Abruzzo e la Perdonanza

Eccomi qua per raccontarvi un nuovo entusiasmante viaggio. Questa volta siamo partiti assieme agli amici del circolo culturale di cui facciamo parte e la meta è stata l’Abruzzo. SABATO 26/08: partenza in pullman da Trieste in mattinata. Percorso interamente autostradale ...

  • di dali1983
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  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Eccomi qua per raccontarvi un nuovo entusiasmante viaggio. Questa volta siamo partiti assieme agli amici del circolo culturale di cui facciamo parte e la meta è stata l’Abruzzo.

SABATO 26/08: partenza in pullman da Trieste in mattinata. Percorso interamente autostradale che procede lungo la costa adriatica. Nel pomeriggio arrivo a L’Aquila e sistemazione in albergo (Hotel Canadian, 3 stelle, pulito e accogliente).

DOMENICA 27/08: visita a L’Aquila, capoluogo e prima città d’arte della regione. Visita al borgo medievale della città ed ai principali monumenti della città tra i quali la Basilica di S. Bernardino, la Basilica di S. Maria di Collemaggio e la Fontana delle 99 cannelle. Alla basilica di S. Bernardino si accede da un’imponente scalinata; all’interno è possibile ammirare un soffitto in legno splendidamente dipinto e dorato e le reliquie del Santo. La fontana è circondata su tre lati da alte pareti, decorate alla base da 99 mascheroni (raffigurano teste d’uomo, frati, cavalli, leoni) che ricordano gli altrettanti castelli che secondo la tradizione parteciparono alla fondazione della città. Visita al Museo Nazionale d’Abruzzo, annesso all’imponente Castello Cinquecentesco. In una sala al pianterreno si trova il pezzo più interessante del museo: uno scheletro di un elefante preistorico alto 4,3 m e lungo 6,5m. Il museo comprende anche sezioni di archeologia, numismatica, arte moderna e contemporanea, arte sacra e un’esposizione dedicata alla ceramica abruzzese. Nel pomeriggio escursione a San Demetrio ne’ Vestini per la visita alle suggestive Grotte di Stiffe, interamente percorse da un fiume sotterraneo. Maestosa è la sala principale della grotta, alta 30m, dove il torrente cade fragorosamente per circa 18m. Proseguimento per Bominaco e visita al centro storico, all’antico Oratorio di San Pellegrino ed alla vicina Chiesa di Santa Maria Assunta. All’interno dell’Oratorio si notano i pregevoli affreschi duecenteschi raffiguranti la vita di San Pellegrino.

LUNEDI 28/08: escursione a S. Stefano di Sessanio, antico dominio dei Medici ed oggi considerato uno dei 100 borghi più belli d’Italia. Il borgo medievale è molto caratteristico ed è costituito da un fitto intrico di viuzze. Sosta per una breve visita al borgo, alla Torre merlata ed alla Parrocchiale di S. Stefano. Visitando il torrione, è possibile raggiungere il terrazzo dal quale si gode una vista panoramica del paese e dei pendii che salgono verso Campo Imperatore. Proseguimento per il Gran Sasso, massiccio montuoso che offre al visitatore l’asprezza e l’imponenza dei rilievi e la dolcezza della vegetazione spontanea. Arrivo a Campo Imperatore (m 2117) e visita (facoltativa) alla stanza dell’albergo dove fu confinato Mussolini. Da Campo Imperatore si ammira un’ampia distesa di prati circondata dai monti del Gran Sasso. Pomeriggio libero per assistere allo spettacolare “Corteo della bolla del perdono”, ovvero della “Perdonanza”: solenne processione formata dai gruppi storici della città in vestiti d’epoca. Questa festa ha luogo il 28 e 29 agosto, in ricordo dell’indulgenza plenaria concessa da Papa Celestino V in occasione della sua elezione. L’arcivescovo, dopo aver dato lettura della bolla papale, apre la Porta Santa della Chiesa di Santa Maria di Collemaggio, che può essere attraversata dall’immensa folla che partecipa al rito e che vuole beneficiare dell’indulgenza.

MARTEDI 29/08: cambio di hotel (Hotel Levante di Fossacesia, 4 stelle, molto confortevole e praticamente nuovo di zecca). Partenza per Scanno. Il paese è appoggiato ad uno sperone che si affaccia su una gola in cui scorre il fiume Sagittario (“Gole del Sagittario”). Visita al centro storico, considerato tra i più caratteristici della regione. Il paese conserva infatti usi e costumi della tradizione abruzzese. È ancora possibile, infatti, scorgere tra i vicoli le anziane signore con il vestito tradizionale ed osservare gli artigiani orafi preparare gioielli in filigrana tra i quali la tipica “presentosa”: una grande stella di filigrana con uno o due cuori centrali, un tempo donata dai genitori dello sposo alla futura sposa come pegno d’amore, è tuttora simbolo di fedeltà e amore. Il costume tipico abruzzese è costituito da vari elementi. La gonna è ricca e voluminosa, di panno pesantemente lavorato in pieghe strettissime. Viene confezionata con 18 metri di stoffa, pesa ben 15 chili ed è impreziosita all’interno sul bordo inferiore da una striscia di pannolana rossa (“la pedéra”) che la protegge dalla polvere e dal fango. Il corpetto (“Ju cummudene”) è di panno con le maniche molto larghe che si restringono in minutissime pieghe ai polsi e all’attaccatura delle spalle. Si allaccia sul davanti con un’unica fila di bottoni che termina in una bottoniera a triangolo rovesciato (“la buttunera”), corredata di 6 bottoni posti in doppio ordine. Nel costume festivo i bottoni sono d’oro o d’argento, mentre in quello giornaliero sono d’osso. Nella svasatura del collo si affaccia un merletto lavorato a tombolo (“la scolla”). Il grembiule (“mandera”) è di broccato o di lana leggera e raffinata. I capelli vengono intrecciati con i lacci cordoncini di seta colorati. Al di sopra viene posto il “cappellitte” (turbante). Sosta in una pasticceria per la degustazione del dolci tipici. Il dolce più rappresentativo è senza dubbio il “mostacciolo”. Lo stesso nome indica l’ingrediente fondamentale, il mosto cotto, impastato con farina, zucchero e mandorle. Il “Pan dell’Orso” è un impasto di mandorle, uova, miele, zucchero e burro ricoperto da un goloso strato di cioccolato. Nel pomeriggio visita a Sulmona, ai piedi del Monte Morrone e città natale del poeta latino Ovidio. Visita al centro storico, tra i meglio conservati dell’intero Abruzzo, ed ai principali monumenti, tra cui il Palazzo della S.S. Annunziata, la chiesa di San Francesco della Scarpa, la Basilica di S. Panfilo, eretta sui resti di un antico tempio dedicato ad Apollo e Vesta, le 21 arcate del suggestivo acquedotto medievale. Da non perdere sono i tipici confetti. I piccoli dolci con le mandorle sono la specialità di Sulmona, dove vengono prodotti sin dal Quattrocento. Ne esistono di varie forme, colori e dimensioni. I più noti sono i “cannellini”, confetti lunghi e sottili alla cannella. Si narra che Giacomo Leopardi ne era particolarmente ghiotto

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