Il cuore d'Irlanda

Il nostro terzo viaggio sull’isola di smeraldo per scoprire i luoghi meno frequentati dal turismo di massa

  • di superele1982
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Questo è il mio terzo viaggio in Irlanda: tre soggiorni che hanno incatenato il mio cuore a questo incantevole Paese, unico e sempre imprevedibile nel regalare nuove emozioni nei luoghi e nei momenti più inaspettati. L’anno scorso, ho fatto conoscere l’Irlanda a mio marito Davide in dieci splendidi giorni, ma quest’anno siamo tornati sull’Isola di Smeraldo per scoprire soprattutto i luoghi meno frequentati dal turismo di massa, ma non per questo meno affascinanti.

GIORNO 1 – MERCOLEDì 10 AGOSTO

Partiamo da Parma in mattinata, il nostro volo Aer Lingus da Linate decolla alle 11.20. Atterriamo a Dublino dopo due ore e mezza, sbrighiamo le formalità aeroportuali e andiamo subito a ritirare l’auto a noleggio da Hertz. Quest’anno, la nostra compagna di viaggio è una comoda Opel Astra. Dall’aeroporto a Malahide, dove abbiamo prenotato una stanza al Sonas B&B, il viaggio è breve: in nemmeno 20 minuti arriviamo nel tranquillo quartiere residenziale dove è ubicata la villetta che ci ospiterà per stanotte. Il tempo non è clemente, momenti di pioggia anche intensa si alternano a qualche minuto di tregua. Dopo aver scaricato i bagagli dall’auto ed averli sistemati in camera (che ci costa 80 euro, la colazione è inclusa; il letto matrimoniale è piuttosto piccolo, ma il bagno è davvero qualcosa di minuscolo: quasi non c’è spazio per sedersi sul wc!), ci armiamo di ombrelli e giacche a vento e usciamo in cerca di un posto in cui pranzare. Il centro di Malahide non è lontano dal B&B, e in pochi minuti raggiungiamo il pub “Duffy’s”: da fuori cattura l’attenzione con il suo intenso colore blu, e il menù esposto ci fa venire l’acquolina in bocca (d’altra parte non mangiamo da stamattina a colazione, e sono già quasi le 15!). Ci accomodiamo e ordiniamo due porzioni di Fish & Chips, un piatto che l’anno scorso abbiamo imparato ad apprezzare. Con l’aggiunta di due belle pinte di birra paghiamo un conto di 38€, ma siamo sazi e soddisfatti, e possiamo riprendere la nostra passeggiata. In un quarto d’ora circa, raggiungiamo il castello di Malahide, sempre sotto una pioggerella insistente: il parco è davvero immenso, e il castello si staglia maestoso contro un cielo grigio che non accenna a migliorare. Usciamo dopo aver percorso tutto il perimetro del parco, riattraversiamo il centro di Malahide e torniamo in camera per riposarci un po’. Per cena, torniamo in centro con l’auto e mangiamo al ristorante “McGovern’s”: io non ho tanta fame e prendo solamente un piatto di antipasti di mare, Davide invece si lancia su un appetitoso burger al formaggio Cashel Blue. Con due pinte di birra, il conto è di poco più di 33 euro.

Siamo un po’ stanchi, quindi torniamo al B&B per un buon sonno ristoratore.

GIORNO 2 – GIOVEDì 11 AGOSTO

Ci svegliamo di buon’ora e facciamo colazione alle 8. Non è la classica full Irish breakfast, ci vengono serviti un uovo e una fetta di bacon a testa, ma per il primo giorno va bene così: avremo tempo per abituarci a colazioni molto più sostanziose! Paghiamo il conto della stanza in contanti (pratica molto diffusa in Irlanda, soprattutto nei piccoli B&B a conduzione familiare) e partiamo alla volta di Kildare, che dista un’ora da qui.

La pioggia ci accompagna per quasi tutto il viaggio, e anche quando parcheggiamo a Kildare il tempo non sembra migliorare. Arriviamo alla Cattedrale di Santa Brigida, il nostro punto di interesse, dopo aver attraversato un colorato mercatino delle pulci, sempre sotto la pioggia. Entriamo nella cattedrale, e un’anziana signora ci offre una guida della chiesa in cambio di 4 euro come offerta per la manutenzione di un edificio così maestoso ed importante per l’intero Paese. Santa Brigida, infatti, è considerata, dopo San Patrizio, una figura chiave per la cristianizzazione dell’Irlanda. La cattedrale è deserta, possiamo visitarla con calma ed ammirare le vetrate che la decorano. All’uscita, la custode ci accompagna, e solo una volta fuori capisco il perché: vuole indicarci la pietra dei desideri, che stavo giusto cercando. Pare che, se si infila il braccio destro nel foro e ci si tocca poi la spalla, il desiderio che abbiamo espresso verrà esaudito. Quasi mi inginocchio, ma non si sa mai… meglio provare! A poca distanza, una maestosa torre rotonda (aperta al pubblico, ma con questo tempo non è proprio il caso di salire) veglia sulla cattedrale

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