giro dell'islanda, inseguendo i puffin. informazioni pratiche.
Informazioni pratiche
Voli low cost: Milano Malpensa- Londra Gatwick con Easyjet
Londra Gatwick – Reykjavik con Iceland Express
Auto: prenotato dall’Italia un Rav 4x4 alla Hertz (aeroporto). Quattro ruote motrici fondamentali per andare a Askja, lì il percorso è quasi interamente sterrato e con molti guadi (anche profondi!). Per restare sulla strada principale va bene anche una macchina normale. Km percorsi: circa 2000 km.
Pernottamenti: prenotato tutto dall’Italia tramite il sito www.farmholydays.is, i prezzi variano a seconda delle categorie: cottage, farmhouse, farmer’s guesthouse e country hotel. Per risparmiare è possibile dormire anche in sacco a pelo. Le strutture sono semplici, a volte spartane, ma pulite e accoglienti. Il bagno è in camera o in comune a seconda della struttura e della categoria scelta. Conduzione strettamente familiare. Fortemente consigliato. Basta mettersi in contatto tramite email e indicare le tappe che desiderate fare e verificano loro la disponibilità delle strutture senza doverle contattare voi singolarmente. Pagamento tramite bonifico bancario prima della partenza. Vi arriverà a casa un blocchetto di voucher: ogni buono corrisponde a una ricevuta di pagamento che consegnerete al proprietario della guesthouse all’arrivo nella struttura. È comodissimo.
Pasti: colazione sempre in guesthouse, a pranzo pic nic (ci sono tante pic nic area vicino alla strada, in caso di pioggia pic nic in macchina…). Panettieri ben forniti, ottimi panini al salmone e al tonno. Frutta e verdura poca: mele e baby carrots. Quasi tutti i generi alimentari sono d’importazione. La sera cenavamo quasi sempre in guesthouse perché raramente c’era qualche centro abitato nelle vicinanze. In alcune fattorie si può cucinare da soli, in altre c’è il buffet a pagamento o c’è la proprietaria che cucina per gli ospiti se avvertita per tempo.
Abbigliamento: se come noi andate in agosto sono fondamentali: ombrello, giacca a vento (anche non pesantissima ma impermeabile), pantavento, poncho impermeabile, scarponcini per camminare (che userete anche per le gite sul ghiacciai), golf di lana. Prevedete qualche cambio extra in caso non si dovessero asciugare i vestiti.
Itinerario:
6 AGOSTO Arrivo a Reykjavik verso le 16.00. Breve giro in città e pernottamento. Cena sul porto in un posto carino, il SAEGREIFIN (spiedini di pesce e zuppa). La sera i negozi sono tutti aperti e c’è luce fino a tardi.
7 AGOSTO Sotto il diluvio andiamo al PINGVALLIR NATIONAL PARK dove c’è una grossa faglia. Proseguiamo per GEYSIR e GULFOSS (cascate). Dei geyser ce n’è uno molto attivo che continua a sbuffare mentre gli altri sono pressoché inattivi. La terra è rossissima e c’è odore di zolfo. Anche le cascate sono belle. Sulla strada per VIK facciamo una breve passeggiata sul ghiacciaio MYRDALSJOKULL. Passiamo per DYRHOLAEY dove c’è un bel faro su una spiaggia nera con davanti un faraglione e una formazione a forma di arco. La nostra fattoria è carina, si chiama EYSTRI-SOLHEIMAR. Per cena andiamo a cucinare nel basement (dove ci sono camerate per i viaggiatori con sacco a pelo). Il paese di Vik è pressoché inesistente a parte una chiesa, un supermercato (sfornitissimo) e un benzinaio. E’ una città costiera senza porto, incredibile.
8 AGOSTO Destinazione: le colonne di basalto di REYNISFJARA sulle spiagge nere di lava, ci sono tantissimi pulcinella di mare. Proseguiamo fino al ghiacciaio SKAFTAFELL da cui partono delle gite guidate da 2h e 30. Forniscono loro piccozza e ramponi (da agganciare ai propri scarponcini). La passeggiata è semplice, da principianti anche se ci sono tanti crepacci. Riprendiamo la macchina in direzione HOFN passando per la laguna JOKUSARLON piena di iceberg azzurri, bellissimo. Nella laguna si può fare una gita con i mezzi anfibi per i quali ci forniscono di giubbotti salvagente (già fradici), fa molto freddo. Si parte da terra e poi ci si immerge nella laguna. La barca viene guidata tra gli iceberg da un gommone che sposta gli iceberg che sono in continuo movimento. La laguna è per metà di acqua dolce e metà salata, alcuni iceberg sono neri di cenere di lava, altri blu ed altri ancora bianchi. In teoria ci dovrebbero essere le foche ma non le vediamo