Superba Islanda

Scenari di rara bellezza sul limitar del circolo polare artico. Tremila chilometri tra geyser, ghiacciai, vulcani, pecore e cavalli

  • di M.Chiara
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Avevo un conto in sospeso con l'Islanda.

Da almeno quattro o cinque anni, quando si presenta l'occasione delle ferie, tiro fuori l’idea dell’Islanda per poi puntualmente abbandonarla, vittima del solito stereotipo che l’etichetta come una meta cara e difficile da girare in autonomia se non affrontando l’esoso noleggio di un’automobile con quattro ruote motrici.

Quest’anno non mi sono fatta fregare!

Ormai ho un bel pò di viaggi all’attivo sia in Europa che oltre continente e, col senno di poi, mi sono convinta che che non esistono mete oggettivamente care, belle, brutte,

Pericolose, sicure ecc. ma tutto dipende dall’atteggiamento personale con cui si affronta il viaggio.

Se il viaggio è una parentesi di libertà, e liberazione, dalla quotidianità, dal lavoro e dalle beghe di tutti i giorni, allora quale migliore occasione per affrancarsi dalle (finte) comodità, e concedersi lo sfizio di vivere "easy" e senza schemi per un pò di giorni? Perchè accontentarsi delle cose consuete e non lasciarsi andare al gusto della scoperta?

Dunque, fatta piazza pulita di stereotipi e clichè, l’udienza è tolta, quest’anno costumi e parei rimarranno nell’armadio per lasciare il posto a scarpe da trekking, berretti, k-way e abbigliamento tecnico.

Si va in Islanda! Come sempre in compagnia di Enrico.

Parole d’ordine: easy going & open mind!

Dunque stavolta non alloggeremo in hotel ma nelle strutture della catena "Edda" con servizi e cucina comuni e prepareremo autonomamente i pasti facendo la spesa al supermercato.

Perchè ottimizzare il rapporto qualità prezzo non significa accontentarsi di servizi minimi o scadenti, bensì dare valore al denaro guadagnato con tanta fatica durante l’anno spendendolo al meglio.

Il periplo dell’isola ci aspetta, non in fuoristrada, ma a bordo di una simpatica utilitaria blu un pò demodè ma assolutamente adeguata per il tipo di tour che abbiamo programmato e a lungo studiato. Quasi come un’esame universitario, tre mesi e più a studiare la guida, leggere i diari di chi ci ha preceduti, consultare mappe e percorsi e calcolare i chilometri tra una tappa all’altra.

Gli sforzi sono stati premiati e siamo riusciti a fare e vedere tutto ciò che avevamo programmato, concludendo il giro con addirittura un giorno di anticipo rispetto alla tabella di marcia.

L’Islanda è un’paese accogliente e ospitale che si presta a svariate soluzioni di viaggio e che offre un’ampia scelta di escursioni e attività: si può campeggiare, alloggiare nelle guesthouse, fare escursioni sui ghiacciai, gite in barca nei fiordi, andare in piscina, rilassarsi alle terme, andare a cavallo, in motoslitta, in bicicletta e chi più ne ha più ne metta! La rima è venuta da sola...giuro!

In questa terra di ghiaccio e fuoco, sperduta in mezzo a due continenti, dal clima inclemente, si vivono esperienze uniche in contesti quasi onirici e visionari; ciò che da noi è sorprendente qui è normale.

Mai prima d’ora mi era capitato di coricarmi col sole e non con la luna!

Eh si, in Islanda il sole si fa vedere per pochi mesi all’anno, ma quando c'è non risparmia la sua presenza e gli Islandesi se lo godono più che possono tant'è che non utilizzano le tapparelle, al massimo una tenda, e in alcune case neppure quella! Una bella sfida dormire con la luce che penetra dai vetri come fosse giorno! La notte senza il buio è quasi inquietante, ancor di più se ci si trova sperduti in mezzo al nulla. Ricordo una sera piuttosto fredda a Draflastadir, un pugno di case ai piedi della montagna, a guardare dalla finestra lo sconfinato paesaggio e le capre camminare al chiaro della luce e altrettanto nitida è la memoria di una sera a Reykjavík, bardati fino agli occhi per il vento pungente, a scattar foto sul sagrato della Hallgrímskirkja con l’orologio della chiesa che segnava le 22.30, il sole ancora alto all’orizzonte e un cielo talmente terso e azzurro da essere quasi accecante

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