Le miniere del Sole

Alla scoperta delle isole di Milos, Kimolos, Sifnos e Serifos

  • di giubren
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

La parte orientale dell’isola è del tutto disabitata ed attraversata da sterrati difficilmente percorribili con le auto normali. Se non si dispone di una costosa jeep, conviene esplorare questa zona via mare, sono infatti molte le imbarcazioni che offrono ai turisti il giro nell’isola, partendo dal porto di Adamas ed attraccando ad alcune delle spiagge più spettacolari. Superato Capo Vani, dove rimangono le infrastrutture di una miniera di manganese abbandonata, si raggiunge la baia di Kleftiko con le sue bianche scogliere e faraglioni. Il nome deriva dai pirati che un tempo si nascondevano nelle grotte naturali per assaltare le navi di passaggio che depredavano delle mercanzie, riducendo in schiavitù gli equipaggi venduti sul mercato di Istanbul.

Le spiagge di Milos sono numerosissime, ed è quasi impossibile pensare di scoprirle tutte. Da non perdere assolutamente è Sarakiniko. La roccia di pietra pomice levigata dal vento ha creato un paesaggio surreale che ricorda quello della Luna. Pinnacoli, archi e scogliere curvilinee disegnano questo luogo unico che conviene esplorare nei suoi anfratti più nascosti, attraversando anche delle misteriose gallerie scavate nella montagna.

Dal villaggio di Pollonia è possibile raggiungere in 15 minuti di traghetto l’isola di Kimolos per una gita in giornata, approdando nel porto di Psathi. Si tratta di un luogo molto tranquillo e tradizionale, che offre anche diverse strutture ricettive nel suo capoluogo Chorio. Il kastro veneziano, realizzato con due edifici disposti a quadrilatero, si trova nel cuore del villaggio. Vi si accede tramite due ingressi posti a nord e a sud delle mura, ma gran parte delle costruzioni interne giacciono in rovina ed ancora non sono state sottoposte a restauro.

La strada verso nord conduce a Prassa, la spiaggia più spettacolare dalla sabbia quasi bianca e che davvero ricorda un angolo dei Caraibi incastonato su questa terra semisconosciuta a gran parte dei visitatori.

Sifnos, l’isola dell’argento; in epoca classica l’estrazione del prezioso metallo garantì un notevole benessere ai suoi abitanti.

Il traghetto approda nel porto di Kamares, vivace località turistica con piccoli locali, ristoranti e con la spiaggia sabbiosa più grande.

Raggiungiamo il nostro studio con vista su Kastro, il vecchio e caratteristico capoluogo che oggi è stato sostituito da Apollonia a qualche chilometro di distanza.

Apollonia sorge in una verde vallata nel centro dell’isola assieme a diversi villaggi satelliti collegati da antichi sentieri lastricati. Nei pressi della piazza principale è visitabile anche in tarda serata il museo del Folklore, una specie di deposito di oggetti di ogni tipo in cui è divertente soffermarsi per riscoprire il fascino ma anche la durezza della vita di un tempo. I locali ed i ristoranti si concentrano sullo “steno”, cioè il viale principale pedonale con numerosi negozi di gioielli ed abbigliamento. Superata la Mitropolis, la strada continua in salita, affiancata da eleganti residenze di villeggiatura.

Il cuore tradizionale dell’isola tuttavia è Kastro, il cui nome ovviamente deriva dalla fortezza veneziana realizzata sull’antica acropoli di epoca classica con mura di grossi blocchi di pietra.

Resti architettonici, statue e sarcofagi dell’antico insediamento non sono solo conservati nel minuscolo museo archeologico, ma si trovano sparsi nei vari vicoli acciottolati od inseriti a complemento degli edifici cicladici di epoca più tarda. Le abitazioni sono realizzate spesso su un piano rialzato e gli ingressi si raggiungono tramite piccole scale o ponticelli sopra viali ombreggiati

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