Elba, l'isola a forma di pesce

Borghi, baie e sapori, e un mare cristallino

  • di Panty
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Il 5 settembre verso sera siamo partiti in auto con destinazione Isola D’Elba. Dopo una tappa notturna presso l’hotel Villa Saulina vicino a Firenze arriviamo al porto di Piombino alle 12:30 del giorno seguente. Salpiamo col primo traghetto libero dopo 20 minuti e dopo 45 di navigazione arriviamo al bel porticciolo di Rio Marina. Alle 14 giungiamo a Porto Azzurro dove ci attende il nostro alloggio presso I Lauri, una pittoresca struttura composta da pochi appartamenti a schiera in stile greco ubicati su una collina di fianco al paese. Posati i bagagli ci rechiamo in centro per pranzare a base di schiaccine e birra elbana al Bar Corsetti sul lungomare. Facciamo poi una breve passeggiata tra le pittoresche calette del paese e, quando ci rendiamo conto che il sole qui scalda ancora parecchio, decidiamo di fare un bagno di sole e di mare nella spiaggia di Barabarca. Con nostro stupore vediamo che l’affluenza turistica è ancora piuttosto importante e il piccolo arenile pullula di bagnanti. Ci tuffiamo immediatamente in un’acqua tiepida e limpida che francamente non mi sarei aspettata. La sera andiamo a cenare alla Taverna dei Poeti a Capoliveri, un grazioso paese adagiato su un promontorio poco lontano dalla cala di Porto Azzurro.

Il 7/9 andiamo a vedere la spiaggia di Ortano ma non ci fermiamo perché il cielo minaccia acquazzoni da un momento all’altro. Approfittiamo quindi per fare un giro in auto e vedere la costa sud ovest dell’isola e una parte dell’entroterra, zona montuosa ricca di foreste selvagge e borghi isolati dal fascino antico come quello di Sant’Ilario. Poi, una volta rispuntato il sole ci portiamo a Viticcio dove gustiamo una birra fresca da una terrazza panoramica su un mare blu cobalto e trascorriamo un paio d’ore sulla spiaggia di Enfola dopo un bagno ristoratore. Mi stupisco di vedere un mare tanto pescoso in un’isola del nord, con avvistamenti di grossi saraghi, centinaia di aguglie, pinne nobilis e pure una bella murena e foreste di posidonia ovunque. Poco da invidiare a Sicilia e Grecia.

La sera pioviggina un po’ così ceniamo alla Caletta, poco lontano da casa, su un terrazzo coperto che si affaccia sulla baia a tratti illuminata da una luna piena che occhieggia tra le nuvole. Qui gusto un caciucco ricco e saporito che rimpiango ancora.

Il mattino seguente il sole splende e il cielo è terso. Facciamo una lunga passeggiata prendendo la strada che dal centro di Porto Azzurro sale al Forte San Giacomo che ora ospita un penitenziario. Da lì proseguiamo sul magnifico sentiero che correndo alto lungo la costa conduce alla bella spiaggia di Barbarossa. Lì noleggiamo ombrellone e lettini e trascorriamo un rilassante pomeriggio di sole e nuotate lungo l’alta scogliera sulla quale scorre il sentiero.

La sera, dopo un ottimo aperitivo al Curandero in centro a Porto Azzurro, ceniamo al Cutty Sark, a pochi passi dal bar. Qui scopriamo un’eccellente cucina a base di pesce fresco e un’accoglienza simpatica e professionale. Dopo cena torniamo nella bella Capoliveri per una passeggiata tra i negozi e le bancherelle.

Il 9 in tarda mattinata andiamo a visitare Portoferraio, la cittadina che ospita il porto principale dell’isola. Il molo è ampio e gremito di grossi traghetti che fanno giornalmente la spola con la terraferma. A piedi percorriamo la strada che si inerpica fino alla sommità del paese e raggiungiamo Villa dei Mulini che ospitò Napoleone per quasi un anno. La visita dura poco più di mezz’ora. La dimora è signorile ma non sconfinata. Le stanze sono numerose ma, a parte la sala delle feste, le dimensioni sono piuttosto ridotte. Gli arredi sono magnifici e perfettamente conservati. Il giardino guarda il mare. Non è difficile credere che il corso abbia lasciato un pezzo di cuore in questi luoghi

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