Israele, un puzzle unico

Alla scoperta del Paese delle tre religioni monoteistiche, con luoghi che raccontano secoli di storia e un itineraro che resterà a lungo nel cuore

  • di curiosona
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 
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Israele non è soltanto pellegrinaggio religioso, ma cultura, mare, natura e città cult con paesaggi desertici e colline verdeggianti. Il nostro viaggio allo scoperta di Israele è nato dal desiderio di conoscere questo piccolo Paese (meno di 8 milioni di abitanti) ed essere disposti a non giudicare. Inoltre volevamo verificare se questi luoghi sacri potessero trasmettere emozione anche a noi cristiani. Atterriamo all'aeroporto Ben Gurion dopo circa 4h di volo da MI e dopo le formalità doganali arriviamo in hotel a Tel Aviv. Per inciso si deve precisare che sia all'aeroporto Malpensa sia in quello d'arrivo i passeggeri vengono sottoposti a breve intervista sulle ragioni del viaggio in Israele per motivi di sicurezza. Avendo il pomeriggio a disposizione ci concediamo un primo giro in città. Tel Aviv significa "la collina della primavera" ed è una città moderna con molto traffico, quartieri residenziali eleganti, molte aree verdi e grattacieli, spiagge e divertimenti per 24h. E' detta "Miami del Mediterraneo" ma il lungomare ricorda quello di Copacabana a Rio con la pavimentazione "a onde". L'architettura è moderna e molti designer e artisti hanno aperto gallerie e musei. La nascita di questa città è curiosa: un gruppo di pionieri di Jaffa nel 1909 si spostarono più a nord con il desiderio di fondare una città che potesse accogliere gli ebrei da tutto il mondo. Tra gli altri arrivarono anche un gruppo di architetti tedeschi della scuola Bauhaus per creare edifici funzionali proiettati nel futuro. Tra il 1931 e il 1937 costruirono 2700 edifici che negli anni ‘50 diventarono 4000. Lo stile Bauhaus o stile internazionale è un concentrato di modernismo e nel 2003 Tel Aviv è stata inserita nel Patrimonio dell'Unesco. Oggi passeggiando in città si scorgono balconi, tetti piatti e forme tondeggianti che sono gli elementi essenziali dello stile Bauhaus.

Inizia il tour

La mattina seguente incontriamo la nostra guida locale: si tratta di un cinquantenne ebreo molto colto che parla 7 lingue, conosce la storia mediterranea, archeologia e botanica. (Per inciso durante il servizio militare fu ferito e a ricordo gli resta un supporto nella scarpa sinistra e una cicatrice sul gomito. Lo Stato israeliano gli riconosce una vitalizio di 500 Euro al mese.) Il nostro viaggio si prospetta molto interessante. Visitiamo la città vecchia di Jaffa, da Jafet figlio di Noè che costruì la città, antico porto durante il regno di re Salomone e più tardi porto ellenico e romano. Il suo fascino è costituito dalle sue casette di pietra e dai suoi vicoli affacciati sul porto che raccontano molte storie del passato, e che oggi, restaurati, formano il quartiere degli artisti. Proseguiamo per Cesarea, città-porto di origine fenicia, abitata nel corso dei secoli da romani, bizantini e israeliani, ognuno apportando la propria cultura. Erode la portò al massimo splendore dedicandola a Cesare Augusto. Visitiamo il sito archeologico: l'imponente e splendido anfiteatro per 10000 spettatori, l'ippodromo per le corse sulle bighe romane, le terme, il teatro romano per 4000 spettatori ancora funzionante, statue di grandi dimensioni, la sinagoga con bellissimi pavimenti di mosaico bizantino, centro commerciale, case residenziali e l'acquedotto romano, di cui una parte lungo la spiaggia, conferiscono a questa città l'aspetto di un grande museo all'aperto. Il palazzo del re non esiste più ma l'affaccio sul mare è notevole. L'importanza di questa città in passato dovette essere al culmine sia come potenza politica che commerciale. Il litorale è formato da km di spiagge immacolate e poco affollate, lambite da un mare pulito e sempre caldo. Ancora più a nord troviamo Haifa, grande porto costruito in una baia naturale. Oggi è una bella città che si è allungata sul monte Carmelo ed è suddivisa in città bassa, città media e città alta, da dove si gode una fantastica vista panoramica sulla baia. Vediamo il Centro Mondiale della Fede Bahai, complesso famoso per i suoi magnifici giardini e per il Tempio di Bab, il fondatore persiano di questa religione. La fede Bahai predica, come principio fondamentale, che la verità non è assoluta, ma relativa. Come non dargli torto! In ogni caso qui si respira un'atmosfera romantica e di pace ed è patrimonio dell'Unesco come tutti i siti religiosi Bahai. La città ha due università, molti musei e centri religiosi che ne fanno un luogo vivace in cui vivere e lavorare. Sul porto svetta la Sail Tower costruita nel 2002 e alta 113 m somigliante vagamente alla "vela" di Dubai. Altra tappa è Akko o Acri, città fortificata e antico porto, patrimonio dell'Unesco. Di qui passarono tra gli altri Marco Polo e i crociati diretti in Terra Santa. E' una città unica, interessante per la ricchezza di eventi storici che vi si svolsero. Sotto la città antica hanno riportato alla luce la città crociata dove visitiamo la fortezza dei Templari, ordine militare-monastico di cui si è tanto scritto e parlato. Gli Ospitalieri avevano il compito di curare i malati in Terra Santa e il loro quartier generale era costituito da vari piani intorno a un grande cortile centrale. Visitiamo le numerose sale della fortezza: la più impressionante è ricca di grandi colonne e serviva, probabilmente, da refettorio. C'è poi la sala dei detenuti con decine di fori nei muri per l'inserimento di anelli che servivano a tenere imprigionati i detenuti, la sala bella costruita in pietra finemente lavorata, la sala dell'arte grande 1300 mq con cupole a croce, la sala settentrionale divisa in sei sale con aperture ad arco. Una torre di tre piani aveva la funzione di servizi igienici pubblici e le pietre ne hanno assorbito il tanfo... Una strada coperta passava per il quartiere e sui muri si vedono ancora croci e simboli. Non manca la cripta di S. Giovanni. Alcuni tunnel scavati nella roccia portano fuori le mura sino al porto ed erano vie di fuga strategiche lunghe anche 350 m. Ne percorriamo un paio diversi tra loro: in uno bisogna abbassarsi per passare perché è un cunicolo sotterraneo molto stretto con molte diramazioni, mentre l'altro è largo qualche metro con il soffitto di pietra lavorata e ai lati scorre l'acqua con un sistema di pompe ancora efficiente. Della città ottomana invece vediamo l'hamman turco, il caravanserraglio che poggia su una fila di colonne di granito, dove i mercanti scaricavano le loro merci nei magazzini e al secondo piano alloggiavano, e la moschea Al Jazàr, la più grande in Israele fuori da Gerusalemme. Magico è costeggiare le mura e infilarsi nei vicoli pieni di vita, abitata per lo più da arabi, e sentire i profumi delle spezie e del pane appena sfornato. Gustiamo al volo una specie di pizza locale farcita di erbe aromatiche il cui profumo è veramente invitante. Percorriamo la Galilea per raggiungere in serata il lago di Tiberiade (210 m sotto livello del mare) incastonato tra le colline del Golan e circondato da piantagioni di banane. E' curioso che nei luoghi dove Gesù predicò e fece miracoli oggi si raccolgano caschi di banane. D'altra parte bisogna pur mangiare! Qui siamo esattamente nei luoghi narrati dai Vangeli e sulle tracce di Gesù. Ci fermiamo in un punto panoramico delle alture del Golan (la cima più alta è il monte Hermon di 2800 m) sul cratere vulcanico estinto e scorgiamo il confine siriano. Questa zona fu teatro della guerra del 1973 guidata da Mosé Dayan con oltre 70 soldati israeliani morti. La nostra guida ci racconta l'episodio mentre scorgiamo alcuni caschi blu e molti giovani ebrei che da tutto il mondo sono venuti a visitare il luogo di questa triste pagina della storia. Il fascino della Galilea è costituito dalla varietà e dai contrasti dei paesaggi con il famoso Giordano che si snoda dalle alture e si riversa nel lago di Tiberiade. Da queste acque nasce il verde di quest'area: argentato degli uliveti, scuro delle canne della palude e i toni caldi dei frutteti. Il pernottamento è previsto in un kibbutz, comunità particolari tipiche di questo Paese. I kibbutz (che significa "gruppo") sono villaggi nati per trasformare questa terra arida e desolata in un laboratorio a cielo aperto. Qui si vive di agricoltura coltivando abilmente le vallate verdi e oggi di turismo. I kibbutz sono una comunità umana fondata sulla solidarietà, la condivisione della produzione e dei guadagni, e l'uguaglianza degli abitanti. Mi vengono in mente le "comuni" create negli anni settanta dai "figli dei fiori". Ogni anno molti giovani da tutto il mondo vengono d'estate a vivere un'esperienza nel kibbutz. Noi abbiamo trascorso due notti ed è stata un'esperienza interessante con cibo ottimo e tanta tranquillità

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