Crociera artica alle Svalbard partendo da Oslo

Nella Terra di Nessuno navigandola fino all’80mo parallelo nelle fredde acque dell’Artico, tra ghiacciai e iceberg

  • di a.a.
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Premessa

Dopo due anni di ricerche alla fine abbiamo deciso di visitare le Svalbard.

Il vasto e aspro territorio, coperto quasi interamente da ghiaccio, si può visitarlo esclusivamente con la barca nei mesi estivi. Abbiamo trovato la Spitsberger Travel che organizza mini crociere di quattro giorni con prezzi a partire dai 1100 euro. Abbiamo prenotato a gennaio per garantirci un posto nella crociera dal 21 al 24 giugno, nel pacchetto ci sono anche due notti in Hotel (si fa per dire) e i trasferimenti dall’aeroporto all’Hotel. Occorre ora prenotare un volo per Longyearbyen, la cittadina più popolosa, circa 2000 abitanti, dal cui porto inizia l’avventura. Il prezzo più basso ce lo offre la Norvegian a 178 ma con partenza Oslo. Per arrivare nella capitale norvegese, l’Alitalia con scalo a Amsterdam all’andata e Copenaghen a ritorno al prezzo di 256 euro ma da due aeroporti differenti, l’arrivo a Sandefjord (100 km a sud), ritorno da Gardemoen (50 km a est).

Questa scelta ci da la possibilità di fermarci a Oslo per visitarla, quindi prenotiamo due notti al Comfort Hotel Xpress in centro città tramite Expedia (la sola che ci permetteva anche di acquistare il viaggio aereo con doppio aeroporto) a 155 euro (doppia due notti).

Sabato 18 giugno

Sveglia quando ancora è notte per raggiungere l’aeroporto di Fiumicino dove lasceremo l’auto (car vallet PyParking 30.60 euro) per prendere il volo per Amsterdam delle 8.20. Atterriamo nella capitale dei Paesi Bassi alle 10.50 per poi prende il volo per Oslo alle 14.20. Il tempo per pezzo di pizza e una bevanda calda (8.90 euro) e si riparte. Atterriamo nel piccolo aeroporto di Sandefjord 15.55 e ci mettiamo alla ricerca di un mezzo per portarci in città. L’uomo è stato “soppiantato” dalle macchine e i biglietti si possono staccare solo dopo averli prenotati in tempo. Una navetta con molta calma ci porta nella vicina stazione, ma anche lì con stupore, non c’è la possibilità di fare il biglietto. Saliamo all’arrivo del convoglio sicuri di intercorrere in qualche salata multa, tanto che alla prima stazione siamo indecisi se scendere. Decidiamo di proseguire, ecco che nel sedile di fronte a noi squilla il telefono di un passeggero. Risponde con un italiano impreciso, ma capibile e dopo la lunga telefonata chiediamo a lui come fare. Ci rassicura dicendo che passerà il bigliettaio e che non ci sono problemi. Dopo non poco arriva l’omino addetto, che ci stacca il biglietto in cambio di 29 euro (la cifra che ci aspettavamo) e che paghiamo comodamente con carta di credito. Con il compagno di viaggio norvegese si scambiano le domande e le 2 ore e 20 di viaggio tra fiordi, boschi e verdi vallate, volano.

Dalla stazione centrale all’Hotel il tratto è breve. Ci accolgono dei giovani che digitano il nostro nome su dei tablet per assegnarci la stanza. È spaziosa, pulita e completa di tutto, una rinfrescata e siamo subito in strada per la cena. I prezzi sono altissimi, ci fermiamo in una pizzeria dove ci sfornano una margherita e una birra alla modica spesa di 26 euro. Una breve passeggiata nella vicina Youngstorget e rientro.

Domenica 19 giugno

La mattina visitiamo la Cattedrale e l’Operahuset, poi acquistiamo il biglietto 24 ore per tutti i mezzi della città che ci permetterà di raggiungere i Musei (20 euro compreso il treno che ci porterà all’aeroporto). Il primo è quello delle navi vichinghe, poi il Norsk con lo scenario della baia, quindi quello folkloristico.

Lunedì 20 giugno

Abbiamo ancora il tempo per visitare il Museo di Munch, il Nobel Fredssenter e il Castello per poi tornare in Hotel prendere i bagagli e raggiungere l’aeroporto. Ogni entrata al museo ci vogliono dai 10 ai 15 euro. Le procedure d’imbarco sono tutte elettroniche, anche la valigia bisogna spedirla da se. Dopo tanto mare s’intravede la terra che ha lo stesso colore delle nuvole. Capiamo che stiamo sorvolando le Svalbard, lo scenario è alpino anche se di tanto in tanto s’intravede qualche fiordo dove la corrente del golfo ha sciolto la neve. Atterriamo a Longyearbyen alle 20.25 che è ancora pieno giorno in uno scenario “depressivo”. Un bus ci porta al Coal Miners’ Cabin le case dei minatori trasformate in Hotel, distanti 600 metri dal centro. Sulla montagna di fronte un uomo scende con gli sci insieme al suo cane. Ci assegnano una stanza al primo piano del padiglione 5, non c’è nulla a parte due letti e un vecchio armadio, il bagno è in comune fuori. Tre renne ci danno il benvenuto. Prima di entrare bisogna togliersi le scarpe, obbligatorio in tutte la Svalbard. Scendiamo nel ritrovo che fa da ristorante-bar per mangiare qualche cosa: una patata condita e una birra 11.50 euro

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