è il Passo Falzarego. Sui tornanti per la vetta incontriamo oltre i soliti ciclisti anche motociclisti impegnati a curvare ed a piegarsi una volta a destra ed un’altra a sinistra. Arrivati in cima è mezzogiorno ed il sole scalda i numerosi turisti arrivati fin qui per una passeggiata in macchina o in moto mentre gli sportivi in bici approfittano per rifocillarsi prima dell’altrettanto impegnativa discesa. Il nostro prossimo obiettivo è la vicina Cortina d’Ampezzo. Arrivati in città il problema più grande è trovare un parcheggio per la macchina. Poi lungo il centralissimo corso Italia turisti e villeggianti fanno sfoggio di abiti ed accessori all’ultima moda sotto il campanile della Chiesa cattedrale. Giusto il tempo di uno spuntino e l’arrivo della pioggia ci spinge a ripartire. Lasciamo la statale 48 per fare ritorno ed affrontiamo il Passo Giau, altezza 2233, anch’esso molto ripido su cui incontriamo immancabili i ciclisti impegnati nella salita. A valle il lago di Alleghe fa capolino tra le gole delle montagne. Anche qui molti turisti, per niente impressionati dalla pioggia che si è fatta più leggera. Per ultimo incontriamo il Passo San Pellegrino, prorpio alle porte di Moena.

Il giorno di Ferragosto si apre all’insegna del bel tempo e di buon umore decidiamo di affrontare il Sass Pordoi che il giorno prima aveva attirato la nostra curiosità per la sua magnificenza. Stavolta prenderemo gli impianti di risalita da Canazei per arrivare poi in cima ad ammirare lo splendido panorama delle Dolomiti. Un semplice biglietto, il Panorama Pass, ci permette di accedere a tutti gli impianti di risalita e su tutti i mezzi pubblici presenti nella Val di Fassa. Giunti in cima al Belvedere, il sole è scomparso dietro alle nuvole che da queste altezze ci sembra di poter sfiorare. Zaino in spalla affrontiamo il sentiero del Viel dal Pan. Siamo sulla cresta della montagna e guardando in basso si vedono soltanto prati verdi e boschi fitti, tutto intorno il silenzio e le montagne. Il sentiero 601 è di terra battuta e non ci impegna molto. Attrae la nostra attenzione un piccolo serpentello che lo attraversa incurante della nostra paura. A metà mattina siamo al rifugio dal quale si può ammirare in basso il lago artificiale ai piedi della Marmolada. Di fronte a noi il Gran Vernel, oltre 3200 metri d’altezza, si staglia nel cielo di nuovo azzurro e fa da sfondo alle nostre foto di rito. Alle nostre spalle il Piz Boé sbuca tra il Col del Cuch ed il Sas de Ciapel. La discesa verso il Passo Pordoi è veloce: sui sassi del sentiero facciamo lo slalom fra i tanti turisti che lo affollano. Siamo ai piedi del monumento innalzato a Coppi che scalava i passi di montagna in sella alla sua bicicletta. Il tempo di un panino e siamo sulla cabinovia per il Sass Pordoi, la terrazza delle Dolomiti. Appesi alle pareti della montagna, numerosi scalatori alpinisti sfidano la forza di gravità appesi a delle esili funi assicurate con anelli di ferro ai ganci sporgenti puntati nella viva roccia. E’ uno spettacolo guardare le loro evoluzioni a quella altezza da terra. Più a destra, da un sentiero in pendenza scendono a piedi senza esitazioni altrettanti alpinisti esploratori, esperti e sicuri. In cima ci aspetta lo spettacolo del Gruppo del Sella. Un vero e proprio altopiano di roccia bianca ci accoglie a 3000 metri di altezza. Sullo sfondo il Piz Boé svetta ancora più in alto, mentre alle nostre spalle il Sasso Lungo ed il Sasso Piatto anch’essi di 3000 metri. E’ questa la montagna che tutti ci descrivevano ma non bastano le parole per raccontare le suggestioni di questi luoghi eterni. Purtroppo è di nuovo il maltempo ad interrompere bruscamente questi momenti e la discesa, dopo la vista di panorami mozzafiato è un po’ malinconica. Appena sotto gli impianti attendiamo con pazienza l’arrivo del pullman della linea Sella-Ronda per ridiscendere a Canazei. Ognuno scambia le proprie impressioni con gli altri, mentre una piccola folla di turisti si va formando, ognuno con le sue storie, ognuno con il suo bagaglio, tutti con le belle emozioni dei 3000 metri delle Dolomiti. La sera ci aspetta la cena a sorpresa che la Famiglia del nostro Hotel offre ai suoi ospiti in occasione della riccorrente festività. La stanchezza si fa sentire ma la prelibatezza delle tante portate di carne e pesce e la simpatia di tutto il personale dell’albergo, ci fanno trascorrere momenti indimenticabili anche dopo il calar del sole

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