Isole Cook, mamma e bimbo

Appena rientrata da Rarotonga dopo 6 settimane di full immersion nell’atmosfera delle Cook Islands, le emozioni si rincorrono dentro di me e non sono del tutto consapevole di aver appena lasciato il paradiso…sono ancora là! L’esperienza vissuta quest’estate è stata ...

  • di silvie
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: 3500
 

Appena rientrata da Rarotonga dopo 6 settimane di full immersion nell’atmosfera delle Cook Islands, le emozioni si rincorrono dentro di me e non sono del tutto consapevole di aver appena lasciato il paradiso...Sono ancora là! L’esperienza vissuta quest’estate è stata davvero speciale, perché ho affrontato per la prima volta da sola con il mio bambino di 10 anni un viaggio così lungo ed impegnativo in una zona dove ero già stata 11 anni fa (sempre Isole Cook) e nuovamente nel 2004 (Regno di Tonga), ma sempre in compagnia di mio marito Max, che in effetti si faceva carico di un bel po’ di cosette.

Quest’anno ho deciso: vado da sola con Luca, almeno per le prime tre settimane...Poi si vedrà.

Il viaggio è quello canonico: Milano – Londra – Los Angeles – Rarotonga. Con Air New Zealand si viaggia bene, senza super lussi, ma comodi e puntuali. Ai bambini potrebbero offrire qualcosa in più che il solito kit colori,album, carte da gioco e puzzle, ma Luca si accontenta e poi c’è il televisorino davanti al sedile...Quello è il top per lui, si incolla lì per ore e si scolla solo quando arrivano le varie colazioni, pranzi e cene.

Tra fuso (12 ore di differenza con l’Italia) e ore di volo si sta in viaggio quasi 2 giorni, siamo atterrati a Rarotonga alle 6 del mattino del 9 di Luglio, sotto una pioggia che Dio la mandava e la sensazione solo mia di essere tornata a casa.

All’aeroporto ci accoglie la dolce musica di allora, i bagagli (bicicletta compresa di Luca imbarcata a Malpensa) arrivano puntuali, tutte facce sorridenti intorno a noi, anche i poliziotti, mi fa notare mio figlio! Dopo un’oretta circa prendiamo possesso della nostra nuova casa: l’abbiamo trovata in Intenet e il proprietario è un signore neozelandese che viene qui a trascorrere le sue vacanze insieme alla moglie maori originaria delle Cook. E’ bellissima, molto meglio che in foto, abbiamo 2 camere da letto, soggiorno con televisione con 1 canale solo che ci facciamo bastare, cucina ben attrezzata, lavanderia, bagno, ma soprattutto un mega prato all’inglese deve si può scorazzare in bici e giocare a calcio schivando galli e galline che razzolano indisturbati tra le palme.

Alle 7 del mattino in luglio che per questa latitudine è inverno, comincia ad albeggiare e noi ci godiamo la magia di una giornata serena in questo angolo di paradiso: siamo circondati da palme altissime, cariche di cocchi, poche case nei dintorni, si sente il rombo dell’oceano che si infrange sulla barriera corallina...Il mare non deve essere lontano. In 2 minuti siamo in spiaggia, il mare non si può descrivere, intorno è tutto rosa, il giorno deve ancora spuntare, ma c’è un gran “traffico” sulla sabbia: i granchietti si rincorrono e si bloccano appena ci sentono, chiudendosi nelle loro bellissime conchiglie, migliaia di pesciolini si cullano nelle calme onde della riva, poi improvvisamente saltano tutti assieme fuori dall’acqua, creando archi argentati, inseguiti da pesci più grandi, colorati e affamati in cerca di prima colazione. Il vento è costante tra le palme, il suono è un po’ tipo quando da noi piove, ma qui aspettiamo solo il sorgere del sole,perché oggi non c’è una nuvola.

Non sarà così per tutto il mese e mezzo che ci dividiamo tra Rarotonga e Aitutaki. Abbiamo avuto parecchi giorni nuvolosi e anche piovosi, ma ci siamo sempre inventati qualcosa di bello da fare.

Per quasi e 3 settimane da soli, Luca ed io abbiamo organizzato le nostre giornate in questo modo: sveglia prestino intorno alle 7 e mezza, colazione pane e marmellata di papaia o di star fruit o di mango o di quello che si trovava, occhiata al cielo per vedere cosa ci regalava per la prossima oretta ( di più non puoi prevedere perché il tempo è in continua evoluzione e un momento è pieno sole, il momento dopo piove o tira vento forte), corsa di 100/150 metri fino alla spiaggia di Titikaveka che è davvero bella (anche se la Muri beach è più famosa, per via dei motu che ci sono davanti), gioco con pallone ai “campioni del mondo”, da cui i pochi passanti (10 forse in una giornata intera!) desumevano la nazionalità, ci sorridevano e ci incoraggiavano ( tranne forse i francesi...), lettura di libretti vari e di newspaper locale formato da ben 4/6 pagine con notizia davvero confortanti: mai omicidi o droga o rapine o attentati, ma in piena seconda pagina foto di montagne di “rumenta” a Napoli!!!! Insomma relax totale, con ripetuti bagni in acque da sogno, per me forse un po’ troppo “vive”: ero sempre all’erta per vedere quale pesciolino o corallino avevo intorno in quel momento, o cosa stavo calpestando...Sempre scarpe anticorallo, mi raccomando, crema solare e occhiali, qui è tutto abbagliante! Il pranzo è frugale, a casa se è nuvoloso, in spiaggia se il sole non scotta troppo, ma c’è sempre un’arietta fresca che permette di stare sulla sabbia bianchissima anche nelle ore calde della giornata

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