Una domenica alle Salse di Nirano (Mo)

Itinerario consigliato a: famiglie con bambini, amanti della natura, chi vuole rilassarsi in mezzo al verde. Domenica 10 giugno io e Samira abbiamo passato una rilassante giornata a base di aria pura e buona compagnia alla Riserva naturale delle Salse ...

  • di estrelligno
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Itinerario consigliato a: famiglie con bambini, amanti della natura, chi vuole rilassarsi in mezzo al verde.

Domenica 10 giugno io e Samira abbiamo passato una rilassante giornata a base di aria pura e buona compagnia alla Riserva naturale delle Salse di Nirano, sull'appennino modenese. La riserva si trova nel territorio del comune di Fiorano Modenese, a pochi chilometri da Maranelllo, ed è caratterizzata dalla presenza dell'interessante fenomeno geologico delle “salse”: dal sottosuolo riemergono acqua fredda, argilla e idrocarburi (gas metano e tracce di petrolio) provenienti dalla decomposizione di organismi marini. Organismi marini sull'appennino modenese? Sì, perché in ere geologiche lontane l'area della Pianura Padana e di parte delle colline circostanti era occupata dal mare. Una traccia di questo passato sono i resti fossili di conchiglie e animali marini che si possono trovare nel letto dei fiumi, tra i ciottoli delle stradine rurali o incastonati nelle rocce.

Il visitatore rimane a osservare stupito ed estasiato le bolle che a intervalli più o meno regolari emergono dai buchi con un caratteristico gorgoglio, smuovendo la densa superficie fangosa di ogni salsa e spandendo ogni volta tutto intorno il più o meno denso fango argilloso che emette. A seconda della densità e dell'attività di ogni salsa, poi, si formano dei coni rovesciati, costruiti dall'accumularsi e asciugarsi dei depositi argillosi nel tempo: alcuni sono alti qualche metro e ci si può arrampicare fino in cima ad attendere le bolle, osservarle e – per gli appassionati attrezzati di fotocamera – cercare di fotografarli bloccando per sempre quel veloce e imprevedibile movimento liquido.

Questo fenomeno è osservato da secoli, tanto da essere citato anche nella Historia Naturalis di Plinio il Vecchio (50 a.C.), e ha portato nel tempo a diverse e curiose interpretazioni, più o meno scientifiche. Oggi conosciamo la natura esatta di questi fenomeni anche grazie all'istituzione, nel 1982, della Riserva Naturale, che ha portato alla tutela dell'area attirando studiosi internazionali. Anche se a prima vista potrebbe essere paragonato al vulcanesimo, il fenomeno delle salse non vi ha nulla a che vedere. La risalita di fango e idrocarburi che col tempo ha costruito delle strutture a forma di piccoli vulcani, detti coni “lutivomi” (cioè che emettono fango), anche se sembrerebbe ribollire è in realtà un fenomeno freddo – a differenza della lava e di altri fenomeni di origine vulcanica ad altissime temperature – e, a causa dell'origine marina, salato. Per questo si chiamano “salse”, perché sono letteralmente “salate”.

Questo fenomeno non è raro in Italia, in realtà – si pensi alle Maccalube di Aragona, nell'agrigentino – ma pare che la vera particolarità delle salse di Nirano sia l'estensione. Da nessun'altra parte infatti il fenomeno occupa un'area così vasta. L'area protetta si trova in una specie di cratere naturale, ancora una volta non legato al vulcanesimo ma dovuto allo sprofondamento progressivo del terreno che – letteralmente – si vede mancare la terra (o meglio l'acqua) da sotto i piedi.

Se volete vedere alcune delle foto che abbiamo scattato, le trovate su flickr qui: http://www.Flickr.Com/photos/alexcastelli/. Ma torniamo al racconto della giornata, che come vedrete ci ha portato a imparare tutte queste cose sulle salse di Nirano grazie alla divulgazione scientifica dei volontari presenti e alla conversazione con nonno Pino Ligabue, un simpaticissimo personaggio con una capacità comunicativa, una cultura e una disponibilità d'altri tempi

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