Islanda, ghiaccio e fuoco

Una terra vivibile e piena di emozioni. Una terra di pescatori, artisti e scrittori. Una terra da turisti per caso

  • di marcodonna
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Chi da bambino non ha mai sognato di visitare un altro pianeta? Da adulto si può tradurre nello scoprire l’Islanda, una terra impossibile. Non è possibile vivere laggiù in mezzo al freddo e alla lava. Ne siamo proprio sicuri? Bisogna sempre visitarli i posti prima di parlare. L’Islanda è una terra vivibile e piena di emozioni. La sua struttura particolare rende il suo popolo pieno di orgoglio e fantasia. Una terra di pescatori, artisti e scrittori. Una terra da turisti per caso.

Il mio viaggio si avvale dei suggerimenti di Tamara Ferioli, una giovane artista che ama l’Islanda a tal punto da farla diventare una vera e propria musa ispiratrice. Seguire i suoi suggerimenti e la sua passione ti porta a vivere emozioni ripetibili solo nella bellezza delle sue opere che profumano d’Islanda in ogni tratto. Ma mi sto dilungando e come si fa in questi casi? Si riparte dall’inizio.

L’Islanda è raggiungibile anche grazie a una compagnia low cost (la WOW) che collega Milano Malpensa con l’aeroporto internazionale di Keflavik. L’orario non è dei migliori e, anche se la compagnia è rinomata per la puntualità, si atterra a mezzanotte e cinquanta… ma è come se fossero le 6:00 del pomeriggio dato che un bel sole di luglio illumina le terre nere del Reykjanes, la penisola dove è stato costruito l’aeroporto internazionale sui resti della vecchia struttura militare che gli americani avevano costruito negli anni Quaranta.

Il FlyBus in una quarantina di minuti per una strada circondata da terra nera e resti di vecchie eruzioni, collega il volo con la stazione degli autobus della capitale Reykjavik. Aggiungendo l’opzione “+” al biglietto si ottiene la possibilità di essere accompagnati con un furgoncino direttamente alle strutture alberghiere. Appena entrato in camera dopo un viaggio così lungo, è abbastanza normale… andare in bagno. Ed ecco il primo impatto con la terra islandese… anzi con l’acqua islandese. Non essendo ancora abituati, sarete accolti da una puzza di uova marce: la prova di autenticità dell’acqua nei bagni islandesi.

Il primo giorno è dedicato alla visita di Reykjavik, la capitale di Stato che si trova più a Nord nel mondo. La città ha centoventimila abitanti che arrivano a duecentomila con il conglomerato urbano, che equivale a due terzi della popolazione islandese. Il suo nome significa “Baia Fumosa” e ci dice molto sulla terra in cui sono atterrato. Il centro è molto piccolo e l’architettura è da classica città di pescatori con tante piccole case rivestite di lamiera e con piccoli giardini. La domenica mattina devo aspettare le 10:00 per poter fare colazione e poi salgo la collina che sovrasta il centro dove sorge la Hallgríms-kirkja, una moderna chiesa nel tipico stile basaltico islandese inaugurata nel 1986 dopo quasi quarant’anni di lavori. La sua torre di 73 metri permette una splendida vista sulla città e sulla baia in cui giace. Reykjavik è Patrimonio Unesco della letteratura e, infatti, la sua chiesa principale prende il nome da un poeta: Hallgrimur Pétursson. Dalla chiesa mi incammino verso il Pond, un delizioso laghetto nel centro della città, circondato da statue e su cui sorge il moderno municipio. Da lì proseguo verso la piazza centrale e l’oceano. Appena arrivo verso l’acqua, sono attratto da una moderna costruzione che domina la baia. Si tratta dell’Harpa, un elegante centro culturale con sala per concerti, inaugurato nel 2011 e progettato dall’architetto danese Henning Larsen in cooperazione con l’islandese Olafur Eliasson. Si può entrare gratuitamente e ammirare estasiati i giochi di luce che l’alveare di finestre si diverte a fare con il mare e il cielo azzurro, adombrato di grigie nuvole

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