Irish Trip

(Viaggio “per caso” tra la gente d’Irlanda) M’è venuta l’ispirazione e la voglia di scriverli perché mi sono ritrovato dentro gli occhi l’immagine della pista d’atterraggio di Dublino, il giorno del mio ritorno in Italia,come un avviso che stavo perdendo ...

  • di lh1
    pubblicato il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

(Viaggio “per caso” tra la gente d’Irlanda)

M’è venuta l’ispirazione e la voglia di scriverli perché mi sono ritrovato dentro gli occhi l’immagine della pista d’atterraggio di Dublino, il giorno del mio ritorno in Italia,come un avviso che stavo perdendo i ricordi indelebili di quella vacanza, che ho fissato per alcuni minuti prima di partire…Ma cominciamo dall’inizio (che è meglio!)…

Ormai non so più da quanti anni amo l’Irlanda, non so se sono otto o nove gli anni in cui avrei voluto fare un viaggio come questo , ma in mancanza di pecunia e di una concreta decisione mi sono scivolati addosso settimane, mesi ed anni.. Finchè quest’estate, una volta appurato che con la mia “comitiva” d’amici non si sarebbe andati da nessuna parte (come al solito),mi son deciso a fare il biglietto aereo…Ispirato nella scelta della compagnia aerea da un’amica che è partita una settimana prima di me e che (beata lei!) c’è stata dieci giorni,ho scelto una compagnia low cost, anche se alcuni amici avevano dei dubbi su queste compagnie come quella che ho scelto(in quei giorni d’agosto cadeva 1 aereo al giorno),convincendomi sempre di più a partire…In realtà avremmo dovuto partire in 2, ma dopo aver aspettato quest’amico (filoirlandese pure lui) per più d’un mese sono andato a fare il sopracitato biglietto da solo..Ciancio alle bande (o ancora meglio bando alle ciancie) ora si comincia davvero..

Partito da Cosenza con un trolley e uno zaino verso le dieci di sera,sono arrivato a Paola che il treno per Roma aveva già una mezz’ora abbondante di ritardo,e allora mi sono fatto un giro sul lungomare con uno dei miei migliori amici,respirando un po’ di quella salsedine che mancava alla mia estate (lavorando 6 giorni su 7 in un supermercato hai poco tempo per andare al mare,ho lavorato senza sosta dagli inizi di giugno fino ai primi d’ottobre)una volta tornato in stazione viene annunciato un ritardo ulteriore del treno..Un’altra ora tra bagagli e binari che però scivola più velocemente perché ho conosciuto un gruppetto di ragazze emiliane in vacanza qui in Calabria….E mentre loro parlavano del loro soggiorno, io rispondevo che della mia vacanza irlandese non sapevo niente, sapevo solo che volevo inventarmi giorno per giorno cosa fare e dove andare, non avevo nemmeno un letto prenotato in qualche ostello (anche se ai miei ho detto che avevo già provveduto a tutto)..All’arrivo del treno la fretta di salire sulla mia carrozza è tanta che non ho avuto il tempo nemmeno di dar loro una mano coi bagagli…Finalmente arrivato a Roma in una splendida mattinata di giovedì,dopo una nottazza in treno, in uno scompartimento pieno in cui era difficile pure stendere le gambe (figuratevi se era possibile dormire!),mi sono avviato verso Ciampino con un altro treno, quasi incredulo che di lì a poco sarei partito;credevo di poter arrivare dalla stazione all’aereoporto a piedi (ma poi ho cambiato idea visto che bisogna attraversare la cittadina per intero)e aspettando il pullmann di linea ho trovato una ragazza dai tratti somatici comunemente irlandesi(alta, con un po’ di lentiggini,capelli rossi..)che doveva prendere un ryanair come me (all’inizio avevo capito che doveva prendere il mio stesso aereo in realtà se ne tornava in Olanda!)..Intanto il pullman si fa attendere e,quando arriva, l’autista è già seccato (e sono solo le 8!classico esempio di romanaccio) e prende per i fondelli,rispondendo sgarbatamente, un gruppo di giapponesi che non ha soldi spicci per pagare il viaggio…Ad ogni modo son arrivato in tempo per il check in e l’imbarco (previsto per le 10) e con un po’ di tensione mista ad una densissima gioia, e mi ritrovo sull’aereo affianco ad una coppia (un po’ attempata) di coniugi che, dialogando mentre si sorvolava la Francia , scopro essere americani con parenti vicino Cork….e loro mi convincono ad andare in un b&b piuttosto che in un ostello (come avevo pianificato prima della partenza,ma non avevo contattato nessun ostello, praticamente l’unica “cosa sicura” che avevo in aereo era il biglietto di ritorno,naturalmente confidavo molto nell’ospitalità irlandese e nel fatto che,essendo la fine d’agosto, qualche posto dove dormire l’avrei trovato..) m’han dato pure l’indirizzo di un b&b gestito da una parente sempre lì vicino Cork…Son sceso dall’aereo un po’ in anticipo sulla tabella di marcia (naturalmente decollo,trasvolata e atterraggio son stati perfetti…che emozione bella è stata volare sopra il canale di san Giorgio e pian piano vedere la costa irlandese!!)ho raggiunto l’interno dell’aereoporto saltellando su una gamba (così s’era un sogno mi sarei svegliato al primo saltello)..Appena entrato mi son messo a cercare i bagagli(o meglio “il” bagaglio) che già girano sul tapin roulant e poi via fuori dall’aereoporto e di corsa sul primo dublin bus in partenza, a spendere i primi 5 euro in Irlanda per un biglietto di sola andata per il centro..Non credevo costasse così cara la vita in Irlanda!...Comunque l’ho sborsati e prima che me n’accorgessi il trolley viene sistemato e salgo al secondo piano del pullman a godermi la bella giornata e la vista….Un amico che c’era stato il 2000, prima di partire m’aveva consigliato di andare ad un ostello vicino l’Abbey church e appena capisco di essere sull’O’ Connell street son sceso a cercarmi un posto dove dormire…Il mio errore (che poi ho capito dopo) è stato quello di tornare indietro verso la zona periferica e quindi verso l’aereoporto,non sapendo(e non avendo neppure una pianta della città) di quanti ostelli e b&b ci fossero nelle vie del centro..Man mano che mi muovevo iniziavo a guardare i giardini d’ogni casa e i colori dei portoni e degli infissi e già m’era venuta voglia di rimanerci e di non tornare a casa…Il primo b&b l’ho visto dopo dopo una buona quindicina di minuti di cammino, l’ho trovato un po’ caro (80 € a notte), e quindi continuo a camminare con il timore di girare tutto il pomeriggio con il trolley …Per fortuna vicino ad una banca un agente (cui avevo chiesto informazioni) m’ha indicato una strada dove potevo trovare un paio di b&b..E per fortuna al primo ho trovato la sistemazione… L’albergatore (se così si può chiamare) o comunque il padrone è un tipo corpulento con baffi e pelle scura e olivastra da indiano, sorridente e tranquillo, che appena saputo ch’ero italiano mi fa un piccolo sconto sul prezzo, passando da 45 a 35 €..In pratica ho pagato 175(ma non avendo ancora cambiato i soldi di grossa taglia gliene ho dato un po’ di più) per 5 notti e 6 colazioni che gli do in anticipo e senza indugi…Dialogando, m’ha detto che pochi giorni prima se n’era andato un altro ragazzo italiano col quale s’era trovato bene che, avendo finito i soldi, gli ha pagato parte del soggiorno dall’Italia dopo il ritorno (forse è per questo che ha voluto i soldi in anticipo!)..La stanza è piccola ma ha l’entrata per sé e bagno privato, per cui mi son convinto ben presto che avevo fatto un affare…Anche perché lui stesso (di cui non riesco a ricordare il nome) m’aveva detto che potevo andare e venire a qualsiasi ora senza problemi e potevo chiedergli qualsiasi cosa, di fatti mi invita a sistemare la mia roba e ad andare a fare colazione…Dovevo sembrare stremato e affamatissimo di fatti m’ha preparato una frittata di pancetta e cipolle oltre al cappuccino(in realtà era un caffèlatte, gli ho fatto vedere come si faceva un cappuccino miscelando nella tazza caffè e latte) e a svariati toast alla marmellata…Dopo una buona e abbondante colazione-pranzo( “se vuoi vivere bene in un posto ti devi ambientare alle usanze locali” è stato uno dei miei primi pensieri) mi sono avviato con il cuore leggero e nello stesso tempo gonfio di voglia di scoprire Dublino, ma avendo solo 5 giorni, dovevo pure trovare un punto informazioni della bus eireann perché da internet non ero riuscito a capire quanto costasse un 3of 6 days of travel (praticamente una tessera forfetaria con la quale potevo muovermi liberamente con i pullman per tutta la repubblica irlandese per tutta la durata della vacanza)mentre cammino inizia a piovere, la prima(e unica) irish shower del mio viaggio…Cosa che aspettavo…All’inizio era leggera,quindi ho camminato senza problemi(l’unica cosa cui ho fatto fatica ad abituarmi è la guida a sinistra, ad ogni incrocio guardavo dalla parte sbagliata della strada,o guardavo il sedile vuoto accanto al guidatore,per fortuna gli incroci senza le indicazioni”look left” o”look right” sono veramente pochissimi) ma pian piano si faceva più fredda e fitta e mi sono fermato sotto un portico per togliere dallo zaino una maglia a zip nemmeno il tempo d’indossarla che già aveva finito di piovere…. Sapevo che era naturale che succedesse però non me l’aspettavo così…E poi un po’ di sole asciugava dolcemente il mio giubbotto poco impermeabile e i jeans…Intanto ero di nuovo sull’O’ Connell , e guardandomi un po’ in giro mi sono accorto d’essere vicino ad un ufficio turistico, dopo aver chiesto alla gentile (e anche molto graziosa) signorina dove potessi reperire una biglietteria dei pullman, sono uscito con una cartina della città(regalatami da lei stessa..)e sono andato a fare la tessera alla biglietteria (che si trovava dall’altra parte del corso,in realtà lei me l’aveva indicata pure dov’era, ma con la mia poca dimestichezza con l’inglese parlato veloce avevo capito benpoco!) 42€ erano veramente una cifra buona per girarmi tutta l’Irlanda e con la tessera in tasca sono uscito, finalmente senza preoccupazioni, a godermi la tranquillità delle strade del centro e della gente intorno,poi sono andato in cerca d’un boccone caldo e della prima pinta originale di Guinness…Amo questa birra, ed è come un marchio di fabbrica irlandese,non c’è pub senza l’insegna a caratteri bianchi e sfondo nero e relativa arpa d’oro, mi verrebbe da dire che non c’è strada senza la scritta Guinness attaccata da qualche parte, così come si vede spesso sventolare il tricolore irlandese..tante bandiere per strada non le ho mai viste da noi, nemmeno il 2 giugno…Son entrato in un pub chiedendo cosa ci fosse da mangiare (non rendendomi conto che m’era già stato chiesto dal gestore appena m’ha visto, l’ha detto talmente veloce “are you hangry?”che non ho capito un’acca!) però poi non ho preso niente (in realtà ho sfruttato il fatto che il menu era esposto fuori per cambiare idea e girare i tacchi!)..E così sono entrato in un minimarket con il bancofrigo posto vicino l’entrata e posto ad attrarre l’attenzione d’un assetato come me…Ho notato diverse cose “diverse” rispetto al bancofrigo del supermarket che riempivo per lavoro ogni giorno(per lavoro), sia l’assortimento dei prodotti,sia i prezzi...In Italia, o quantomeno giù al sud, non abbiamo molta scelta sulle bevande alla frutta..cioè lì molte bevande (alcune anche energetiche) erano alla mora,al lampone, alla fragola ecc..e queste erano la parte integrante del banco frigo, e ciò non poteva che farmi piacere,la cosa “non buona” è che l’acqua costava di più..Con 1,50 € c’avrei comprato 12 l (una confezione d’acqua da 2 l) d’acqua in Italia invece lì potevo prenderne al massimo un litro…Tra l’altro ho fatto una figura barbina proprio per questo motivo: avevo preso una bottiglia d’acqua leggendo però il prezzo sbagliato...non sapevo che i prezzi eran scritti sopra il prodotto e non sotto com’ero abituato!E ho capito pure che la frase “save the water drink beer”,letta su una t shirt in vendita, era un ottimo consiglio (visto che una lattina da una pinta costava 2€)!E intanto il bel tramonto “lento” (e per alcuni romantico) si spegneva laggiù donde proveniva il Liffey,che non era nemmeno tanto inquinato e scorreva tranquillo anche lui..E il cielo era tornato limpido e quasi più vicino alla terra...Nel mio bighellonare senza meta e senza consultare la piantina(avevo preso come punto di riferimento “the Spire” e riuscivo a muovermi benissimo così) mi son ritrovato difronte il S.Stephen green,che però era chiuso e lì ho conosciuto una ragazza (e questo già era una novità per me,sono un ipertimido di natura..però all’estero cambio: quando andammo in gita a Barça con la scuola mi sono messo nella hall dell’hotel a parlare con tutte le ragazze che entravano e mi piacevano...ma questo non c’entra!)era lì da un paio di settimane, con dei compagni di scuola (che poi sono arrivati..mentre stavo già programmando di portarla con me in giro!)bionda,occhi chiari, bellina,veniva dall’Est, da una “free repubblica” russa…Mi pare fosse lettone…A sera inoltrata entrai in un pub sulla grafton st., era un pub “cosmopolita” nella parte cosmopolita e “viva” di Dublino, fuori dal quale c’era una statua d’un bassista (ma non chiedetemi chi era perché lì per lì non l’ho letto)…Finalmente la prima pinta di guinness alla spina….Finalmente una birra che non fosse allungata con acqua,scendeva fresca in gola come un fiume in piena….Guarda caso sul muro di fronte le spine c’era appeso un disco d’oro incorniciato e luccicante…quello dei Commitments…E intanto cercavo di contattare Francesca, l’amica venuta in Irlanda una settimana e mezzo prima e che avrebbe dovuto tornarsene il giorno dopo in Italia, giusto per rivederla e per berci una pinta insieme.…Non sapendo indicarle bene dov’ero e non avendo capito bene dove avesse l’albergo, le ho detto che l’avrei aspettata per una decina di minuti sulla sulla grafton ..ma lei non venne…Con le gambe un po’ pesanti dopo un giorno in giro a piedi e la poca lucidità dopo una nottata quasi insonne in treno seguita da un giorno così intenso decisi di tornarmene nella mia camera…Erano da poco passate le 22…A quell’ora in Italia ero solito uscire di casa…Attraversato il centro e tornato verso lo stadio (quando ho preso la stanza non m’ero accorto di essere ad un passo dello stadio in cui le nazionali Eire -Italia s’erano incontrati poco più d’un mese prima) sono entrato nella stanza e ho deciso di farmi una doccia e qui ho scoperto l’unico neo di quella camera:la doccia era freddissima comunque si girasse la manopola...A tratti più fredda della pioggia stessa,di fatti ho fatto una veloce insaponata e via…Comunque dopo nemmeno dieci minuti dormivo…Da una parte avrei voluto godermi di più la notte a Dublino, dall’altra sapevo che se volevo muovermi dalla capitale il giorno dopo avrei dovuto alzarmi presto ed essere fresco…Ero indeciso se andare a Galway o a Cork\Limerick o a vedere il Ring of Kerry…

Il risveglio è stato mite e carico di buoni propositi...Dopo aver fatto la solita colazione all’irlandese e aver gentilmente ricevuto un paio di sandwich al prosciutto, (su mia timida e cortese richiesta) da portarmi dietro come pranzo, m’avvio verso la bus station e intanto, una volta arrivato in centro, giro per strade che non avevo percorso il giorno prima…In qualche modo consultando la cartina e chiedendo di tanto in tanto informazione ai passanti (ce ne fosse stato uno\a scortese o frettoloso\a…tutti gentili e quasi sorridenti nel vedermi un po’ sperduto..non hanno mai fretta in Irlanda, è come se la gente ti dicesse “take your time”)di fatto arrivo alla stazione per le nove..Giusto in tempo per decidere dove andare…C’era un bus che stava partendo per Galway e,dato che per raggiungere qualsiasi città da Dublino ci vogliono 4 ore di viaggio(cosa che ho scoperto confrontando le tabelle di marcia di diversi pullmann),senza pensarci su troppo ho preso quello…Ed eccomi in viaggio verso l’altra parte dell’isola…Tra turisti e gente che prendeva quel bus forse ogni giorno…Tra madri con bambini al seguito e ragazzotti tranquilli(come quello che ho avuto vicino per metà del viaggio) che sentivano musica...E’ quasi una moda il lettore mp3 o il walkman…ho incrociato tantissime persone con auricolari per strada come sul pullman…Le prime due ore di viaggio sono quasi volate…le ho passate ascoltandoo mp3 nel mio “mattone” e dimenticando gli occhi sul vetro…a guardare le pianure,le piccole collinette e dovunque mi girassi fino a perdita d’occhio tutto era immerso e sommerso nel verde…Sembrava che la strada fosse ospite del paesaggio e non lo modificasse per niente…come una sottile linea nera su un foglio totalmente verde…In questi anni l’amore e il sogno d’Irlanda l’ho coltivato e immaginato proprio così come una terra piena di verde…Ma quando un sogno si realizza c’è sempre o quasi un qualcosa che non è proprio come la si vorrebbe…E’ come andare al concerto della propria band preferita e non sentire tutte le canzoni che si vorrebbero sentire...C’è sempre (o quasi) qualche canzone (specie se è una band che ha fatto molti dischi) che non viene suonata alla quale magari si è legati per qualche motivo...E in mezzo a quei paesaggi di verde interminabile era come se mi trovassi ad un concerto dei Queen o degli U2 o di altre band che mi piacciono particolarmente...solo che in quel concerto tutte le canzoni che volevo sentire venivano suonate…era un sogno che diventava realtà, una realtà molto più bella di quella che m’aspettavo sognandola o semplicemente pensando a quello che avrei visto in 5 giorni...Poi per la sosta (per me inattesa, visto che nella fretta per salire sul pullmann m’ero scordato di prendere una timetable del viaggio, ho scoperto solo dopo che c’eravamo fermati ad Athlone)l’autista c’aveva dato quindici minuti per rifocillarci e sgranchire le gambe, ma io son rimasto seduto, mentre il sedile di fianco al mio s’era svuotato…Alla ripartenza è venuta a sedersi,scortata dallo stesso autista perché c’erano pochi posti liberi, una ragazza che era seduta sull’altro pullmann (m’ero accorto solo alla sosta che c’erano due pullmann per Galway)…dopo qualche minuto di silenzio scopro (buttando un occhio sul libro che ha in mano) che è italiana e quindi iniziamo a conoscerci…Claudia (cioè lei) era arrivata a Dublino verso le dieci di sera del giorno prima e aveva trovato l’ostello quasi a mezzanotte…Doveva andare all’università di Galway come lettrice di lingua e lett. Italiana (lì per lì ho pensato “potessi avercela pure io un’opportunità come questa!”)e quindi le altre due ore son volate parlando…Dato che lei era sola e piena di bagagli e io ero solo e non sapevo bene dove andare e cosa vedere, mi sono offerto di portarle una valigia e di scortarla fino all’ostello dove aveva prenotato…Anche perché non avevo una cartina per scegliere le eventuali destinazioni…Intanto inizio a scoprire la città, mentre discutiamo sulle “impressioni istantanee”che abbiamo della città, sembrava che fosse domenica,una domenica nel tardo pomeriggio, in quei centri storici in cui si può circolare solo a piedi…Gente festante in giro, vari artisti agli angoli delle strade e nelle piazzette,insomma un clima “domenicale” per quello che è la domenica da noi…Lasciata Claudia all’ostello e con l’impegno di ritrovarsi lì dopo un’oretta e mezza (perché lei doveva riposarsi e sbrigare faccende sue)m’avvio (a mia insaputa, perché le ho detto che sarei andato dove la strada in cui ci trovavamo finiva) verso la baia…Paesaggio d’ineffabile bellezza(e che t’o dico a ffa’!!) …L’Altantico arrivava dolce sugli scogli tra i cigni e i gabbiani e io stavo andando sempre più verso di lui, sempre controvento…Il cielo era un po’ nuvolo ma comunque non pioveva…Le case della città che pian piano si allontanavano dal mio sguardo erano a dirpoco pittoresche…Si perdevano nella nebbia sul mare grigioblu all’orizzonte le isole Aran …e laggiù verso sud s’intravedeva la scogliera di Mohen..Avrei voluto arrivarci ma era davvero molto lontana e, dovendo tornare in centro in poco tempo, ho preferito rinunciarci…Non saprei davvero descrivere la bellezza “intrisa di solitudine e romanticismo” di quella baia...Sarà che non ero mai stato sull’Atlantico,però ne ero veramente sopraffatto…Però in mezzo a tutto quel vento e con nessuno (o quasi, ogni tanto passava qualcuno in bici o col cane) intorno comunque non mi sono sentito “solo”(non mi sono mai sentito nemmeno il giorno prima a Dublino ma lì è più facile “non sentirsi soli”) anche se fisicamente lo ero…Oddio mi sarebbe piaciuto moltissimo avere una ragazza vicino a me, una ragazza di mia conoscenza cui piace moltissimo l’Irlanda, però mi stava bene così, avere lei vicino era il non plus ultra d’un viaggio “senza pretese”...Dopo esser tornato in centro e aver preso un american coffee con Claudia ci siamo salutati e lei oltre a lasciarmi l’indirizzo e-mail m’ha dato pure la cartina della città (“per vedere dov’era la fermata del bus” visto che non lo sapevo e andando verso l’ostello ho fatto poco caso alla strada percorsa)anche perché a lei non serviva (ne aveva preso una molto più completa, in effetti in quella che m’ha dato c’era solo il centro), ci siamo salutati con un abbraccio e un “in bocca al lupo” reciproco, mi sembrava di conoscerla da mesi...E io sono rimasto ancora un po’ in mezzo ai musicisti di strada e poi mi sono andato a fare un giro al centro commerciale costruito attorno alle mura della città…in effetti il mio viaggio non è stato solo un viaggio per conoscere l’Irlanda ma anche per stare tra la gente per vedere un po’ come si sta lì…Ed è anche per questo che,entrando in un pub per rifocillarmi, ho chiesto quanto pagassero per lavorare lì (sono entrato in questo pub anche perché fuori c’era un cartello “cercasi personale”)ma la ragazza cui l’ho chiesto non m’ha risposto, e dopo mezzo minuto è venuto quello che doveva essere il titolare, un po’ indispettito, dicendomi (in maniera seriosa ma senza alzare il tono della voce) che lei non era lì per darmi quel tipo d’informazioni...poi m’ha chiesto da dove provenissi e m’ha teso la mano “Italy is a nice nation”…Finita la mia half pint (con i toast già digeriti da qualche ora)sono andato verso la fermata dell’autobus per il ritorno a Dublino...Ho preso l’ultimo disponibile cioè alle 19...Il viaggio di ritorno è stato meno “movimentato” ho chiacchierato per un po’ sulle bands irlandesi famose tipo Corrs e Cranberries con una ragazza che,però, arrivati a Dublino s’è dileguata dopo un veloce”bye” (non potevo certo pretendere chissà cosa da quella giornata)...e mi sono trovato per caso in un locale dove facevano musica tradizionale ogni sera (ma non chiedetemi come si chiamasse perché non lo ricordo…so solo che era sull’Ormond quay, non molto lontano dal Four Court) era molto grande e ai piani di sopra doveva esserci un hotel...Le sale (molto ampie) dove si suonava musica erano due …In quella a pian terreno c’era musica più “commerciale”(ma non da discoteca) invece nel seminterrato c’era ogni sera musica tradizionale...sia sopra che sotto c’era pieno di gente…E finalmente mi trovavo in mezzo in quella musica che solo di rado son riuscito a sentire “dal vivo” , adesso potevo sentirne ogni sera senza spendere un euro. Sembrava quel locale di musica country in cui vanno a suonare i Blues brothers nel film…Tavoli ingombri di coppie o comitive un po’ attempate, ognuno con la propria pint affianco e con i visi rossi e sorridenti....Sono tornato verso mezzanotte “alla base”(dopo un giro nella zona del temple bar) ma,non contento della giornata, dopo un po’ sono andato a farmi un giro nel quartiere dove avevo la stanza...Un po’ per curiosità, un po’ perché non ero ancora “abbastanza stanco”…Quartiere silenzioso e desolato e,seguendo il marciapiede, mi sono trovato vicino ad un college…Sono entrato a farmi un giro e non si sentiva che il suono dei miei passi...C’erano solo un paio di macchine parcheggiate e un paio di finestre accese ma nessun rumore…In quei paraggi doveva esserci pure una zona universitaria ma ero già abbastanza lontano e stanco per andarci...Il tempo di sentire un paio di songs col mio mattone mp3 e già dormivo…tant’ è che mi sono scordato di chiedere l’adattatore per la presa…E così il cellulare col quale ho fatto le foto è rimasto scarico….

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