Luna di miele, ma non solo, islandese

Questo è il racconto del viaggio di nozze di Maruska e Alessio. Partenza 29-5-07 e ritorno 9-6-07. È uno dei viaggi più belli mai fatti e non perché si tratta della nostra luna di miele… in Islanda non ci sono ...

  • di maruskadb
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: 3500
 

Questo è il racconto del viaggio di nozze di Maruska e Alessio. Partenza 29-5-07 e ritorno 9-6-07. È uno dei viaggi più belli mai fatti e non perché si tratta della nostra luna di miele… in Islanda non ci sono turisti, ma solo viaggiatori disposti a confrontarsi con un’indomita natura.

29.5.07

Partiamo alle 4 da Messina. Il volo decolla da Catania con 4 ore di ritardo… perdiamo tutte le coincidenze... Il nostro viaggio fino alla terra del ghiaccio dura quasi 24 ore! Siamo distrutti… L’ultimo volo che ci porta in Islanda parte da Londra: è quasi buio, ma… avvicinandoci all’Islanda, sopra le nuvole, il cielo si schiarisce e prende il colore del fucsia e del viola... Il sonno ci vince, ma atterrando, abbiamo l’impressione di sbarcare sulla luna. Che meraviglia! Come se non bastasse il ritardo di quasi 15 ore… abbiamo smarrito i bagagli!!! Io provo a consolare mio marito, ma lui non fa che pensare a tutto quello che c’era in valigia… in aeroporto troviamo un gentilissimo impiegato dell’ufficio bagagli smarriti che parla italiano!! Un grande! Ci omaggia di un beauty case contenente i beni di prima necessità: sapone, lametta, e anche una maglietta bianca… aspettiamo per un’ora l’autobus che ci porterà in albergo. Essendo un viaggio di nozze, abbiamo preferito per la prenotazione dei pernottamenti da parte del tour operator che ci ha omaggiati della prima notte in suite!!! Quando avremo più una suite in vita nostra? Mai, appunto! È bellissima, due bagni! Un salone! Un sogno che per noi dura poco, giusto il tempo di riposarci... Sono le 3 e alle 9 dobbiamo ritirare la nostra auto a noleggio... Immaginate: io in una suite, la prima notte di luna di miele con una tristissima maglietta bianca che arriva alle ginocchia, mentre in valigia c’era tutta la cosiddetta “armatura pesante”, i pezzi migliori della mia biancheria intima!!!

30.5.07:

Inizia il viaggio. Ritiriamo il Suzuki Jimny. L’Islanda si visita in autobus o macchina (preferibilmente fuoristrada), non ci sono treni. Partiamo dalla capitale alla volta del circolo d’oro. Visitiamo Thingvellir, il parco storico d’Islanda, dove nasce il paese politico, un mito per gli Islandesi, una delusione per noi... Bellissimo invece l’itinerario che ci porta fin lì, con un tragitto su uno sterrato che mi confonde... Non c’è nessuno attorno a noi, non esiste una casa… solo rocce, sabbia e qualche agnellino. Ma era solo l’inizio! Probabilmente siamo troppo preoccupati per le nostre valige che temiamo non arrivino.. Non ci godiamo molto la Frattura dei continenti, non ci sembra nulla di eccezionale, ma il paesaggio attorno e il borghetto con la chiesa è bellissimo. Scattiamo poche foto...il caricabatteria della nostra camera digitale è in valigia e non si sa se lo ritroveremo... Dobbiamo risparmiare la carica. Eccoci continuare fino a Geyser: lì ci attende il primo “OH!” di stupore davanti allo strokkur che con la sua gettata raggiunge 15m d’altezza: una fantastica fontana naturale con attorno piccoli geyser fumanti. Facciamo benzina. In Islanda si paga tutto con la carta di credito e le pompe di benzina sono di solito “fai da te”. Nemmeno a dirlo: il meccanismo si inceppa, nulla viene erogato e sul display troneggia minacciosa ad intermittenza la comunicazione di errore. Chiamiamo il bel ragazzo dell’area di servizio…anche lui non capisce cosa succede e così chiama la bella ragazza del bar che ci dice che non è mai successo nulla di simile… riusciamo alla fine a fare il pieno convinti che siamo dei grandi portatori di sfiga. Ho freddo. Rimpiango il mio supermaglione…dove sarà la mia valigia? Mio marito è nero…. Faccio da navigatore, lui guida anche se dovrei farlo io (in quanto ho sottoscritto io il contratto del noleggio con la mia carta di credito). Raggiungiamo Gulfoss con la sua imponente cascata d’acqua e le sue superbe rocce: bellissima! Finalmente riceviamo la telefonata dall’aeroporto. Il nostro bagaglio è a Reykjavik!!!!! Siamo felicissimi, torniamo indietro e cerchiamo la stazione degli autobus dove sono state lasciate le valige: un’impresa! Ma pare che in Islanda, ogni volta che siamo in reale difficoltà troviamo qualcuno che parla italiano! In questo caso si chiama Ivano e per chissà quale ragione lavora in uno dei tanti rifornimenti N1 in Islanda. Dopo poco recuperiamo tutto e inizia davvero la vacanza, il nostro itinerario in senso antiorario attraverso l’Islanda. Dormiamo alla guesthouse Hecla e – poiché in questa vacanza non ci priveremo di nulla- ceniamo lì con un’eccezionale trota marinata (molto comune in Islanda) e agnello (piatto nazionale) con salsa Madeira

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