Lasciate ogni pregiudizio, o voi ch’entrate: Iran

Viaggio dal sud al nord dell'Iran

  • di Mara Speedy
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 16
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Quante volte prima di partire per questo viaggio mi sono sentita dire che ero pazza, che me la andavo a cercare, che c’era la guerra (ignoranti!), che dopo l’11 settembre nei paesi mussulmani non bisogna andare… certo anch’io avevo mille pregiudizi e timori, perché non sapevo che l’immagine che avevo dell’Iran era molto diversa dalla realtà.

25.5

Parto alle ore 15 da Malpensa con Turkish Air e atterro a Istanbul alle ore 18.50. Qui mi riunisco con gli altri compagni di avventura che provengono dagli aeroporti di Bologna e Roma. Ripartiamo verso le 21.10 alla volta di Shiraz, dove arriviamo in piena notte, alle 2.30. Appena prima di atterrare tutte le donne si mettono il velo e noi seguiamo il loro esempio: alcune si struccano e si mettono qualcosa per coprire le profonde scollature che mostravano fino a pochi minuti prima.

Le tante domande che mi ero posta prima di partire, mi tornano in mente. Se non metto il velo come si deve, in che cosa incorro? Per questo prima di partire avevo visto su internet diversi tutorials con la spiegazione di come meglio vestire l’hijab: quello che posso consigliare è di usare un foulard di cotone chiaro, perché la seta o il raso sono scivolosi; le iraniane usano per lo più colori scuri che attirano il calore, ma le nuove generazioni nelle grandi città stanno introducendo capi molto colorati e portati quasi a metà testa. Tenete comunque presente che ripara dal sole e dalla polvere e deve coprire soprattutto il collo. Francamente ho trovato più fastidioso dover portare pantaloni lunghi e maglie sotto al sedere a manica lunga, rigorosamente non aderenti; anche gli uomini erano vincolati come noi al pantalone lungo, ma potevano abbinarlo alle maniche corte; i bambini invece si possono vestire come da noi. Gli iraniani preferiscono le scarpe chiuse, ma noi tutti vestivamo sandali senza problemi.

Se ve lo state chiedendo, la foto del passaporto per le donne può essere a capo scoperto, l’unico vincolo è che il documento abbia un residuo di validità di almeno 6 mesi al momento in cui si lascia l’Iran e non contenga visti per Israele.

La Turkish Air richiede il visto e l’invito da parte di qualcuno in Iran prima di caricare le persone sul velivolo; di questo si è occupata per noi l’agenzia Iran Sebt Tour di Teheran (sig.ra Luciana), che ci ha anche prenotato i vari hotel, gli spostamenti e le gite a Bam e nel deserto dei Kalut. Viaggiamo con una lista in farsi dei nostri dati e del nostro percorso depositati presso il Ministero e, curiosamente, anche se siamo nel 2015, i documenti mostrano il 1394, il corrispettivo nel calendario persiano. In Iran vige anche un terzo calendario, quello mussulmano.

Il visto, che fisicamente ci verrà apposto all’aeroporto di Shiraz, avremmo potuto chiederlo anche all’ambasciata di Milano (50 euro), dove si lasciano le impronte digitali, gli indirizzi di dove si pernotta e gli estremi dell’assicurazione viaggio.

Appena espletate le pratiche e ritirati i bagagli, usciamo dall’aeroporto e conosciamo subito il nostro autista, che avrà sempre un sorriso per noi e mille gentilezze. All’inizio lo abbiamo un po’ preso in giro, perché a ogni sedile del bus aveva attaccato un sacchettino come pattumiera e i gradini erano sempre ricoperti da carta di giornale: maniaco della pulizia? No, semplicemente molto attento alle persone che trasporta.

Siamo stanchi e andiamo subito all’Hotel Eram, in ottima posizione sul Krim Khan-e Zand Blvd, una delle strade principali, in vecchio stile, ma tranquillo e pulito (25 euro circa, i prezzi che indicherò sono da intendersi a testa, sia per le cene sia per le stanze in genere con colazione e bagno in camera).

26.5

Nonostante l’arrivo di notte, ci svegliamo abbastanza presto per sfruttare l’intera giornata.

Shiraz, è famosa perché culla della cultura persiana, perché ex capitale dell’Iran, perché ha dato i natali ai poeti Hafez e Sa’di, ma forse in Italia la conosciamo maggiormente per i vitigni dell’uva syrah, con i quali oggi si produce ottimo vino in Francia e in Italia, ma che qui sono ora banditi per motivi religiosi.

La nostra giornata inizia con l’acquisto di una tessera telefonica (480.000 RLS), per evitare costose telefonate in roaming e con il cambio degli euro e dollari in valuta locale in un ufficio a pochi minuti dall’hotel (36500 rial = 1 euro, attenzione però che i prezzi spesso sono espressi in toman: 10 RLS = 1 toman); va tenuto presente che le nostre carte di credito qui non funzionano, in quanto americane, tranne che in alcuni negozi di tappeti nelle città più grandi. Dato che i numeri non sono in cifre arabe, fotografo il tastierino di una banca per avere sempre con me la tabella di transcodifica

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