Bellissima Islanda

15 luglio ’06 – Milano- Reykjiavik Giro della città Il nostro viaggio inizia a Milano Malpensa un sabato di luglio, temperatura 30 °C circa, ma la prospettiva di arrivare in Islanda con una temperatura più accettabile ci alletta! Atterriamo alle ...

  • di michele.rusca
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: 3500
 

15 luglio ’06 – Milano- Reykjiavik Giro della città

Il nostro viaggio inizia a Milano Malpensa un sabato di luglio, temperatura 30 °C circa, ma la prospettiva di arrivare in Islanda con una temperatura più accettabile ci alletta! Atterriamo alle 16.30 locali circa, e tira vento, pioviggina e le nuvole coprono tutta la penisola di Reykjanes… il benvenuto islandese non è ottimale! Facciamo il biglietto per il flybus che ci porta a Reykjavik, non senza problemi con le nostre carte di credito, e si parte! Il paesaggio è particolare: deserto, deserto, deserto… ogni tanto si intravede un po’ di mare, qualche casa, ma il grigio che avvolge tutto crea un’atmosfera particolare. Arriviamo all’hotel, e da qui, con la navetta dell’hotel, andiamo in centro: difficile credere che questo sia il centro della capitale di una nazione! Casette piccole, spazi verdi, qualche palazzo diciamo “storico”. Capiamo che a Reykjiavik non è il caso di dedicare molto tempo, la mattina del giorno dopo è più che sufficiente! Mangiamo in un ristorantino poco tipico (difficile trovarne nella zona del porto) e, visto che le nostre Visa continuano a non funzionare, entriamo in panico, domani dobbiamo risolvere il problema, sennò come ritiriamo la macchina a noleggio??? Rientriamo in taxi (non così economico a nostro modo di vedere come dicono le guide, 1210 ISK per qualche Km! Ma non abbiamo metri di raffronto con altre capitali!). Verso le 23 andiamo a dormire, e nonostante il tempo grigio (però non piove…), la luce che entra in camera è tantissima!

16 luglio ’06 – Giro di Reykjiavik - penisola Reykjanes (km. 143)

Nonostante la giornata non inizi nel migliore dei modi (piove e continuano a non funzionare le nostre CC), col passare delle ore diventa molto interessante. Dapprima facciamo un giro per il centro di Reykjiavik, visitiamo la cattedrale (impossibile non vederla), andando anche sul campanile, dal quale si gode di una notevole vista; da lì la città sembra fatta con i Lego, con tutte le sue casette piccole e colorate. In tarda mattinata ritiriamo la nostra macchina a noleggio, una Toyota Yaris. Nota generale: la Avis, dove l’abbiamo noleggiata noi, è abbastanza fuori mano, vicino al museo delle Arti e Tradizioni d’Arbaer (che visiteremo l’ultimo giorno, diremo dopo); la Hertz invece è vicino all’aeroporto cittadino, circa 15 minuti anche a piedi dal centro.

Presa la macchina decidiamo di fare il giro della penisola Reykjanes, imbocchiamo la strada 42 ed iniziamo a vedere la vera Islanda: campi di lava, misti a muschio, colori incredibili! La prima sosta è il lago Kleifarvatn: la sua spiaggia nera, il colore spettrale dettato dal tempo e soprattutto il silenzio lo rendono un posto magico. Ripartiamo, e dopo poco incontriamo il primo campo geotermale, quello di Seltun: ci sorprendono i colori azzurro-rossi della terra che ribolle, e ci stupisce anche il fatto che, come unica protezione, c’è una passerella sulla quale si è invitati a passare! Ripartiamo con direzione Grindavik e ci fermiamo alla chiesetta di Krisuvik, con il suo tettuccio rosso ed il legno nero. Nel deserto islandese, questa chiesetta di pochi metri quadri, aperta, con tanto di messali dentro, ci lascia a dir poco sconcertati! Si riparte, mangiamo qualcosa, comprato da un benzinaio in Grindavik (a dir poco desolante, l’unica nota sono dei bambini di pochissimi anni che vagano per il paese da soli… ), e ci dirigiamo verso la Laguna Blu. Il tempo nel frattempo si è fatto proprio bello, e nonostante si sia mangiato da poco decidiamo di immergerci. Il colore dell’acqua è incredibile, così come la sua temperatura. E’ una bella esperienza, abbastanza onerosa (1400ISK a testa) e forse un po’ troppo turistica, ma ne vale la pena. Riprendiamo la strada verso la capitale, strada 43 e arrivati facciamo un giro in uno dei tanti parchi cittadini; torniamo nel cuore della città, cena e giretto a Reykjiavik con il sole…. Decisamente meglio!

17 luglio 2006 – Reykjiavik – Breidavik (km. 301)

Una delle giornate più lunghe ma anche più affascinanti per le molteplici esperienze, paesaggi ed incontri che abbiamo fatto nel corso della giornata, che inizia alle 7.00 e giungeremo alla fattoria solo alle 20.30. Risolto parzialmente il problema delle CC telefonando in Italia, partiamo in direzione di Borgarnes seguendo la ring road; la strada non è male, ma il pomeriggio precedente ci ha abituati a ben altri paesaggi! Prevedendo di vedere molti fiordi in seguito, all’altezza di Akranes abbiamo deciso di seguire la n°1 prendendo il tunnel sotterraneo (1000 ISK) che accorcia decisamente il chilometraggio giornaliero: veloce e comodo, lo consigliamo. Da Borgarnes prendiamo la n°54 con intenzione di vedere strada facendo dove tagliare la penisola dello Snaefellnes, visto che alle 16 abbiamo il traghetto che ci porterà verso i fiordi nord-occidentali. Da Borgarnes in poi il paesaggio si fa nuovamente islandese, con deserti ma anche distese verdissime, crateri o simili sullo sfondo e sulla strada, pecore e cavalli!!! Sosta nella zona di Budhir: in questo punto c’è la prima cascata che ci stupisce perchè esce dall’altopiano e non si capisce da dove arrivi l’acqua e in più c’è anche una carinissima chiesetta vicino all’oceano (la guida parlava di ex porto… andare per credere!). Proseguiamo in direzione di Olafsvik lungo la strada 54, e facciamo il nostro primo passo: la strada si inerpica, è sterrata, ma una volta scollinato si aprono scenari mozzafiato! Incontriamo un sacco di pecore ed anche un animaletto non meglio identificato! L’unico neo della giornata è il tempo, che essendo un po’ nuvolo non ci permette di vedere il SnaefellsJokull, il ghiacciaio che ha ispirato Verne per il suo “Viaggio al centro della terra”. Proseguiamo in direzione Grundarfjordur, dove mangiamo il nostro solito panino in macchina nel porto, con i gabbiani a farci da cornice e sullo sfondo il monte verdissimo (muschio) Kirkjufell. La nota negativa a nostro avviso è stata la difficoltà di trovare qualcosa di veloce da mangiare mentre si è in viaggio: solo verso la fine del viaggio, a Selfoss, abbiamo trovato del pane che non fosse dolce, avesse creme strane dentro o altro!

Arrivati con discreto anticipo a Stykkisholmur, cambiamo il nostro vaucher e facciamo un giro nella zona del faro: da qui si possono vedere le miriadi di isolotti che, verdissimi, ci accompagneranno nella nostra attraversata. Alle 16 parte puntualissimo il traghetto che arriverà a Brjanslaekur verso le 18.45: nonostante il mare sia calmo e la giornata migliorata, Laura patisce un po’ il mare e rimane seduta dentro con il suo Travelgum, io rimango fuori affascinato dal mare e dalle pulcinelle di mare che volano a fianco del traghetto! Penso che l’attraversata sia stata una bella esperienza, anche la breve sosta senza scendere all’isola di Flatey fa vedere uno scorcio di questa terra a dir poco variopinta! Sbarcati, prendiamo la strada n° 62, con direzione Breidavik, dove ci aspetta il nostro B&B. I primi 50Km circa sono su asfalto, veloci da percorrere, ma dopo questi ci aspettano una quarantina di Km di uno sterrato da percorrere lentissimo e stancantissimo, un po’ perché non siamo abituati, un po’ perché non esistono protezioni a lato della strada, e lo strapiombo non è mica male! Il paesaggio è a dir poco da favola! Facciamo anche incontri strani, aerei e navi abbandonate, ma ci porremo il problema di cosa sono il giorno dopo! Arriviamo alle 20.30, stanchi e affamati ma il posto è incantevole, proprio sull’oceano; la nostra camera per questa notte è una stanzina piccolissima con letto a castello senza bagno in camera, perché, se non si avvisa e si arriva dopo le 18, sono liberi di dare la camera prenotata (cosa che abbiamo scoperto a fine vacanza). Ci accoglie una signora molto gentile, con la quale chiacchieriamo e chiediamo informazioni sul percorso del giorno dopo. Inoltre ci da un’ottima cena a base di zuppa di pomodoro, agnello con verdure ed una sorta di purè e una torta al cioccolato. Nel mentre fuori inizia a piovere, ma finita la cena smette ed esce uno squarcio di sole che crea un arcobaleno! Bellissimo! Facciamo una passeggiata, dapprima alla chiesetta (ma cosa ci farà una chiesetta qui?) e poi sulla spiaggia, dove abbiamo il primo incontro ravvicinato con le sterne artiche, che ti giungono sulla testa e gridano fortissimo! Leggendo altri racconti pensavo fossero esagerazioni le similitudini con “Gli uccelli” di Hitckok, ma non dobbiamo far altro che ricrederci!!! Le sterne non fanno altro che difendere i nidi che sono sulle spiagge, proprio in questa stagione. Nel frattempo il sole tramonta tra le nuvole creando colori stupendi!!!

18 luglio 2006 – Breidavik – Nupur (Pingeyri) (Km. 264)

La giornata inizia con un’altra chiacchierata con la proprietaria del B&B; il suo consiglio è molto esplicito: “You have to go there!”, riferito a Latrabjarg, ossia al punto più occidentale d’Islanda e pertanto d’Europa. La giornata è mediocre, c’è anche qualche sprazzo di sole! Percorriamo una quindicina di km e giungiamo su queste scogliere. Il posto è da favola: scogliere a picco sul mare, l’oceano e migliaia di uccelli: gabbiani, sterne e soprattutto pulcinelle! Queste scogliere sono fantastiche ma anche abbastanza pericolose perché non esistono protezioni di alcun tipo! Riusciamo anche a vedere una foca grazie ai nostri binocoli! Le pulcinelle si possono vedere a distanza di qualche metro e in una gola, a 200 metri circa da dove si lascia la macchina, non si vede quasi la roccia dalla quantità di uccelli che vi sono, e quasi non si riesce a parlare dal loro rumore che fanno!!! Questo è un posto che non dimenticheremo mai, vale i 50+50 chilometri di sterrato da fare!!!

Si riparte ed il tempo è decisamente migliorato; facciamo sosta e rifornimento a Patreksfjordur e proseguiamo. Sicuramente la giornata soleggiata è stata la nostra fortuna, ma i passi che si devono fare percorrendo la strada n°63 sono bellissimi, con corsi d’acqua, laghetti e panorami da lasciare sbalorditi. Benché la strada non sia lunghissima, buona parte è sterrata; lungo il nostro percorso bisogna segnalare la cascata di Fjallfoss, molto bella da sotto ma siamo stati assaliti dai moscerini, ancora più bella se ci si volta a vederla dopo alcuni minuti in macchina. A Borg (2 case e una cascata) dobbiamo segnalare il nostro secondo incontro ravvicinato con le sterne: qui vi è anche un cartello che preannuncia il pericolo dettato dalla presenza degli uccelli, che non ti fanno praticamente uscire dalla macchina!

Verso sera giungiamo alla nostra fattoria, dopo aver constatato che la cartina posiziona Pingeyri sul lato sbagliato del fiordo: non nuovissima, ma accogliente. Abbiamo il bagno privato e l’uso cucina che dividiamo con una famiglia di danesi. Ci cuciniamo qualcosa e facciamo due chiacchiere con loro. Passeggiata alla luce del sole tra cavalli islandesi e una vista sul fiordo che vale la vacanza! Indimenticabile

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