Belfast e Dublino, due facce della stessa medaglia

Piccolo tour alla scoperta di due capitali tanto vicine sulla carta quanto lontane nello spirito

  • di CarlaCharlie
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

L'Irlanda è una delle nazioni più affascinanti d'Europa, o questo almeno è il mio punto di vista, e fosse anche solo per la storia che ha da raccontare meriterebbe molta più considerazione di quella che le viene tributata. E' una nazione fatta di tanti colori. Il verde, dominatore assoluto di infiniti spazi aperti, l'oro intenso e il nero profondo della birra che scorre senza sosta, il grigio malinconico dei suoi cieli che si mischia a timidi sprazzi di energico azzurro. Ed è una nazione fatta di gente meravigliosa, di pub che profumano di whiskey e pie, di musica tradizionale e di tanto orgoglio nazionale. Una nazione che si è fatta a lungo la guerra e che ha finalmente trovato il proprio equilibrio... divisi ma in pace.

Decidiamo così di vedere entrambe le facce della medaglia concedendoci un breve ma intenso tour sia dell'una che dell'altra capitale. Atterriamo su Belfast in un mercoledì mattina dalla immancabile pioggerellina che sembra dire a chiare lettere “benvenuto nel Regno Unito!”. L'aeroporto è modesto e il passaggio dalla dogana si rivela rapido e indolore. Saltiamo sul primo taxi disponibile e circa venti minuti dopo arriviamo al nostro hotel, il Travelodge Belfast Central, che come suggerisce lo stesso nome è centralissimo e si rivela subito una scelta più che azzeccata. L'hotel in sé non è niente di eccezionale ma tutto sommato consigliato, le camere sono piccoline ma ben pulite, e finché abbiamo a disposizione una doccia splendente e un letto comodo siamo a posto così. Messe giù le valigie il nostro stomaco ci ricorda che è ora di riempirlo, decidiamo quindi di affidarci al primo pub incontrato sulla nostra strada. Di sforzi a dirla tutta non ne abbiamo fatti poi tanti, il Fibber Magees si trova esattamente di fronte l'ingresso del Travelodge, è uno dei pub più famosi della città e ci serve un ottimo hamburger accompagnato da altrettanta ottima birra. Subito dopo, con la pancia piena, ci dirigiamo verso il centro, ed è il Belfast City Hall, il municipio, a darci ufficialmente il benvenuto. E' sicuramente l'edificio che più rappresenta la città, un punto di riferimento imponente con la sua elegante struttura in pietra bianca sia per i cittadini che per i turisti che gli gravitano intorno, e offre uno spettacolo decisamente suggestivo ogni sera quando col sopraggiungere del buio si tinge ogni volta di un colore diverso. Esattamente di fronte a questo gigante si trova il George Best Hotel (attualmente in rifacimento) che ci ricorda subito chi sia il vero e unico simbolo di questa città... lui, il golden boy del calcio made in North Ireland, the Belfast boy, the Belfast joy, un monumento nazionale, sua maestà George Best. E' proprio da lui che decidiamo di iniziare la scoperta di questa città andando a porgere il nostro tributo laddove riposa da ormai 13 anni. Chiediamo le giuste info al più vicino Visitor Center e ci dirigiamo successivamente alla stazione dei bus dietro Queen's Square per salire sul numero 12 che ci porta dritti al Roselawn Cemetery. Il cimitero si trova appena in periferia e gli autobus sono puntualissimi, una volta giunti lì all'ingresso troverete una casetta dentro cui una gentile impiegata saprà darvi le giuste indicazioni per raggiungere la tomba di Best. Reso omaggio al re di Belfast torniamo in centro, e stanchi per il peso della giornata che inizia a farsi sentire ci concediamo un paio di ottime birre in un altro dei più famosi pub di Belfast: Il Crown Liquor Saloon. Se i pub in Irlanda sono un'istituzione, il Crown è decisamente la testa di serie... il suo impeccabile stile vittoriano vi darà la sensazione di avere appena viaggiato nello spaziotempo finendo catapultati alla fine del 1800. Per la sera andiamo alla ricerca di un ristorante in cui poterci godere una bella bistecca di puro manzo irlandese, e la ricerca non si rivela semplice..non certo per carenza di ristoranti bensì per il semplice fatto che qui si mangia presto, e arrivare alle 21 potrebbe già voler dire dover ripiegare su un pub. Comunque sia portiamo a termine l'impresa e riusciamo a goderci un'ottima cena al The Grill, una steakhouse in pieno Cathedral Quarter.

All'alba delle 23 optiamo per tornare in hotel, la giornata è stata straviziata e stravissuta come direbbe Vasco, le gambe urlano e la stanchezza spinge

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