Roma tre giorni

Due famiglie di 3 persone l'una. Domenica 20 agosto 2006 L’Eurostar partito da Trieste alle 8 e 37 dovrebbe arrivare alle 15, ma ha più di mezzora di ritardo. Sul treno c’erano venti gradi, all’uscita ce ne sono quasi venti ...

  • di tartarugo
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  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Due famiglie di 3 persone l'una.

Domenica 20 agosto 2006 L’Eurostar partito da Trieste alle 8 e 37 dovrebbe arrivare alle 15, ma ha più di mezzora di ritardo. Sul treno c’erano venti gradi, all’uscita ce ne sono quasi venti di più. E’ uno shock termico ! A piedi o in taxi per andare in via Lanza al Bed & Breackfast prenotato tre giorni fa ? I nostri amici sono più forti e partono a piedi, noi abbiamo un bagaglio più pesante, un taxi al volo. Sospettiamo che gli 80 euro a stanza pattuiti siano pochi, ci sarà qualche inghippo ? La camera è spaziosa, ma il bagno è ... da ristrutturare. L’ aria condizionata assicurata consiste in un “Pinguino” che fa il rumore di un jet. La camera degli amici è migliore, ma il bagno è piccolo e il “punto caldo” anche qui è il condizionatore.

Depositati i bagagli, ci lanciamo in strada per raggiungere il Colosseo, , ma per arrivarci si passa a fianco di san Pietro in Vincoli. Si può non entrare a vedere il Mosè di Michelangelo ? “Perché non parli?” “Perché non dici che anche tu oggi soffri i 38°? ... Con tutta la gente che hai attorno e tanti flash fastidiosi ...” Siamo troppo eccitati per fermarci a pregare o almeno ad osservare le catene, i “vincoli” appunto, gli altari molto interessanti, il soffitto... via ! Il Colosseo è poco oltre ... Eccolo in tutta la sua grandezza.

Silvano aspettava da anni questo momento, senza accorgersi salta la lunga fila di netto con la scusa del RomaPass e si addentra nell’Anfiteatro più famoso con Alberto e la Franca. Oggi sì che ci vorrebbe il velarium ! Noi no,con questa temperatura non entreremo adesso neanche se ci fosse il duello dei gladiatori, addentriamoci nel Foro dove qualche pianta sarà abbastanza cresciuta per fare un’ombra ristoratrice.

Con ritmo lento, in questo caldo pomeriggio d’agosto siamo all’ Arco di Tito. C’è il bassorilievo con la rappresentazione della spogliazione di Gerusalemme, impossibile non pensare alla guerra dei giorni scorsi da quelle parti. Anche sotto la Basilica di Massenzio c’è qualche zona d’ombra: paurosa la grandezza delle volte, è qui che stava la statua di Costantino.

Quello è il tempio delle Vestali, più in là c’era la loro casa ...La Basilica Emilia, il tempio di Cesare. E quella è la Curia ...La pietra nera, l’Arco di Settimio Severo. Salitina, curva, panorama del Foro ... siamo in Piazza del Campidoglio. La Rita e Gabriele si siedono sulla panchina accanto alla grande statua del fiume, io non riesco a stare fermo, salgo le scale per infilarmi in Santa Maria in Aracoeli. Il sole che filtra la sua luce dai lampadari crea sul pavimento riflessi con forti contrasti di luce e ombra... al centro è esposta una Madonna supina ...Sono le 18 e 30, devo uscire, chiudono.

Esco e scendo con Gabriele per prendere un gelato. Risaliamo la cordonata cinquecentesca, lasciando a sinistra la ripida scalinata medievale. Sulla Piazza ritroviamo gli amici e ci infiliamo nei Musei Capitolini. Nel cortile all’ingresso sembriamo colpiti da un altro choc, questa volta uno choc archeologico. Ognuno di noi parte per conto suo , chi ad ammirare un bassorilievo, chi a imitare la mano di Costantino o la sua espressione seria del faccione in marmo. La Rita è più interessata all’ architettura del cortile. La macchina fotografica è bollente, finalmente ci riuniamo e saliamo lungo lo scalone che ci offre altre meraviglie. All’ ingresso del salone ognuno riprende a andare per conto suo, in più Gabriele interpreta la grande sala come palestra: si mette a correre come un Orazio e a saltare come un Curiazio. Per fortuna i custodi seduti vicini alle finestre aperte e fiduciosi della brezza serale, si limitano ad alzare le sopracciglia. – Bambini italiani ! Più severi con me che sbadatamente ho appoggiato la fotocamera sulla base del papa. Nella seconda sala ammiriamo lo spinario, Silvano è colpito dallo sguardo severo di Bruto.Nella terza sala la nostra attenzione è tutta per la lupa. Esprime perfettamente paura e l’aggressività contemporaneamente. Ma questa volta mi colpisce la sua magrezza, è snella e nervosa come la Chimera di Arezzo che ho visto a Firenze. Come contrastano i paffuti Romolo e Remo cinquecenteschi ! Magri gli animali e magri anche gli uomini a quei tempi, altrochè noi, quasi tutti in sovrappeso ... nei musei non si dovrebbe pensare alle diete ..

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