Mille e una Puglia

Il viaggio in terra pugliese ci ha condotto alla scoperta di tre territori veramente unici. Il nostro itinerario prevedeva di trascorrere i primi giorni vicino a Corato, a nord di Bari, come base di partenza per le nostre escursioni. La ...

  • di michy120
    pubblicato il
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  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Il viaggio in terra pugliese ci ha condotto alla scoperta di tre territori veramente unici.

Il nostro itinerario prevedeva di trascorrere i primi giorni vicino a Corato, a nord di Bari, come base di partenza per le nostre escursioni. La scelta del residence dove abbiamo alloggiato si è dimostrata fortunata, comunque i prezzi in zona non sono particolarmente alti almeno il genere B&B.

Il mare non ci ha entusiasmato, causa forse l’affollamento del mese di Agosto e le alghe che imperversavano sulla riva. Le città costiere invece contengono dei centri storici incantevoli. Vi si trovano deliziose chiese romaniche e l’immancabile fortezza a presidio del porto. Oltre alla più nota Cattedrale di Trani, meritano una visita Ruvo, Barletta e Molfetta. Il maniero più noto di Federico II rimane Castel del Monte e per visitarlo ci siamo spinti verso l’altopiano murgiano. Il piazzale antistante il monumento non è raggiungibile direttamente in macchina: bisogna utilizzare obbligatoriamente una navetta. Un giorno abbiamo deciso di spingerci fino al Gargano per un escursione in barca. Non ci siamo riusciti. Nei porti pugliesi dove siamo stati, neanche in alta stagione, sono organizzati per queste genere di visite come eravamo abituati girando altre parti d’Italia. Ci sono pochissimi contatti sia su internet che presso le apt locali. Il consiglio di recarsi negli stessi porti sperando in qualche pescatore non ci è servito a molto visto che le uniche imbarcazioni partivano tutte di prima mattina e per noi risultava impossibile non alloggiando direttamente nel luogo di partenza. La strada panoramica che da Manfredonia conduce a Vieste e poi a Peschici è comunque da percorrere per i bellissimi scorci che offre, anche se, come noi, vi siete fermati poco prima della Baia delle Zagare complice il caldo, la stanchezza per i km in auto e la curiosità di farci finalmente un bel bagno in una delle calette della zona. Il nostro viaggio è proseguito alla volta di Lecce, capitale del barocco pugliese, ospiti a casa di amici. Il primo impatto con il centro storico di questa splendida città è avvenuto al chiaro di luna per ben tre sere; solo l’ultimo giorno l’abbiamo visitata con la piena luce del mattino. La sua armoniosa bellezza comunque non cambia sia che la si visiti la sera provando la cucina tipica nelle trattorie del centro e i numerosi localini per il dopo cena, sia che si opti per una visita diurna sperando in questo modo di trovare i maggiori monumenti aperti e meglio apprezzando i colori della città. Per noi la settimana trascorsa nel Salento ha significato soprattutto mare! Ce n’è davvero per tutti i gusti. Ce ne siamo accorti visitando le tante spiagge e calette che si affacciano sia sull’Adriatico che sullo Ionio. Tra le tante mi piace ricordare la bellezza di Porto Miggiano: un luogo incantevole; il profondo spacco che taglia in due la strada per Santa Maria di Leuca detto il Ciolo; la lunga spiaggia bianca della Marina delle Pescoluse; l’incontaminata bellezza di Porto Selvaggio e Santa Caterina. Oltre alla già menzionata Lecce, le nostre serate le abbiamo trascorse tra le sagre della zona. Si ascolta tanta bella musica (immancabile la “taranta”) e si assaporano le specialità tipiche salentine spendendo veramente poco. Gli ultimi giorni li abbiamo passati vicino a Monopoli in un bell’ agriturismo immerso tra gli ulivi, ma anche piuttosto vicino all’uscita della statale. Dopo un primo momento di preoccupazione per gli eventuali rumori notturni, che peraltro non ci sono stati, si è rivelata scelta utile per le nostre avventure giornaliere. Durante la settimana trascorsa nel Salento dei nostri conoscenti di stanza a Campomarino (delizioso posto di mare sullo Ionio) ci avevano portato in giornata sia a Taranto, una fetta di patrimonio italiano abbandonata a se stessa, ma ci avevano anche offerto un assaggio del paesaggio e delle cittadine della Val d’Itria con la visita a Martina Franca e Locorotondo. Così che a noi non rimaneva che visitare Alberobello e Ostuni. Abbiamo trovato la prima un po’ troppo “perfetta”, ma comunque unica nel suo genere, la seconda un po’ più autentica. La sera ci siamo divertiti come sempre gustando l’ottimo pesce nei localini delle cittadine costiere (uno per tutti “Perricci” a Monopoli), passeggiando nei centri storici tutti da scoprire e assistendo a Mola di Bari alla cinque giorni di una manifestazione particolare a cui partecipavano i nostri amici del Salento. Durante la giornata, mentre noi ammiravamo le bellezze locali, loro si dedicavano a seguire corsi di balli tradizionali italiani e non solo e la sera ci trovavamo con loro in piazza per mettere tutti in pratica i passi studiati. Beh... io e il io ragazzo, Andrea, visto la mancanza di pratica durante il giorno, cercavamo di defilarci, ma i gruppi di suonatori riuscivano a coinvolgere tutti quanti in balli sfrenati e alla fine ognuno, compresi noi, ha cercato di arrangiarsi come meglio poteva. Abbiamo lasciato la Puglia dopo quasi due settimane avendo come meta finale di questo viaggio un matrimonio a Altomonte in Calabria. Ma prima di abbandonare questi splendidi posti abbiamo deciso di passare una notte a Matera. Il giorno della partenza da Monopoli abbiamo voluto dare uno sguardo a una cittadina, Polignano a Mare, che ci aveva colpito una delle sere passate per essere stata costruita proprio su una zona si alti scogli a picco sul mare. Lungo la strada poi abbiamo deciso di sostare per il pranzo nella città che del pane ha voluto fare la sua principale ragione d’essere: Altamura. Dentro le alte mura appunto ci ha sopraffatto lo spettacolo della Cattedrale, davvero notevole, e il mitico forno storico “Santa Chiara” con le sue pizze e il suo pane troppo buono: Andrea si è portato via come ricordo un’enorme pagnotta da tre chili. A Matera ci ha dato il ben venuto un bell’acquazzone estivo che ci ha permesso di rilassarci nel nostro delizioso b&b a conduzione familiare proprio accanto al Duomo, con terrazza vista panoramica su tutto il Sasso Barisano. Appena potuto, verso sera, ci siamo goduti la città al tramonto, ammirando i panorami unici e le strette stradine ai margini della gravina. Il Sasso Caveoso è senz’altro quello più caratteristico perché rende meglio l’idea di cosa doveva essere il centro storico prima dei lavori di risanamento conservativo che stanno interessando da diversi anni tutto il sito. Purtroppo avrei voluto dedicare più tempo a questa città così particolare. Sarebbe stato interessante visitare le chiese rupestri più caratteristiche e passare più tempo anche solo a passeggiare, godendosi l’atmosfera incantata. Ma purtroppo il tempo della vacanza si è concluso. Dopo tante camminate, foto, nuotate, mangiate, risate siamo tornati nella nostra Toscana ringraziando come sempre la nostra bell’Italia capace di stupire con tali meraviglie.

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