Verde e piovosa Irlanda

Tre giorni a Dublino e una settimana itinerante nella costa occidentale e sud-occidentale dell'Irlanda

  • di Fabio&Luciana
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Nostra figlia lavora ormai da più di un anno a Dublino e quindi abbiamo deciso che era giunto il momento di andarla a trovare, considerato anche il fatto che non eravamo mai stati in Irlanda.

Premetto subito che il nostro viaggio, nonostante fosse a metà giugno, è stato funestato dal maltempo, cosa peraltro abituale da quelle parti. Quindi ovviamente non abbiamo potuto fare tutti i giri o vedere tutti i posti che ci eravamo prefissi e inoltre, come è naturale, un conto è vedere un paesaggio con le nuvole e la pioggia e un conto è vederlo con il sole. Ad esempio il verde per il quale è famosa l'Irlanda a noi è sembrato più tendente al grigio che al verde. Aggiungo inoltre che, essendo noi stati in Scozia, Bretagna, Normandia, Paesi Baschi e Inghilterra, l'Irlanda ci è apparsa come una ulteriore variante sul tema. Chi invece non è mai stato da quelle parti, ossia le zone dove più o meno vivevano le popolazioni Celtiche, avrà dal'Irlanda un'impressione senz'altro stupefacente e singolare. Il viaggio lo abbiamo fatto con una coppia di nostri amici e consisteva in pratica in due weekend a Dublino inframmezzati da un giro di sei giorni in macchina sulla costa occidentale e sud-occidentale dell'isola. Abbiamo quindi prenotato a Dublino un'auto abbastanza grande e capiente, dettaglio non trascurabile come avrete modo di comprendere se leggerete questo diario. Inoltre, essendo i primi due giorni del viaggio un sabato e domenica, al giro in auto si è aggiunta anche nostra figlia che in quei giorni non lavorava.

9 GIUGNO

Arriviamo a Dublino con un classico volo Ryanair e capiamo subito lo spirito degli Irlandesi non appena prendiamo il taxi per andare all'appartamento che avevamo prenotato per una notte su Booking.com. Il tassista sembrava che non avesse altra voglia che chiacchierare con noi. Dopo averci chiesto da dove venivamo ha cominciato a cantare canzoni italiane degli anni 50-60 e a darci una serie di consigli non tutti perfettamente comprensibili dato che l'inglese che si parla in Irlanda non è propriamente quello di Oxford. Però abbiamo capito subito che gli Irlandesi dagli Inglesi si differenziano non solo per il dialetto ma soprattutto per il carattere, che è diametralmente opposto a quello inglese. Si parla qui ovviamente a grandi linee e in generale come sempre quando si fanno questi paragoni, ma questa impressione ci è stata poi confermata nel prosieguo del viaggio. Insomma per noi Italiani sembra quasi di stare a casa! A conferma di ciò, forse non conoscendo bene l'indirizzo a cui portarci, ci lascia un Km prima dicendo che la casa era a pochi metri ma che non poteva andarci a causa dell'isola pedonale. Insomma un'approssimazione che noi ben conosciamo. Chiedendo qua e là riusciamo alla fine a trovare l'appartamento che si trova proprio in pieno centro. Considerato lo standard medio irlandese direi che questa sistemazione è decisamente superiore alla media.

L'appartamento è composto di un soggiorno, due camere da letto, cucina e bagno e per prenotarlo su Booking.com bisogna indicare "Dublin Central Apartments O'Connell Bridge". L'indirizzo è No 2/6 Exchange court, Corn exchange place (Dublin 2), e il costo totale per una notte è di circa 200 Euro. A proposito dei prezzi calcolate che la vita in Irlanda, e specie a Dublino, costa un po' più che in Italia, in particolar modo per case e alberghi. Posati i bagagli andiamo di corsa al Temple Bar, che è forse il posto più noto di Dublino (e questo la dice lunga) e che è a pochi passi da noi. Ci immergiamo subito nella confusione della folla vociante e tentiamo di entrare nel pub ma di venerdì sera verso le 19 è un'impresa quasi impossibile, poiché quella, per qualunque pub, è l'ora di punta di tutta la settimana. Dentro c'è una muraglia umana urlante e già abbastanza alticcia e come se non bastasse da un angolo un paio di suonatori tentano di far sentire la loro musica. Insomma siamo entrati immediatamente in contatto con il cuore dello spirito irlandese

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