Irlanda... fly, cycling and drive

Un viaggio fatto con due diverse modalità di trasporto: la prima settimana in bicicletta, la seconda in auto

  • di Panteri
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Quest'anno io e mio marito Filippo abbiamo scelto, quale meta per le nostre vacanze, la meravigliosa Irlanda. Diversamente dal solito, abbiamo deciso di organizzare il viaggio utilizzando due diverse modalità di trasporto: la prima settimana viaggeremo in bicicletta mentre la seconda utilizzeremo la classica auto. L'idea ci è stata suggerita da un nostro carissimo amico, Sergio, che già in passato ha sperimentato questa modalità con entusiasmo e successo, per cui abbiamo voluto seguire il suo consiglio. Nell'organizzazione della prima parte del percorso ci siamo affidati all'agenzia di Milano MondoVela, che si appoggia in Irlanda al tour operator Iron Donkey. A parte l'iniziale sinteticità delle informazioni ricevute dall'agenzia italiana, il percorso individuato, la penisola occidentale del Clare e il Burren, si è rivelato un'ottima scelta, sia per lo scenario naturalistico, sia per l'ottima organizzazione: biciclette nuove e leggere, caschi, sellino in gel e accessori di assistenza; mappe ed indicazioni stradali chiare e ottime sistemazioni in B&B; in particolare ogni giorno i nostri bagagli venivano trasportati e consegnati al successivo albergo, concedendoci così la possibilità di viaggiare in bicicletta senza ingombri ed in grande comodità. La seconda parte del viaggio invece è stata affidata alle abilità di internet surfing di mio marito ed anche in questo caso, tutto è stato pensato ed organizzato molto bene: ogni notte una località diversa girovagando da sud a nord, compreso l'Ulster.

Partiamo da Bergamo con volo Ryanair per giungere a Dublino in perfetto orario, alle 18.30, con ottimi auspici. Infatti, durante il tragitto per giungere in aeroporto, riceviamo la benedizione di 'buoni samaritani' riuscendo, nell'arco di un'ora, a trovare e a consegnare ai proprietari: un programma di viaggio, dimenticato su una sedia; un cellulare, dimenticato sulla poltrona del bus e addirittura un trolley, che un papà, impegnato a sorreggere tra le propria braccia la figlioletta stava per dimenticare, durante l'imbarco. A parte questo, una volta arrivati a Dublino, ci sistemiamo velocemente in hotel e poi ne approfittiamo per girovagare un po' tra le vie della città.

L'indomani, lunedì 19.08, ci siamo diretti alla stazione ferroviaria per prendere il treno verso Ennis, la cittadina da cui partirà il nostro bici tour. Con nostra sorpresa, il biglietto ferroviario è piuttosto caro (forse le tariffe viste in Italia coincidevano con qualche offerta promozionale): 66 euro cadauno, anche se il viaggetto si rivela piacevole. Dai finestrini del treno, iniziamo ad osservare i primi panorami della campagna irlandese: mucche, pecore e tanto tanto verde. Arriviamo ad Ennis verso le 13.00 e dopo esserci sistemati nel nostro bed&breakfast, approfittiamo della bella giornata per visitare la città, formata da edifici antichi e stradine strette, molte delle quali sono pedonali o a senso unico; ci sono numerosi negozi caratteristici che rendono la città particolarmente stimolante. Di particolare interesse è l'abbazia francescana del XII secolo ben conservata. Facciamo una breve sosta in un bar, dove scopriamo che il cameriere è innamorato dell'Italia ed in particolare della Val Gardena, in cui ha soggiornato da poco, così ci lascia un bigliettino con alcuni consigli ed indicazioni per sentire musica irish in serata. Una volta tornati nel B&B, incontriamo la nostra assistente di viaggio, Wilma, che ci consegna le biciclette, i caschi e il resto dell'attrezzatura, nonché le cartine ed ci fornisce utili consigli di viaggio. Ceniamo in un pub del centro, fish&chips per Filippo e irish stew per me e poi torniamo a casa, emozionati e trepidanti per la nostra piccola impresa che ci attende l'indomani

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