Dublino e allegria

Domenica 6 maggio Ieri sera ho spento la luce verso l’una e mezza e senza nemmeno avere uno straccio di sonno. Stamattina la sveglia a suonato alle sette in punto. Ho rimpianto di non essermi addormentato prima… Doccia ribeccante e ...

  • di aldoroccu1977
    pubblicato il
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Domenica 6 maggio

Ieri sera ho spento la luce verso l’una e mezza e senza nemmeno avere uno straccio di sonno. Stamattina la sveglia a suonato alle sette in punto. Ho rimpianto di non essermi addormentato prima…

Doccia ribeccante e la giornata prende tutta un'altra piega. Valentino è puntuale. Faccio il punto della situazione cercando di ricordarmi questa o quella cosa che dimenticherò senz’altro a casa; poco dopo siamo gia in viaggio verso Forlì. A casa dell’Annalisa, troviamo Veris (il padre), intento a liberare il bagagliaio del fuoristrada per far spazio alle nostre valige. Al nostro arrivo a Forlì scopriamo che anche Chiara è pronta e quando arriviamo a casa sua, la carichiamo al volo. Veris è una sagoma, sembra quasi più emozionato lui di noi, non smette un attimo di parlare e fare battute scherzose. Check-in, sala d’attesa e imbarco. Il boeing 737 – 800 della Ryanair è mezzo vuoto, così possiamo stare belli comodi, ed essendo tra i primi ad essere imbarcati la nostra scelta è la fila otto. Soundtrack: Elisa – Eppure sentire.

Volo e bagagli tutto ok. Trovare il bus che ci porterà in centro è stato uno scherzo e lo abbiamo pure preso al volo. Alle sedici siamo già per le vie del Temple Bar ed abbiamo gia lasciato i bagagli in albergo. Divoriamo Boxty in uno dei tanti ristorantini del quartiere. A pancia piena si gira meglio; dopo lo spuntino passeggiamo lungo Grafton Street fino a raggiungere il St. Stephens Green. Provati dal viaggio verso le diciannove rientriamo in albergo, con il proposito di uscire verso le ventuno. Gli unici ad uscire però, siamo io e Chiara per una vasca in Temple Bar.

Lunedì 7 maggio

Dopo la nottata e la super colazione irlandese, siamo più carichi che mai. La prima tappa del giorno è il Trinity College. Il tempo è variabile e minaccia pioggia, ma ci concede il tempo per farci visitare tutta la parte che dall’ingresso si estende fino all’Old Library, dove entriamo alla scoperta delle miniature del Book of Kells. La precisione e la cura con cui le mani dei monaci miniavano e scrivevano è impressionante, ma il vero spettacolo arriva entrando nella Long Room. Una vera e propria biblioteca che ospita circa duecentocinquantamila libri ed alcuni busti delle menti che hanno reso celebre la letteratura.

Dopo il Trinity, ci dirigiamo all’ufficio turistico per prenotare il “Celtic Tour”; anche qui come in Norvegia, per evitare i soliti furbi che ti vogliono passare davanti, bisogna prendere il numero ed attendere. Vista la mole di gente e la celerità dell’ufficio, quando arriva il nostro turno, abbiamo tutti, degli anni in più!

Una pioggerella fine e poco fastidiosa ci accompagna fino a Merrion Square e smette nell’istante in cui valichiamo la sua soglia. Nell’angolo nord ovest del giardino si trova, infatti, una statua che raffigura il celebre Oscar Wilde. Una cosa che molti non sanno è che guardando i due profili della statua si possono scorgere due diverse

Espressioni del viso. Approfittiamo del sole per crogiolarci un po’ nel parco e decidere cosa fare del resto del pomeriggio. Io e chiara decidiamo di andare a visitare il National Gallery, mentre Valentino e Annalisa visitano il resto del quartiere ed il pub dove sono nati i Dubliners. L’ingresso al museo, le guide elettroniche ed il guardaroba, sono gratuiti. Gironzoliamo per il museo e due ore volano via. È ora di rientrare per prepararci per la serata.

Ceniamo in un grazioso ristorante a pochi passi dall’albergo con cucina tipica e poi una vasca lungo Temple Bar

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