Isole Faroe: Patagonia del Nord

Vento, prati, fiordi, scogliere, uccelli, pecore, pescatori… Dieci giorni in queste meravigliose isole, lontane da tutto ma sorprendentemente accoglienti

  • di ludiaman
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2 adulti + 2 bimbe
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Ormai si sa: a noi piacciono i climi “patagonici”. A Nord o a Sud, non fa differenza. Quei posti dove il vento scolpisce il paesaggio, il mare incontra le scogliere, la pioggia rende tutto più verde, la gente è poca, la natura prevale, il clima è un po’ ostico, ma proprio per questo tutto è più accogliente. Cile, Argentina, Irlanda, Islanda… Le isole Faroe ci mancavano, e l’occasione era perfetta: vacanze a metà luglio, nella stagione migliore e con le giornate più lunghe. Dieci giorni: pochi purtroppo per andare verso mete più ampie, ma sufficienti per visitare un piccolo arcipelago. Occorreva solo una pianificazione un po’ attenta, per limitare le spese, e a breve vi spiegheremo come abbiamo fatto.

Ma prima, una premessa: il viaggio in Islanda compiuto sei anni fa ci aveva incantato. E, per inciso, il relativo diario ci aveva anche fatto vincere il concorso di TPC! Da allora però, a quanto pare, l’Islanda è diventata sempre più di moda. I turisti si sono moltiplicati, tutti ne parlano, abbiamo sentito vicini di ombrellone che si lamentavano (contemporaneamente vantandosene, però) del clima che avevano trovato a Reykjavik; abbiamo letto (sul forum di TPC!) che secondo qualcuno all’infuori del “Triangolo d’oro” e delle principali mete turistiche non c’è nulla sull’isola che valga la pena visitare… Ecco però, se la vedete così, per favore, non proseguite nella lettura: ci sono posti dove non si può andare per moda, ci si va perché si ama la natura. E magari un po’ di solitudine.

Ma se invece siete di quelli che in Islanda si sono innamorati dei Fiordi Occidentali, o che anche solo a casa propria amano passeggiare tra i monti cercando il silenzio, o che sono attratti dalle scogliere e dal vento, o semplicemente sanno che per un po’ di verde vale la pena anche prendersi la pioggia (perché in fondo senza la pioggia il verde non ci sarebbe)… ecco, se siete così, allora fateci un pensiero, sulle Faroe, ne vale la pena. Andateci prima o poi. In punta di piedi però.

ORGANIZZAZIONE

Veniamo agli aspetti pratici: per prima cosa, il volo. Abbiamo scoperto che cercando un volo diretto, o anche solo un volo con scalo gestito da un’unica compagnia, i costi erano esorbitanti (più che volare in America o in Asia, per dire: impensabile!). Ma poi abbiamo scoperto che i voli da Copenaghen o da Billund con la compagnia faroese (Atlantic Airways) sono molto economici. A quel punto la soluzione era semplice: volare low cost fino alla Danimarca, e da lì prendere Atlantic per raggiungere le Faroe. Abbiamo preferito però dormire una notte in Danimarca: non che sia economico, ma comunque il totale era nettamente inferiore al volo senza tappa. I motivi che ci hanno spinto a questa decisione erano due: primo, volando con due compagnie diverse occorre aspettare il bagaglio, uscire, fare il nuovo check-in, rientrare, passare i controlli… insomma, ci vogliono ore (soprattutto nell’aeroporto di Copenaghen, che è grande e trafficato). Secondo, viaggiando così la coincidenza non ti aspetta, e nessuno ti reimbarca su un volo alternativo in caso di ritardi. Biglietto perso, in pratica. E per quanto in estate sia molto raro, pare che i voli da e per le Faroe siano spesso soggetti a ritardi anche consistenti a causa del maltempo, quindi ci è parso meglio non rischiare. E così, sia all’andata che al ritorno abbiamo preferito trascorrere una notte a Copenaghen, approfittandone fra l’altro all’andata per visitare un po’ la città

  • 4905 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Parole chiave
, ,
Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social