L'Irlanda è verde davvero

Il diario di viaggio di Patrizio tra Dublino, Galway, Connermara e Burren

 

I vari Paesi del mondo vengono suddivisi in vario modo: quelli in via di sviluppo e quelli no, quelli dell'emisfero australe e quelli no, quelli che applicano la pena di morte e quelli no. Per me un'altra ottima divisione è tra quelli che usano il bidet e quelli no. E purtroppo in Irlanda il bidet non lo usano. Dopodichè io pensavo che l'Irlanda fosse un Paese ordinato: invece appena uscito dall'aeroporto vedo un'auto contromano, poi due, tre, dieci auto in contromano. E il bello è che le altre che venivano in senso inverso si adeguavano a questo "disordine"... L'avrete capito: oltre a non usare il bidet, gli Irlandesi guidano a sinistra, come gli Inglesi. A parte questi due gravi difetti, in Irlanda non ne ho riscontrati altri: mi è parso un gran bel posto. Tranquillo e aperto il paesaggio, come tranquilli e aperti i suoi abitanti. Con uno sviluppo e un'economia ben avviati (anche se a caro prezzo sociale) basati sull'agricoltura e la pesca. E con una grande tradizione culturale. Io ci sono stato in primavera. E forse ho avuto fortuna, ma anche il tempo non mi è sembrato così male: in Irlanda piove 220 giorni all'anno di media. In Italia abbiamo circa 6-700 mm di pioggia in un anno, in Irlanda quasi 2.000. Eppure ho trovato sempre giornate col cielo variabile, le nubi mosse. Per una volta, le canzoni dicono la verità...

Una bella canzone

Per scrivere "Il cielo d'Irlanda", la canzone resa famosa da Fiorella Mannoia, l'autore Massimo Bubola deve esserci stato davvero in Irlanda, perché nel testo c'è praticamente tutto, ed è tutto vero:

Il cielo d'Irlanda è un oceano di nuvole e luce / Il cielo d'Irlanda è un tappeto che corre veloce / Ti copre di verde e ti annega di blu / Il cielo d'Irlanda si sfama di muschio e di lana / Il cielo d'Irlanda è un gregge che pascola in cielo / Dal Donegal alle isole Aran / E da Dublino fino al Connemara / Dovunque tu stia viaggiando con zingari o re / Il cielo d'Irlanda si muove con te / Il cielo d'Irlanda è dentro di te / Il cielo d'Irlanda è un enorme cappello di pioggia / Il cielo d'Irlanda a volte fa il mondo in bianco e nero / Ma dopo un momento i colori li fa brillare più del vero / Il cielo d'Irlanda è Dio che suona la fisarmonica / Si apre e si chiude con il ritmo della musica.

Ricapitolando: il cielo, la pioggia. Poi i colori: in effetti la terra è verde, il mare non è tanto blu, piuttosto grigio, ma fa niente. Verissimo il muschio e vere le greggi, e la lana. Anche io ho visto Dublino, e il Commemara, che è un gran posto. Ed è anche vero che l'Irlanda è un posto speciale per la musica (e per i musicisti), ma anche per la letteratura.

Dublino

Io ho preso il volo da Roma, ma ce ne sono anche da Milano. E, come è ovvio, sono arrivato a Dublino. Non sono poetico come Bubola, ma se dovessi paragonare Dublino ad una donna, direi che non si tratta di una tipa appariscente che ti seduce e affascina a prima vista: ad una prima occhiata appare piccola e graziosa, niente di più. I suoi monumenti (ad esempio St. Patrick's Cathedral) vestono una grisaglia un po' cupa e il suo fiume (il Liffey) non è esattamente un nastro d'argento. Poi ci sono le numerose testimonianze di archeologia industriale, molto interessanti ma sempre molto austere (vedi la distilleria della Guinness, in fondo a Thomas Street). Le casette in mattoni, tipicamente anglosassoni, non mancano. Ma in realtà Dublino è una tipa molto interessante, ed è piena di doti, seminascoste... Innanzitutto i suoi numerosi ponti. Forse il più famoso è l'O'Connel Bridge, che porta a O'Connel strett, la strada dei negozi e del passeggio. Ma io ho visto per primo il Ponte moderno pedonale fatto dall'architetto Calatrava, anche perché lì vicino ci sono due cose molto interessanti: il Veliero-Museo Jeanie Johnston e il Monumento Famine Memorial. Raccontano entrambi di un periodo storico molto significativo per l'Irlanda..

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