So Faroe, so good

Quattro giorni alle isole Faroe, uno splendido arcipelago di 18 isole

  • di mnasi
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 5
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Alcune informazioni pratiche su volo, auto, casa.

Partenza alle 8.35 da Copenhagen con la Atlantic Airways per Vagar, l’aeroporto della Faroe. Volo molto bello: si sorvola la Danimarca, si vede la costa norvegese, le Shetland prima di arrivare a destinazione. Per fortuna non avevamo letto la nota della Lonely secondo cui non sempre gli aerei riescono ad atterrare causa nebbia e nuvole basse, e che luglio è il mese più difficile. Alcune persone ci hanno raccontato che la settimana precedente un aereo non è riuscito a scendere all'aeroporto ed è andato in Scozia, la terra più vicina. In effetti l’atterraggio è davvero “spettacolare”, con le montagne che si avvicinano sempre di più, l’aereo che entra in uno fiordo stretto, sorvola allevamenti di pesci e dal finestrino sembra quasi di potere toccare le case e le pecore in cima ai monti. All’aeroporto ritiriamo l’auto (una capiente citroen c5) presa con Unicar (www.unicar.fo) a 256euro per 3 giorni, con restituzione al porto. L’auto disponeva di una sorta di viacard che registra tutti i passaggi nei tunnel a pagamento che collegano le varie isole sott’acqua (gran lavoro!): molto comodo. Alla consegna dell’auto non hanno controllato il marchingegno, ci hanno chiesto quanti tunnel abbiamo preso e abbiamo pagato. Bel gesto di fiducia che ovviamente abbiamo rispettato!

Sia la Lonely, sia la Routard contengono due misere righe sulle Faroe: noi ci siamo mossi con le fotocopie della Lonely inglese sulla Scandinavia (una ventina di pagine dedicate), con la rivista trovata a bordo del volo che conteneva utilissime dritte sui posti da vedere e con gli stradari gratuiti che si trovano in aeroporto.

31 luglio: Funningur - Gjogv - Eidi - Torshavn.

Ci dirigiamo a Funningur, dove abbiamo prenotato una casa attraverso l’ufficio informazioni dell’isola di Eysturoy (praticamente ogni isola ha il suo ufficio e può gestire le prenotazioni solo per quell’isola), a 87euro a notte. Abbiamo trovato una casetta adorabile, con una bella cucina attrezzatissima, un’ampia sala da pranzo e un bel bagno. L’unico difetto i letti, molto stretti e corti! Abbiamo scelto Funningur perché si trova sull’isola centrale, in modo da poterci muovere liberamente sia verso est sia verso ovest. In “città” non ci sono né ristoranti, né alberghi, né bar, né supermercati, per cui occorre mangiare altrove o fare la spesa. Le pompe di benzina hanno tutte un mini-market più o meno fornito e una piccola bakery/tavola calda. In giro ci sono vari supermercati, tra cui il Bonus, un’insegna islandese con prezzi bassi, riconoscibile dal simbolo del maiale con una specie di occhio pesto (giuro).

Funningur – Gjogv. Funningur si affaccia in un bellissimo fiordo e la strada per raggiungerlo da Funningsfiordur è molto suggestiva. C’è un piccolo porto con vista sulle belle montagne dell’isola di Kalsoy: la chiesa e la maggior parte delle case hanno il suggestivo tetto in torba. Da lì abbiamo raggiunto rapidamente Gjogv, che la Lonely descrive come uno dei paesini più belli. È sicuramente carino, ma quanto altri paesini che vedremo anche nei giorni dopo. Il bello è che in paese si trova una guesthouse, la Gjaargardour, dove abbiamo pranzato con una buona zuppa di asparagi (in tutta la Scandinavia vengono sempre servite con abbondante pane e burro) e generose fette di torta. Abbastanza caro, ma può essere una soluzione.

Gjogv – Eidi. Spostandosi verso ovest l’altro centro abitato che si incontra è Eidi, dove una semplice passeggiata consente di arrivare a Eidiskollur e godere della vista di due faraglioni gemelli. Noi abbiamo sbagliato strada e ci siamo infilati in un sentiero a caso che ci ha dato una vista parziale del panorama: meglio chiedere informazioni prima della camminata, gli abitanti sono sempre molto disponibili e orgogliosi di mostrare le bellezze della loro terra

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