Iran, land of Persia

Marco Polo scrive ne Il Milione: “il calore è tremendo perciò le loro case sono costrutte con ventiere per catturare l'aria. Queste sono poste sul lato da cui soffia il vento che portano nelle dimore a rinfrescarle”...

  • di mirkotravel
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Volo: l'Iran non è una meta propriamente turistica, ma da Milano esistono 2 compagnie che collegano direttamente l'Italia con Tehran e il prezzo del biglietto non è nemmeno eccessivo.

Trasporti: in questa avventura, ho viaggiato da solo. Ho voluto muovermi come si muove la gente del posto: utilizzando i trasporti locali o semplicemente chiedendo dei passaggi sul bordo della strada approfittando numerose volte dell'ospitalità iraniana. La rete stradale è buona e le persone sono gentilissime, non si corre alcun pericolo.

Accomodations: il mio viaggio è stato in "backpack style", ho dormito sempre in ostello, si esistono gli ostelli in Iran ed esistono addirittura le camerate miste. Non è una destinazione comune, ma troverete sicuramente numerosi viaggiatori "low budget" soprattutto dall'Olanda, la Francia e la Germania.

Pasti: la cucina iraniana è una perfetta simbiosi tra tradizione e cultura. L'ingrediente principale della cucina persiana è il riso. L'uso delle spezie nella cucina Iraniana è molto sapiente e raffinato ed i profumi non coprono mai il sapore degli ingredienti principali. La cucina è caratterizzata da piatti di carni rosse e bianche, escluso il maiale, a volte il pesce (tra cui anche il famoso caviale iraniano), ma anche da portate vegetariane. A volte possono essere serviti per primi i mazeh o stuzzichini composti da frittate e salse in cui viene intinto il pane. In genere un pasto iraniano non è composto da diverse portate, bensì tutti i piatti vengono serviti insieme e i commensali se ne servono secondo le proprie preferenze e nell’ordine desiderato. I dolci e la frutta vengono serviti insieme al termine.

Un pranzo tradizionale viene servito sopra un sofreh, una tovaglia di cotone stesa a terra sopra vari tappeti sovrapposti; i piatti principali sono circondati da pane, riso e varie ciotole con salse e insalate di verdure fresche.

Il diario del viaggio

Perché l'Iran? Ecco la prima e più frequente domanda che vi verrà fatta quando parlerete del vostro viaggio in Iran. E' semplice trovare persone che associano il nome di questo paese con la guerra, l'estremismo islamico o chissà quale altra valenza negativa che ci viene passata dai mezzi di informazione.

Come risposta di solito faccio notare che si tratta dell'antica Persia, molti non ci pensano, ma a quel punto realizzano che ha bisogno di ben poche presentazioni. Per continuare chiedo: "perché no?". E' un paese in cui non si sente mai di aggressioni ai danni degli stranieri e non è praticamente mai sulle pagine di cronaca. E' spesso presente in quelle di politica estera ma sinceramente non voglio parlare di politica, mi limito a rendermi conto che gli interessi in gioco sono molto grandi e io troppo piccolo per conoscere tutta la verità. Questa confusione generale sul vero stato del paese però, mi mette una grande curiosità e voglio sfamarla quindi andrò a vedere coi miei occhi, così compro una guida, leggo qualcosa e parto...

TEHRAN

Tehran, non Teheran come la chiamiamo in occidente. La tipica capitale di un paese in via di sviluppo che ha conosciuto un'espansione discontinua e disorganizzata. Un po’ come molte sue “sorelle” in altri paesi pecca di un'urbanizzazione attenta. Una cozzaglia di stili, dove nuovi edifici di compagnie si accostano a basse e fatiscenti abitazioni. Ampi viali a quattro corsie dai quali si imboccano stretti vicoli pieni di spazzatura. Mi piace usare città come questa per iniziare ad ambientarmi nel paese, per poi immergermi in centri più piccoli e genuini. Per questo scopo, sono ottimi i parchi, i mercati, ma anche luoghi meno “romantici”, ma più di “uso comune” come supermercati, negozi di vari generi, le uscite delle scuola o le stazioni della metropolitana. Se paragonato con i bazar che si incontrano nel resto del paese, quello di Tehran non è un granché. È invece molto interessante e notevole il Golestan palace, unico edificio degno di nota della città. Gli abitanti di Tehran, soprattutto i lavoratori del bazar sono gli unici che mi abbiano fatto storie per farsi fotografare. In generale posso dire che i capitolini sono meno amichevoli del resto degli Iraniani, ma la prima impressione è comunque di una popolazione molto più aperta e gentile di molti altri paesi e soprattutto di quanto ci si aspetti

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