Un delirio chiamato Islanda

Il viaggio di Antonella Volo British Airways con stop over a Londra(Gatwick); stesso volo e stop over per il ritorno. Eravamo in coppia. Partenza il 10-7-07. Ritorno il 21-07-07. Guide di riferimento: Lonely Placet e Routard. Spesa circa 2500 euro. ...

  • di thomas-anto
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Il viaggio di Antonella Volo British Airways con stop over a Londra(Gatwick); stesso volo e stop over per il ritorno. Eravamo in coppia. Partenza il 10-7-07. Ritorno il 21-07-07. Guide di riferimento: Lonely Placet e Routard. Spesa circa 2500 euro. Cercherò a parole di descrivere, almeno in parte, il delirio di emozioni provate da me e da Thomas, il compagno della mia vita, in questo viaggio così particolare ed unico. Il groppo alla gola si sta sciogliendo solo ora e quindi inizio finalmente a poterne parlare e a scriverne ad altri. I primi giorni del rientro sono stati percorsi da quello stato di “malinconia felice”che segue sempre ai nostri ritorni. Ma questa volta c’era un qualcosa di nuovo, una specie di “mal d’Islanda”che ci seguirà sino a che non vi torneremo per una seconda puntata, naturalmente. 10 luglio 2007,martedì: Nizza-Londra(Gatwick) Partiti da Sanremo, la nostra città, alle sette di mattina, arriviamo all’aeroporto di Nizza e decolliamo (in orario), con la British Airways, alla volta di Londra Gatwick. Qui pernotteremo, effettuando il primo dei soliti “stop over”a cui devo sottopormi, causa quattro operazioni alla schiena, i cui postumi a vita non mi consentono di fare di più. Per fortuna il viaggio è stato progettato, come ogni anno, segmento per segmento, da me medesima, e a Dio piacendo dovrebbe andare tutto bene, anche se l’energia vitale di Thomas deve in queste occasioni piegarsi... L’hotel, a cinque minuti esatti dall’aeroporto, è stato “scovato” da quel paziente(soprattutto con me) ed efficientissimo nostro cugino Paolo, proprietario dell’agenzia di viaggi a cui mi rivolgo da sempre, che ha naturalmente anche prenotato, in febbraio, il volo per Reykjavik(390 euro pax), nonché trovato il tour operator dell’itinerario in Islanda. Ma procediamo con ordine. Dopo aver mentalmente ringraziato Dio che l’aereo non fosse pieno e che inoltre avvenisse la combinazione che a fianco a me non ci fosse nessuno(il suddetto miracolo capiterà altre tre volte e mi darà quindi modo di allungarmi un poco e quindi evitare di alzarmi ogni venti minuti per far finta di andare al bagno), Thomas viene inghiottito, come ogni anno, dal lato finestrino, perché il suo destino è documentare tutto con telecamera e macchina fotografica. L’atterraggio a Gatwick è avvenuto attraverso una coltre di nubi, (suggestiva, però la campagna inglese sotto di noi!) ma ciò non ha avuto la benché minima importanza e abbiamo cercato di fare gli indifferenti anche davanti allo sportello del cambio, dove per 100 euro ci hanno dato solo 60 misere sterline( ce lo aspettavamo!). Caracollando Thomas valigie e zaino ed io una sporta di viveri di prima necessità(panini e bottigliette di acqua), abbiamo preso un taxi dando pure la mancia(crepi l’avarizia).Tale situazione (valigie, zaino, panini, taxi, mancia) capiterà altre tre volte in modo sequenziale, per i totali segmenti andata-ritorno del viaggio aereo. La sera trascorre nel tentativo di “sturarmi” un po’ le orecchie con la BBC in tv, poi andiamo a dormire perché l’aereo partirà presto l’indomani per Reykjavik.

11 luglio 2007,mercoledì: Londra(Gatwick)-Reykjavik. Il solito battito più veloce del cuore..evviva, il bagaglio non supera i venti chili!(quante prove, sulla bilancia di casa!). Poi è la volta del “metal detector” che suona appena arrivo io, “ Ah, sì, è il mio bustino per la schiena”, ispezione dell’addetta in separata sede, mentre Thomas ostenta la flemma inglese che lo ha contraddistinto sin dai tempi del liceo, ma in realtà si scoccia un po’

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