Firenze da giotto a pinocchio

A FIRENZE CON 43 BAMBINI, DA GIOTTO A BRUNELLESCHI PASSANDO PER PINOCCHIO Gita scolastica delle classi V C e V D della Scuola Elementare “U.Saba” di Trieste – Anno sc. 2005.2006 TRIESTE - MERCOLEDI’ 24 MAGGIO 2006 Il primo ad ...

  • di tartarugo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: Fino a 500 euro
 

A FIRENZE CON 43 BAMBINI, DA GIOTTO A BRUNELLESCHI PASSANDO PER PINOCCHIO Gita scolastica delle classi V C e V D della Scuola Elementare “U.Saba” di Trieste – Anno sc. 2005.2006 TRIESTE - MERCOLEDI’ 24 MAGGIO 2006 Il primo ad arrivare in stazione è D. Con il papà...Poco dopo arrivano gli altri con il berretto verde. L. Distribuisce a tutti – sorpresa! -“La guida di Firenze” che con le compagne ha costruito e fascicolato in modo professionale.

Alle 8 saliamo sul treno, lasciamo liberi i bambini di mettersi nei posti a loro piacere. Quasi tutti sono riusciti a sedersi vicino ai compagni preferiti. Rimangono un po’ spiazzati solo due. Quando il treno si muove, alle 8 e 26 , si muove anche una lacrima sul viso di M. Che il papà, salutandolo, vede. Non vede invece che pochi minuti dopo ride e scherza. E’ sempre così nelle gite! Ma questa non è una semplice gita, è un viaggio di tre giorni? E’ proprio vero che stiamo andando in viaggio verso Firenze con 43 bambini? Tra noi insegnanti ci guardiamo in faccia quasi a domandarci increduli “Che cosa stiamo facendo?” Ci mostriamo sicuri, ma io, ogni tanto faccio scorrere nella mente tutte le possibili difficoltà e imprevisti che potrebbero succedere e li esterno solo in parte ipotizzando le possibili soluzioni. Le mie colleghe sono più brave ad esprimere sicurezza e determinazione. Pranzo al sacco. Qualcuno estrae contenitori con pastasciutte e insalatone. Fra tre giorni scopriremo che in qualche zaino si è sparsa una parte di questo cibo semisolido, ma per adesso tutto è OK. Il tempo scorre abbastanza rapido per tutti. Solo S. Mi dice che pensava di rimanere meno tempo sul treno. Alcuni sono tranquilli o pensierosi, altri chiacchierano, scherzano e ridono sempre di più, man mano che ci avviciniamo alla meta. Una ragazza inglese protesta per il chiasso, non riesce a dormire (!) Alle 13 e 21 arriviamo puntuali a Firenze. Già all’interno della stazione di S. Maria Novella incontriamo subito l’autista del pullman che abbiamo prenotato. Calcoliamo insieme a lui i tempi e i modi dei trasferimenti e decidiamo di lasciare gli zaini sul pullman e ci dirigiamo a piedi verso il centro. Dopo qualche ora di treno non c’è niente di meglio di una camminata. Alle due siamo già sotto il campanile di Giotto. Non avevamo previsto di salirci già oggi, appena arrivati. Ma perché no ? Salgono tutti, tranne tre, che non se la sentono e oggi è meglio non insistere. Scelgo di rimanere con loro che mi accompagnano in via del Proconsolo a prenotare il pranzo di dopodomani. Li vedo un po’ frustrati perché gli altri adesso sono lassù e per compensarli li porto davanti alla casa di Dante: sono contenti di vedere una cosa che gli altri non hanno visto. Prima delle 15 tutti sono scesi dal campanile e ci incamminiamo per via dei Calzaiuoli verso piazza della Signoria (solo una breve occhiata, ci ritorneremo venerdì) e quindi verso Ponte Vecchio: nessuno rinuncia ad una foto di qua e una di là del ponte tra la folla di turisti. La meta adesso è Palazzo Pitti. Corro a prendere i biglietti per il Giardino di Boboli. All’ingresso, fila per i controlli con i metaldetector. Riposo di un quarto d’ora, per usufruire dei servizi igienici, nel cortile del Palazzo. La famosa Pinacoteca la visiteranno quando saranno grandi. Alle 15 e 45 entra a Boboli la V D, poco dopo la V C. Ci incontriamo davanti alla grotta del Buontalenti. Non vogliono farci entrare, per i gruppi scolastici la visita è proibita in quanto l’ambiente è delicato. Insisto: -Sono bambini educati, promettiamo che entreranno in fila indiana e non toccheranno nulla. La custode dopo molte insistenze cede ed entriamo tutti in fila indiana. Alcuni, uscendo si fermano a vedere la fontana del Bacchino, il nano sulla tartaruga. E’ il primo di una serie di nudi che incontreremo. Ho spiegato da giorni che ... Risaliamo: la vasca delle Terme di Caracalla, l’obelisco, l’anfiteatro naturale.Cerco di spiegare il valore del giardino ... Ci arrampichiamo fino alla fontana del Nettuno: merenda e libertà (vigilata) per venti minuti. Alcuni sono un po’ stanchi, altri sono ansiosi di proseguire il percorso. Ci viene il dubbio che ritornare per le 18 e 30 al piazzale della stazione, come concordato, sia troppo faticoso. Tentiamo di modificare il programma. Telefoniamo all’ autista che acconsente di venirci a prendere all’uscita di Piazza Porta Romana. Così saliamo rilassati al giardino più alto per le scale a tenaglia. In cima qualche bambino emette qualche ooooh di meraviglia. In effetti è uno dei momenti topici del viaggio...Attorno alla fontana delle scimmie facciamo le fotografie. Qualcuno annusa i fiori delle aiuole, altri si fermano a guardare il paesaggio. Il cielo è terso. Non dico che nella palazzina sullo sfondo c’è il museo delle porcellane. E’ già tutto bello così

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