Montalcino e dintorni, Isola del Giglio e Giannutri

Un'amica si trasferisce e ogni scusa è buona per andarla a trovare in quel lembo di Toscana che non delude mai

  • di Lara B
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Mercoledì 3 luglio - Arrivo a Montalcino

Dopo alcuni giri per smerciare i gatti, che come sempre quando andiamo in vacanza noi vanno in vacanza anche loro dalla “nonna”, partiamo definitivamente da Bagnacavallo alle 15.30. Direzione Ravenna per prendere l’E45, tutta buchi e lavori in corso. Su indicazione di Silvia usciamo a San Sepolcro e da lì prendiamo la strada per Arezzo per poi proseguire in direzione Siena, ma svoltiamo prima per delle strade secondarie e giungiamo a Montalcino attraverso i bei paesaggi toscani tutti campi verdi e balle di fieno, purtroppo la luce non è delle migliori perché il cielo è nuvoloso ma Paso è lo stesso in estasi a pensare a quante belle foto farà. Arriviamo poco prima delle 19.00 davanti all'hotel Il Giglio, di proprietà di Michele, il fidanzato di Silvia, che per la prima volta ci ospita dalla sua famiglia e nel suo paese. Non siamo proprio convinti che la strada indicata sia la più veloce, al rientro proveremo a fare l’autostrada. Ad accoglierci Mario, il babbo di Michele, la somiglianza è netta, che aspettava proprio noi, Lara e Paso. L’ingresso dell’hotel è raffinato ed accogliente, do una sbirciatina in giro nella sala del ristorante, tutto è curato nei particolari, questa famiglia ci sa proprio fare. Finita la telefonata in cui è impegnato, Mario ci accompagna alla nostra camera, che in realtà è un appartamentino poco lontano dall'albergo vero e proprio, molto carino. Porte in legno scuro e pavimenti in cotto, soffitti in legno e archi in muratura, letti in ferro battuto e mobili antichi, molto rustico e molto molto bello. Ne prendiamo immediatamente possesso per fare una doccia e mettere a posto le prime cose, poi, rinvigoriti, usciamo a fare due passi per il centro anche se a quest’ora tutti i negozi stanno chiudendo. Molti sono i locali sfitti, con cartelli “affittasi” o “vendesi”, i ristoranti e le enoteche invece non mancano, in ogni stradina ce n’è uno. In giro ci sono diversi turisti, quasi tutti stranieri. Torniamo presto sui nostri passi, abbiamo appuntamento con Silvia e Michele, che infatti ci stanno aspettando fuori dal ristorante. Silvia si è trasferita qua da poco, appena due settimane. La sua vita è ancora in transito e sprizza gioia da tutti i pori, sono felice per lei. Entriamo e ceniamo insieme, con noi anche i figli di Michele, Camilla e Federico. Le portate sono tutte squisite, gli abbinamenti ricercati e sapientemente accostati, tutto sembra fatto su misura per Silvia, che da sempre sogna di aprire un ristorante in cui potesse dar sfogo al suo estro culinario ed ecco che è capitata in un posto proprio così. Dopo cena facciamo due passi fino alla piazza per prendere un caffè nell'antica “fiaschetteria”. C’è un complesso musicale che suona sotto al loggiato e qualcuno seduto nei tavolini dei bar all'aperto, non molta vita a dir il vero, ma a quanto pare di solito non c’è nemmeno questo... Siamo un po’ stanchi tutti quanti, così dopo un giro nel parcheggio, per capire dov’è finita la nostra macchina più che altro, che Mario ci è andato a parcheggiare personalmente, torniamo all'albergo per due chiacchiere, una partita a dama con Federico e poi tutti a nanna.

Giovedì 4 luglio - Bolgheri, Massa Marittima, San Galgano

Sveglia un po' prima delle 8 e 30 e diretti al Giglio per la colazione. Michele è già qui, dopo poco ci raggiunge Silvia e mangiamo assieme. La colazione è ottima e abbondante, ci si può servire comodamente al buffet e sia le torte che le marmellate sono tutte fatte in casa dalla mamma di Michele. Dopo un po' di chiacchiere e qualche dritta per la giornata, comodamente partiamo sulle 10. E' un po' dura uscire agevolmente da queste minuscole stradine con una Multipla e infatti....ad un incrocio tocchiamo un angolino di un palazzo! Pazienza, per fortuna il lato è lo stesso che avevo sfregato io già tempo fa... Con l'aiuto del navigatore e della cartina fornitaci da Michele viaggiamo per un paio d'ore prima in direzione mare, dove quando arriviamo spicca imponente l'isola d'Elba, poi verso nord e per fortuna la giornata, inizialmente un pochino nuvolosa, si apre e la temperatura sale parecchio. Poco prima di mezzogiorno giungiamo a Bolgheri, un caratteristico paesino arroccato su un cucuzzolo, a cui per arrivare si percorre un bellissimo viale di cipressi decantato da Carducci in una sua poesia (non chiedetemi quale). Parcheggiamo fuori dal centro storico e lo raggiungiamo a piedi. In breve tempo lo giriamo tutto avanti e indietro, è veramente piccolino, ma molto mooolto carino, curato e pieno di coloratissimi fiori in tutti gli angoli, balconi e finestre. Ci sono parecchi turisti, tutti stranieri e l'atmosfera è estremamente rilassata. Anche qui è pieno di localini, stuzzicherie, bruschetterie, merenderie, enoteche e negozi di souvenir. Ispezioniamo questo gioiellino palmo a palmo, compreso il piccolo cimitero in cui è sepolta nonna Lucia, la nonna di Carducci, anch'essa decantata in una sua poesia riportata proprio su una lapide, a dir la verità in diversi angoli del paese sono riportati tratti delle poesie di Carducci e ognuna ha un suo perché, ad esempio, su una casa sono riportati versi dedicati ad una ragazza...magari una fidanzata che abitava qui, chissà quanti sospiri del famoso poeta sotto queste finestre... Dopo aver fatto anche qualche acquisto ci fermiamo a pranzo in un ristorante la cui veranda è affacciata su uno degli a angoli più belli e più fioriti di Bolgheri. Mangiamo benissimo, anche se Paso attenta alla mia maglietta nuova con una bella spruzzata d'olio, e il conto non è neanche particolarmente salato, 40 euro per due antipasti, un secondo e un contorno. Ripartiamo in direzione Massa Marittima, dove arriviamo un’ora abbondante dopo. Per strada troviamo anche un distributore di metano. Anche qui troviamo parcheggio proprio vicino al centro, i turisti ci sono ma non sono tanti. Visitiamo la piazza principale della città vecchia, il Duomo e passeggiamo tra le viuzze che ricordano un po' il centro di Spoleto o di Norcia, con lo stile romanico (forse) a farla da padrone. Percorriamo una ripida scalinata fino ad arrivare alla piazza della città nuova, piazza Matteotti dove decidiamo di salire sulla Torre del Candeliere, il biglietto è piuttosto economico, 3 euro. Alcuni tratti di scala sono veramente ripidi, ma per il resto la salita si fa bene ed è piuttosto breve, percorriamo anche un ponte che collega la torre alle mura senesi e un tratto delle mura che si affacciano su un punto di incontro con un teatrino

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