Isole Tremiti o Diomedee

Un tuffo nelle perle nell'Adriatico

  • di arpi61
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

La nostra meta mia e di mio Marito per le vacanze 2015 sono state le isole Tremiti, su consiglio di alcuni amici. Siamo partiti da Termoli alle 15,45, lasciando l'auto nel parcheggio custodisco del porto. Arrivo alle 17, transfert dal porto al nostro hotel, compreso nel servizio. Le isole sono cinque: San Domino e San Nicola abitate, il Cretaccio, Caprara o Capperaia perché crescono i capperi selvatici molto più lontano Pianosa, quest'ultime tre sono disabitate.

San Domino è coperta da una fitta pineta di pini d'Aleppo dove il frinire delle cicale fa da sottofondo alle nostre passeggiate nei sentieri.

Le Tremiti si percorrono a piedi perciò scarpe da ginnastica, e scarpette da roccia, dimenticatevi le infradito. Le aspettative non sono state disattese. Bellissime. Sull'isola è assolutamente vietato il campeggio. Noi abbiamo scelto su Internet l'hotel La Vela. Scelta azzeccatissiama, si trova a San Domino sulla magnifica cala Matano. Piccola baia con spiaggia di sabbia accessibile anche da una scalinata dell'hotel. La nostra camera era la numero 3 con veduta sulla pineta, pulita, funzionale con veranda attrezzata di tavolo e poltroncine. Personale disponibile e cordiale. Colazione e cena consumata su una splendida terrazza vista mare. Consiglio questa struttura, buono il rapporto qualità prezzo considerando la mezza pensione. San Domino ha una buona ricettività molti bar , ristoranti e chioschi con tavoli immersi nella pineta, al porto vicino alla cala delle Arene (spiaggia a pagamento con sabbia) c'è anche un Self-service. Abbiamo comunque preferito la mezza pensione poiché considerando l'abbondante colazione, a pranzo e merenda è stata sufficiente frutta e gelati. Rapportando il costo della cena al ristorante è risultata sempre più conveniente la mezza pensione, quindi cena in Hotel.

Arrivo 21 agosto, sistemazione in hotel e primo bagno a cala Matano. Sulla rupe c'è la villa del grande Lucio Dalla a cui ha dedicato l'album 'Luna Matana'.

22 agosto il vento soffia a favore di cala Spido. È una baia bellissima ma non c'è spiaggia. Bisogna arrivare al mattino presto per accaparrarsi lo scoglio più piatto. Ne vale la pena perché i colori del mare vanno dal turchese allo smeraldo e nuotare in mezzo a una miriade di pesci è una bellissima sensazione.

Ci siamo spostati lungo il sentiero che si trova a sinistra della piazza principale quella dove c'è la meridiana per accedere a cala delle Roselle, altro tuffo e bagno in un mare che sinceramente non pensi sia l'Adriatico da quanto è pulito e trasparente.

Abbiamo proseguito la nostra passeggiata sul sentiero immerso nella pineta per raggiungere il faro di San Domino, che nel 1987 fu bombardato da Gheddafi. E' in decadimento e uno stato di totale abbandono. Il punto panoramico è favoloso, da lì si vedono le Diomedee (Berte, specie di gabbiani) che nidificano sulla roccia. La leggenda vuole dopo che Diomede fu ucciso dal re Dauno. Venere, per compassione verso il dolore dei suoi fedeli compagni, li trasformò in uccelli che facessero la guardia alla tomba del loro re. Continuano ancora oggi a piangere il loro condottiero infatti il verso delle Diomedee è simile ad un vagito di un neonato. Al ritorno sempre percorrendo lo stesso sentiero ci siamo fermati alla cala dello zio Cesare, alla grotta delle Viole, e alla grotta del Sale.

23 agosto sveglia alle 7, in cinque minuti siamo scesi a cala Matano, bagno in solitaria nelle acque tiepide che il sole cominciava a irradiare. Doccia e colazione.

Poi abbiamo fatto il biglietto per san Nicola. Andata e ritorno cinque euro a testa. I barconi partono ogni ora, basta informarsi al porto

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