Islanda, dove la terra ha inizio

L'emozione di scoprire una terra incontaminata e dai paesaggi stupefacenti! Ogni angolo è una nuova scoperta

  • di alef84
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

islanda in camper

Day 1

Partenza da Milano Malpensa il 14 agosto con due bagagli a mano (per i nostri vestiti) e una valigia da imbarcare (per il necessario del Camper). Sì un camper o meglio lo definirei un furgoncino attrezzato con lavandino, piccolo frigorifero, fornellino a gas e ‘divano letto’. La società di noleggio che abbiamo scelto si chiama Happy Camper. Abbiamo deciso di affrontare l’avventura in modo “wild” per entrare veramente in contatto con il luogo e con le sue bellezze in completa libertà di organizzare le tappe giorno per giorno e in fondo anche un po’ per risparmiare. Come avevamo sentito dire da amici, infatti, ci accorgiamo fin da subito che l’Islanda non è di certo una meta economica e risparmiare il costo degli alloggi sostituendo la macchina a noleggio con il nostro HappyCamper ci è sembrata subito una buona idea. Ci sentiamo di consigliare questa società di noleggio a chi ha un po’ di spirito di avventura e di adattamento (giusto un pochino perché vi assicuro che chi decide di intraprendere questo viaggio in tenda, in bici o in autostop deve averne molto di più).

Ma ritorniamo al giorno della partenza dove, per sfruttare al meglio i pochi bagagli che abbiamo deciso di portare, ci presentiamo a Malpensa con i vestiti invernali: piumino in vita e scarponcini da montagna ai piedi, attirando così lo sguardo degli altri viaggiatori in infradito e pantaloncini corti.

Atterriamo in terra Islandese attorno alle 8 del mattino già carichi di energia dopo aver visto il paesaggio attraverso l’oblò dell’aereo, la voglia di partire alla scoperta di questa terra è tanta. All’aeroporto come da accordi ci preleva un gentile ragazzo dello staff dell'agenzia che ci porta alla loro sede (circa 10 min dall’aeroporto) dove ci consegnano il mezzo. Caricate tutte le nostre cose, preso confidenza con il mezzo e fatto un po’ di pulizia degli interni... Siamo pronti: via! Obiettivo Akureyri (circa 450 km), una delle tappe più lunghe del viaggio!

Pochi chilometri e prima necessaria sosta per fare un po’ di spesa. La catena migliore per rapporto qualità prezzo è sicuramente Bonus (sul sito c’è una mappa che localizza tutti i punti vendita), accettabili anche Netto e Kronan ma un po’ più cari. Suggerimento: non cercate l’acqua naturale al supermercato, esiste solo la frizzante! L’acqua dei rubinetti è potabile e ovunque disponibile.

Seconda tappa, questa volta per spezzare il viaggio e pranzare, a Borgarnes, piccola cittadina con un interessante museo “Centro studi sulla Colonizzazione” (www.settlementcenter.is). Visita consigliata perché racconta la storia dei primi insediamenti vichinghi in Islanda e dell’era delle saghe (come la Saga di Egill). Il piccolo museo è molto interattivo ed è un buon modo per raccogliere qualche informazione storica nella fase iniziale del viaggio.

Terza tappa, per sgranchirci le gambe, la facciamo alla chiesa di Pineyrar. Per raggiungerla c’è una deviazione di circa 6 km rispetto alla strada 1 (si deve prendere la strada 721). Tempo di qualche foto e un tè caldo, la temperatura fuori è intorno ai 5/6° e noi non ci siamo ancora abituati, e si riparte.

Arriviamo ad Akureyri intorno alle 19 circa e decidiamo subito di andare a vedere il campeggio Hamrar che le guide consigliano. Qui capiamo che cosa vuol dire campeggio per gli Islandesi: essenziali! Praticamente un prato verde, dei servizi con bagno e doccia (a volte a pagamento), uno spazio per lavare i piatti e nulla altro se non la tranquillità di essere in mezzo alla natura. Questo, tra l’altro, è stato uno dei campeggi migliori in cui abbiamo alloggiato.

Dopo un’ottima pasta all’italiana (che ci eravamo portati da casa e che abbiamo cucinato con il fornellino dato in dotazione) decidiamo di andare a visitare la città. Sono le 21 e il sole sta calando, anche se c’è ancora molta luce (il tramonto arriva alle 23 circa in questo periodo). Assaggiamo da Brynja il migliore gelato di tutta l’Islanda (cosi recita la guida) fatto con il latte e non con la panna. Buono ma, forse complice il freddo, non riusciamo ad apprezzarlo cosi tanto. Qualche passo nel centro. Ci aspettiamo più persone considerando che è la seconda città dopo la capitale per numero di abitanti. Bella la vista del paesaggio circostante che si ha dalla strada che scende al paese rispetto all’ospedale. Interessante la chiesa Akureyrarkirkja, costruita dallo stesso architetto della Hallgrimskirkja di Reykjavik, costruita con basalto, stile moderno, monocolore e con interni minimali

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