Piccionaie e… piccioncini

Tinos, unica per le oltre mille colombaie sparse in tutta l’isola e una concentrazione unica di villaggi; Syros… dalla parvenza di una cittadina aristocratica, con i suoi palazzetti neoclassici dai colori pastello, con le sue due cattedrali in cima alle ...

  • di Strange62
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Allora che scelta si fa per le nostre isole in Grecia? Le idee sono tante, c’è da tenere presente il budget… e i giorni di ferie di Riccardo.

Quindi? Parlando con la nostra amica Antonella, mesi prima, ci consiglia Tinos, anche la nostra amica Puccy ce la consiglia caldamente: che dire? Avevamo già “spulciato” tutti i siti relativi a quest’isola e quindi la scelta cade lì, in aggiunta Syros (capitale delle Cicladi) e isola mooolto diversa da tutte le altre isole cicladiche. Facciamo il conto dei giorni da distribuire per isola, anche se si mettono di mezzo (purtroppo) le notti a Rafina all’andata e al ritorno al Pireo, in quanto non in linea con gli orari dei voli. Questa volta partiamo da Bergamo (solitamente sempre Malpensa), ma quest’anno è difficile far corrispondere il giorno della partenza e dell’arrivo; comunque l’importante è andare verso i “nostri” piccoli paradisi.

16 giugno

Partiamo da Orio al Serio (ovviamente con Ryanair), lasciamo la macchina al parcheggio IVM, che si rivelerà una grossa delusione (inefficienti al massimo!!! e meno male che hanno 9 come valutazione!). Il volo parte alle 12:15 ed atterriamo ad Atene alle 15:20 ora locale: ci accoglie un po’ di pioggia, e scesi dall’aereo facciamo una corsetta. Il tempo di ritirare i bagagli, usciamo per cercare il bus che va a Rafina, ed ecco un sole accecante e caldo afoso. Il bus impiegherà mezz’ora. L’autista ci ferma… dove ci è più comodo scendere, grazie a Monica che tra inglese e qualche parola greca (aiutata dal traduttore e guida/vocabolario della Lonely Planet), commuove una signora greca. L’appuntamento con il marito di Georgia dell’Air B&B è nel piazzale di un supermercato.

Dopo poco arriva e ci porta nell’abitazione dove dormiremo. Si tratta di un vero e proprio appartamento arredato e accessoriato di tutto, con tanto di salone relax, due camere da letto, cucina, bagno con doccia, due corridoi e balcone che gira intorno. Usciamo per andare al super a prendere yogurt, acqua e succo e appena rientrati si scatena un temporalone con acquazzone, ma noi siamo al sicuro. Per cena usciamo e ci dirigiamo a piedi verso il porto di Rafina, tanto per capire le distanze. Ceniamo alla Taverna Agoni Grammi (su suggerimento di Puccy), tutto a base di pesce: polpette di polpo; acciughe marinate; polpo al vino; mithos; acqua; dolcetto offerto; costo € 32.

17 giugno

La mattina facciamo colazione nel nostro appartamento; è una bella giornata e la nave per Tinos (Ekatherini) parte alle 8:05. La prenotazione è già stata fatta da casa, quindi passiamo in biglietteria Fast Ferries a ritirare il biglietto stampato. La nave parte puntuale, ci sediamo fuori ed un po’ alla volta, isola dopo isola arriviamo a Tinos. Al porto ci aspetta il titolare del Galini (uno studios in buona posizione a Tinos town che ha persino il servizio lavanderia e stanza per colazione aperta agli ospiti): lui sembra il Sergente Garcia (quello di Zorro), e si rivelerà una persona molto cordiale… anche se l’inglese non è il suo forte.

È domenica, quindi i super sono chiusi ed anche alcuni negozi; acquistiamo quello che ci serve in un negozietto che troviamo aperto, tanto da casa noi ci portiamo sempre bustine di caffè; the; zucchero; tisane; biscotti; insomma l’occorrente di base c’è! Noi preferiamo far sempre colazione in studios: Monica è molto intransigente per ciò che riguarda l’alimentazione: in vacanza si cerca di mangiare sano e la colazione con aggiunta di succo e yogurt ovviamente greco (…controllando addirittura la percentuale di grasso contenuta) e non si pasticcia con brioche e torte.

Usciamo per una passeggiata alla chiesa delle chiese: la Panagia Evangelistria. Scattiamo una foto con lo sfondo di un mega nuvolone nero, che si rivelerà poi un bluff. Sul tappeto rosso posto alla destra della strada che conduce alla chiesa, ci sono tre pellegrini in ginocchio, che sfidano un sole cocente; una signora mossa da commozione copre il capo ad uno di questi. Entriamo nel piazzale e scattiamo alcune foto. Poi uscendo, Monica acquista alcuni braccialettini colorati in corda (in segno di devozione) ed alcune bottigliette da riempire con l’acqua del Santuario l’ultimo giorno; alcuni magneti …che sono d’obbligo…e già cominciamo con le spese! Nel tardo pomeriggio andiamo da Vidalis, di fronte al lungomare/porto, per l’affitto dello scooter

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