Dove un litro di benzina costa come una caramella

Eccomi ripartito per un viaggio di due settimane in un paio di Paesi che strateghi militari e politici occidentali definiscono "a rischio": che la motivazione sia il cibo? Forse! Una settimana in Iran ed una decina di giorni in Pakistan, ...

  • di cris1973
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  • Viaggiatori: da solo
 

Eccomi ripartito per un viaggio di due settimane in un paio di Paesi che strateghi militari e politici occidentali definiscono "a rischio": che la motivazione sia il cibo? Forse! Una settimana in Iran ed una decina di giorni in Pakistan, due Paesi "nucleari", nel senso che probabilmente non sono capaci di maneggiare una bomba atomica, a differenza di russi, americani e francesi, che invece, come ha dimostrato la storia, ne hanno sempre fatto buon uso, ma che si dice ne abbiano in abbondanza.

Ma questa non è politica, è la descrizione del mio viaggio.

Partito sabato 7 maggio da Milano Malpensa, dove mi hanno controllato se avevo la marca da bollo nel passaporto (sembra che la cosa sia di vitale importanza per chi deve lasciare l'Italia: c'e' gente che per questi controlli ha rischiato di perdere un volo intercontinentale!!!), atterro a Dubai, dopo 6 ore di volo abbastanza confortevoli, alle 0.35. Giusto il tempo di recarmi all'imbarco per il successivo volo diretto a Teheran ed eccomi ancora su un Boeing 777 della Emirates.

Ore 3.30 della notte atterro puntuale nel nuovissimo aeroporto "Imam Khomeini" di Teheran, aeroporto aperto non più di una settimana fa.

45 minuti di coda per il controllo passaporti, meno che a Roma Fiumicino, e poi via per questa nuova avventura nel Paese in cui le donne, turiste comprese, devono coprirsi il capo. Mi aspettano il mio agente ed il mio autista, che assomiglia un poco al famoso "Ferryboat" di "Amici miei".

Esco da questo nuovissimo aeroporto e mi accorgo che il mio driver non si ricorda dove ha parcheggiato il mezzo: un paio di minuti, l'amnesia passa e si parte, destinazione Ferdossi Grand Hotel.

50 km. Si dovrebbero fare in tre quarti d'ora, specialmente alle 5 del mattino, ma qui siamo di fronte a qualcosa di diverso; essendo l'aeroporto nuovo di zecca, anche le vie di comunicazione non sono ancora ben collaudate e soprattutto conosciute dai più. Nonostante la velocità sconsiderata in curva e il rischio "adesso centriamo il muro di mezzeria in pieno", 1 ora e mezza, o poco meno, e si arriva in hotel, dopo aver sbagliato strada almeno una decina di volte, per la mia grande gioia; infatti, nonostante la stanchezza di una viaggio comunque lungo e vista l'ora mattutina, in macchina non sono riuscito a chiudere occhio.

Qui devo aprire una parentesi sul traffico e, soprattutto, sul modo di guidare della gente locale.

Pensavo di aver visto tutto e di più in India, dove il traffico è qualcosa di allucinante ed indescrivibile... Invece non si finisce mai di scoprire cose nuove.

Qui a Teheran TUTTI guidano come dei pazzi, senza nessuna eccezione: a velocità folle in pieno centro superano indistintamente a destra e sinistra, non rispettano minimamente i poveri pedoni, prendono strade contromano come se si guidasse su un viale a quattro corsie.

Precedenze non esistono, bisogna in qualche modo passare per primi, non importa se si arriva da destra, sinistra, alto o basso: tutto è lasciato al caso, anzi alla pazzia di chi guida.

Non so le volte che "mi sono visto" pedoni entrare in macchina attraverso il parabrezza, motociclette "passarmi sopra" la capotte o cose del genere. Qui tutti sembrano aver preso le strade della città per una prova speciale di una qualsiasi rally; ci si infila in ogni buco, si taglia la strada con una facilità che sembra quella essere la corretta maniera di cambiare direzione.

La maggior parte dei semafori, dotati di conto alla rovescia che ogni tanto si blocca o si azzera a sorpresa (ho visto passare un semaforo da 36 a o secondi in un secondo), lampeggia alternativamente rosso e arancione; il significato? Fare attenzione! Ma a cosa non si capisce..

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