Calabria saudita

On the road, attraverso le innumerevoli route 666 italiane. Il viaggio è cominciato con una ritardata partenza il 12 agosto,alla guida due giovani ragazze alla ricerca della libertà nella inesplorata calabria saudita... La nostra prima tappa è stata Roma, dove ...

  • di nicolebrd
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Fino a 500 euro
 

On the road, attraverso le innumerevoli route 666 italiane. Il viaggio è cominciato con una ritardata partenza il 12 agosto,alla guida due giovani ragazze alla ricerca della libertà nella inesplorata calabria saudita...

La nostra prima tappa è stata Roma, dove fortunatamente abbiamo trovato una comoda sistemazione in una stanza tutta nostra ad un prezzo da ostello, e soprattutto un parcheggio proprio lì vicino (zona Termini). Mentre al nord imperversava ancora la pioggia finalmente abbiamo trovato uno spiraglio di sole non cocente in una Roma vivacemente popolata di notte tra i locali di Trastevere e quelli di Campo dei fiori, ma della solita ressa di turisti e di traffico impazzito neanche l'ombra.

Il 13 con molta calma abbiamo ripreso la rotta verso la tanto amata Calabbbriaaa...Dopo un po' di fila nella infernale autostrada Salerno-Reggio Calabria finalmente, grazie al supporto di un amico calabro-torinese giungiamo a Fuscaldo, sulla costa tirrenica, paesino situato in una zona dove la montagna scende a ridosso del mare e dove il paesaggio offre strade tortuose che alternano ai fichi d'india man mano che si sale folte stuoli di felci. Ci attende una cena calabrese, funghi porcini cotti e spalmati su bruschette e pizze farcitissime di prodotti calabri doc...E vino. Di notte il cielo è limpidissimo e si vedono ancora alcune stelle cadenti..Così scopriamo il fascino di questa terra che finalmente possiamo calpestare! Dopo un lungo riposo, qualche foto panoramica, un abbeveraggio alla fonte che sgorga su in cima, salutiamo i nostri accoglienti fornitori di ospitalità e proseguiamo!! Ci dirigiamo verso Catanzaro, il paesaggio è ricco di oliveti e poi fichi d'india ovunque!! Addentrandoci nel cuore della Calabria possiamo ben respirare l’atmosfera circostante, non so che cosa ci sia di straordinario, ma sembra tutto perfetto, nonostante l’istericismo cominci a contagiare un po’ entrambe. Non importa, la nostra meta comunque è Capo Rizzuto e finalmente giungiamo in un paesino, chiediamo informazioni agli anziani seduti all’ombra a chiacchierare e ci beviamo un caffè e un latte di mandorla ad un bar sconosciuto, troviamo un campeggio appena giunte verso il mare...E poi finalmente una lunga immersione tra le acque mosse dello Ionio!!! Scoperte da abusive al campeggio confessiamo la nostra innocenza e patteggiamo con il proprietario, un signore un po’ particolare, diciamo che marlon brando in il Padrino gli assomigliava molto. La sera, un po’ tristi, un po’ inconsapevoli che quella notte si festeggia ferragosto, prendiamo l’auto e ci fermiamo proprio in punta di Capo Rizzuto, ascoltando musica e bevendo del buon cabernet guardiamo la luna che si specchia tra le nere acque che ogni tanto spumeggiano tra gli scogli. Ma la serata non è finita e ce ne andiamo in spiaggia e un po’ per caso un po’ per desiderio troviamo un gran bel falò e nuovi amici... Così il giorno dopo dopo mille peripezie notturne, come ad esempio rimanere chiuse fuori dal campeggio M. Che scopriamo essere simpaticamente soprannominato Mancuno (fa talmente schifo che non ci va nessuno tranne due boccalone come noi...), ecco che partiamo finalmente alla volta di Locri.

Nel tragitto a causa dell’estremo caldo ci fermiamo un po’ ovunque a fare un tuffo, ma soprattutto facciamo visita alle antiche rovine del tempio di Apollo della greca Kaulon in località Monasterace. È tardi che arriviamo a Locri, ci concediamo una cenetta a base di pesce alla griglia e poi cerchiamo un luogo nascosto dove dormire tranquillamente in auto sotto l’attenta osservazione degli abitanti che se ne stanno riuniti in una piccola via, qua e là, vecchi e piccini, a parlare parlare parlare...Ma quanto parlano questi calabresi?! Il giorno dopo, ci svegliamo prestissimo a causa credo dell’insolita sistemazione e corriamo a farci una bella nuotata per svegliarci ma anche per lavarci un po’! Un po’ ricoglionite rimaniamo sulla spiaggia a guardarci attorno: Vale scatta qualche foto ad un bambino che parla con un accento calabrese fortissimo che lo rende molto pittoresco...Ma io sono impaziente, voglio vedere i resti di Locri Epizefiri!!! Al museo un simpatico uomo ci scorta in auto a vedere il teatro greco, rimaneggiato in età romana, io mi perdo tra i resti della zona dell’antica stoà e tra ciò che rimane delle fornaci della zona artigianale mentre Vale raccoglie qualche fico da un albero

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