Islanda on the road in 12 giorni

Le dritte per un viaggione sulla Ring road in senso orario… con qualche deviazione

  • di badinka
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Abbiamo scelto l’Islanda come meta dieci giorni prima della partenza, perché ci è sembrato un viaggio facile da organizzare nel pochissimo tempo che avevamo a disposizione e così è stato. Ecco quindi un resoconto speriamo utile del meraviglioso viaggio appena concluso. Arrivate all’una di notte, abbiamo proseguito così…

1° GIORNO – 27/7: KEFLAVIK – PENISOLA SNAEFELLNES - STIKKISHOLMUR 350 KM

Con partenza alle 9,30, dopo breve tappa a Borganes (carina, adagiata sul mare, capiremo coi km che è già un grande centro abitato!), abbiamo affrontato la Penisola di Snaefellnes (una deviazione di 100 km circa) percorrendo tutta la costa, saltando solo il faro a nordovest. Ci è piaciuta molto, paesaggi molto belli e molto variegati (scogliere, ghiacciaio, prati, spiagge), accompagnati anche da una giornata di sole caldo, tanto da poter stare in maglietta (ma non si ripeterà più). Ci siamo fermate in vari punti, arrivando a Stykkisholmur verso le 20. Primo splendido tramonto (alle 23) dal promontorio di basalto su cui è posto il primo faro arancione di una lunga serie.

2° GIORNO - 28/7: STIKKISHOLMUR - PENISOLA TROLLASKAGI - AKUREYRI 455 KM

Lasciamo Stykkish e intraprendiamo subito il nostro primo sterrato (la 54) che percorre tutto il fiordo, con alcuni scorci davvero belli. Proseguiamo poi per la 586 e poi rientriamo nella 1, facendo la prima piccola deviazione per andare a vedere la chiesetta sul lago di Hop. Lasciamo nuovamente la 1 per avviarci verso la Penisola di Trollaskagi e sulla 75 ci fermiamo a Glaumbær per vedere le case di torba. A Hofsos facciamo sosta per vedere la piscina vista fiordo segnalata dalla guida, ma apprezziamo molto di più le alte ed estese colonne di basalto, su cui è possibile passeggiare. Se si arriva all’ora giusta (che non era la nostra, come ci ha spiegato gentilmente la ragazza del visitor centre), sono anche avvistabili alcune foche. La nostra idea iniziale era di fermarci a Siglufjordur, ma, forse a causa del tempo nuvoloso, il paese ci è parso assai desolato (compreso il campeggio a bordo strada) e abbiamo così deciso di proseguire fino ad Akureyri. La seconda città del Paese, pur essendo poco più di un paese, è decisamente più animata ed offre una bella via pedonale con vari locali per mangiare (consigliato il simpatico pub dell’ostello Akureyri Backpackers per birra alla spina e hamburger) ed un bel lungo fiordo per una passeggiata.

3° GIORNO – 29/7: AKUREYRI – REYKJALID 100 km

Al mattino torniamo indietro di 30 km fino ad Hauganes per l’uscita in barca per avvistare le balene (molto simpatico e caratteristico il bar sul porticciolo). Alle 12,30 siamo di rientro, ripassiamo da Akureyri per recuperare la tenda e proseguiamo verso la destinazione successiva, il Myvatn. Lungo la strada ci fermiamo alle prime cascate del viaggio, quelle di Godafoss, che, sarà che son le prime, ci impressionano già parecchio e anche col senno di poi restano nella top 3. Giungiamo quindi a Reykjahlid verso le 17 e ci rechiamo al visitor centre dove acquistiamo l’ingresso al Myvatn Nature Bath. Interessanti anche i pannelli esplicativi sugli aspetti geofisici della zona. Montata la tenda, facciamo un primo giro dei dintorni, visitando le sculture di lava di Dummuborgir e la grotta di Lofthellir. Alle 20 e non prima (su consiglio della simpatica Anna del campeggio) ci dirigiamo verso le terme e la strada per arrivarci ci dà un assaggio dei paesaggi spettacolari che vedremo nei giorni successivi. Le terme pure sono fantastiche: non sono molto grandi ma a quell’ora non c’erano troppe persone e ne abbiamo piena soddisfazione soprattutto per il contesto naturale in cui si collocano. In campeggio prenotiamo per il giorno dopo il tour in autobus 4X4 per l’Askja

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