I survived Iceland

Premetto una cosa di fondamentale importanza: mia sorella si trova per quattro mesi a Reykijavik, quindi avevamo il punto d'appoggio della casa in cui lei alloggia. Non posso dire niente, dunque, sulle possibilità di pernottamento. Viaggio e primo impatto: Dalla ...

  • di profpalmy
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Premetto una cosa di fondamentale importanza: mia sorella si trova per quattro mesi a Reykijavik, quindi avevamo il punto d'appoggio della casa in cui lei alloggia. Non posso dire niente, dunque, sulle possibilità di pernottamento.

Viaggio e primo impatto:

Dalla Sicilia è un'avventura, specie in inverno quando non c'è il diretto per Londra. Così facciamo scalo a Milano per dieci minuti, giusto il tempo di ripartire per Heathrow. Le compagnie aeee che viaggiano per l'Islanda sono essenzialmente la Icelandair, che consiglio vivamente per il trattamento a bordo (giochi per bambini, pasti ottimi, cuscino e coperta...) e la Iceland express, che è low cost. Si arriva dopo tre ore a Keflavik, a 40 minuti da Reykijavik. Mia sorella aveva già affittato un'auto ed è venuta a prenderci, ma si può tranquillamente prendere il bus o prendere l'auto in aeroporto. Vi sono possibilità di escursioni a pagamento ma io vi consiglio l'auto, possibilmente un fuoristrada perché avrete più libertà e farete l'esperienza di guidare in Islanda, che è davvero sorprendente. Ormai è sera quindi l'unico impatto con la "terra di ghiaccio" sono il vento tagliente e la temperatura sotto zero. Arriviamo a casa e ci accorgiamo subito dell'efficienza del riscaldamento. Qui è tutto elettrico e il contatore non va mai in tilt perché hanno elettricità in sovrabbondanza. L'acqua calda è fornita dai serbatori geotermici, sa di zolfo ed è calda davvero. Lasciano luci accese anche di notte e si può vedere l'interno delle case, tutte caratterizzate da grandi vetrate.

Primo giorno:

Colazione con latte, yougurth e burro islandese: buonissimi. C'è anche lo skir, una specie di latticino simile allo yougurth ma senza fermenti. Partiamo alle 10. Colpisce subito la posizione del sole, sempre a 45 gradi circa sull'orizzonte, davanti agli occhi per capirci, non dimenticate gli occhiali da sole. Prendiamo la statale N1 che è anche la principale strada dell'isola, in direzione di Selfoss. Non ci sono barriere ma solo paletti, la strada è un nastro d'asfalto che scorre dritto in immense distese di neve, ghiaccio, steppa, lave vulcaniche in un susseguirsi continuo di variazioni di paesaggio. Come dice la guida Routard (a proposito l'unica a dirvi esattamente dove trovare i rifornimenti di benzina; la Lonely Planet non è precisa su questo), il paesaggio strappa tutti i superlativi del nostro vocabolario: vediamo fronti lavici risoperti di neve, fumarole che sbuffano vapore sulfureo, distese di tundra in cui apscolano cavalli di razza vichinga, numerosi come greggi , pecore con il mantello folto di lana, corvi, cigni selavtici, laghi ghiacciati, fiumi gorgheggianti, cascatelle. Ci sono piazzuole di sosta dove ci si può fermare a fotografare. Entriamo per qualche minuto anche in una nube di ovatta formata da raffiche di vento polare rasoterra. Superiamo Selfoss con la sua cascata alta e sottile, avvistiamo l'Oceano Atlantico. Dopo un'ora arriviamo a Skogar. Di fianco al villaggio Skogarfoss, una cascata perennemente attraversata da una arcobaleno. Non si paga! Le cascate sono molto comuni in Islanda a causa dei salti che hanno formato le eruzioni laviche e dell'abbondanza di acqua. Al ritorno passiamo dal fiordo di Thorlkshofn. Una volta a Reykijavik visitiamo il centro commerciale di Smaralind, molto luminoso e privo di caos.

Secondo giorno:

Partiamo sempre in direzione di Selfoss. Per la strada fotografiamo le enormi serre dove gli islandesi, sfruttando l'energia geotermica coltivano ortaggi. A un certo punto, svoltato per Geysir, vediamo un pulman carico di giapponesi fermo su un sito segnalato. Ci fermiamo anche noi e così visitiamo il cratere di Kerid, un laghetto vulcanico ghiacciato (visto che è inverno): siamo sulla strada 35 per Reykholt. Do po un po' si arriva a Geysir. Il sito geotermico è praticamente sulla strada. Non si paga! Si visita attraverso un sentiero pavimentato. Ci sono fumarole e piccole pozze di acqua in ebollizione. Poco più lontano lo Strokkur, il gayser più famoso. L'esperienza è indescrivibile a parole. Ti metti in attesa: vedi un bacino d'acqua con al centro come una vasca più piccola in cui ribolle un azzurrissimo vortice. Poi l'acqua gorgoglia sempre più sbuffando rumorosamente. Infine.... Vuuuuum, uno sbuffo altissimo che ricade in miriadi di goccioline e vapore. Si aspettano 5 minuti e lo rifà. Più avanti ci sono dei crateri di acqua azzurra e caldissima. Lasciamo Geysir dopo aver visto lo Strokkur almeno 6 volte. Alla fine ti fa simpatia come se lo conoscessi da sempre. Vicino c'è un rifugio dove è possibile rifocillarsi

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