Magia dell'Irlanda celtica

Un itinerario alla scoperta di storia e natura nell'Irlanda più tradizionale

  • di nightowl
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Giorno 1

Nella prima tappa del nostro viaggio atterriamo, come di prammatica, a Dublino. Arriviamo nel tardo pomeriggio al Jurys Inn Hotel sulla Christ Church Place, pochi passi a sud-ovest del cuore della città. E' un hotel un po' vecchiotto ma con tutti i comforts fondamentali, inclusa una completissima ed ottima colazione a buffet (sia continentale che Irish) ma soprattutto strategico per la posizione: centralissimo, tutti i luoghi di interesse nella città sono raggiungibili a piedi e le stanze (ma non tutte) sono dotate di una meravigliosa vista sulla Christ Church Cathedral. E' troppo tardi, nel tardo pomeriggio, per visitare le chiese ed i vari musei, che qui di solito fanno orario continuato dal mattino fino alle 17.30-18, quindi decidiamo per un giro esplorativo del centro storico e del popolare e vivace quartiere Temple Bar. Bastano davvero due passi sulla storica Lord Edward Street, poi Dame Street, passando davanti al Dublin Castle ed alla City Hall, oppure ancora si può scegliere di arrivarci percorrendo la rete di vicoli che connettono la parte ovest del quartiere Temple Bar con Lord Edward St., primo fra tutti il vicolo chiamato Fishamble Street, il più antico di Dublino che risale all'epoca della dominazione vichinga, molto importante nella storia della città e dell'Irlanda intera. Temple Bar è considerato il quartiere bohémien di Dublino, la parte della città abitata da artisti, giovani interessati alle culture alternative (c'è una eccellente Gallery of Photography ed il National Photographic Archive) e alla multi-culturalità in senso lato, ma diciamoci la verità: è diventato così popolare (ed un po' troppo “turistico”) per i tanti pubs, molti sicuramente tradizionali, belli e con le vivaci facciate come sono in Irlanda, altri costruiti ad arte per turisti e traboccanti di consumatori seriali di Guinness beer, tanto da conferire meritatamente al quartiere, soprattutto nel weekend, l'appellativo di Temple Barf... (per chi non è English-speaker, consultare il dizionario, please...). In effetti a noi le trappole per turisti non piacciono molto e ormai le “annusiamo” anche a distanza, stiamo per allontanarci dopo un primo giro esplorativo quando.... si verifica un miracolo che nelle capitali ormai è raro, cioè si avvicina un anziano signore con la pipa in bocca che, vedendoci con la mappa in mano, ci chiede se abbiamo bisogno di “directions”: gli chiediamo subito se esiste ancora un pub davvero tradizionale in cui cenare, non “per turisti”, ed il gentilissimo signore ci indirizza abbastanza bene, anche se dobbiamo dire che – Guinness a parte – Dublino è il luogo d'Irlanda in cui abbiamo mangiato peggio e speso di più.

Anche per la musica irlandese – altra grande attrattiva e cuore della cultura celtica – Temple Bar è un po' una delusione, si suona ad ogni angolo ed in ogni pub, ma quasi sempre si scade nel karaoke e/o nelle canzoni pop contemporanee, il massimo ottenibile sono gli U2, e va già bene.... ma nei giorni successivi andrà certamente meglio!

Alla cena segue una passeggiata sul lungo-fiume (il Liffey) che divide la città in due anche socialmente e psicologicamente – dicono i Dublinesi -, la parte a nord più povera e dimessa, la parte a sud, al di là di O'Connell Bridge, dove c'è tutto il meglio: dal già citato Temple Bar al Trinity College e la vicina Bank of Ireland, le ricche Nassau Street e Grafton Street, le strade dello shopping. I ponti sono molto carini e romantici, in particolare quello chiamato Ha'Penny Bridge, dal dazio che anticamente era necessario pagare per attraversarlo

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