Benvenuto in Iran

Due settimane nel cuore storico di un Paese da conoscere per i suoi splendidi monumenti e per la sua gente cordiale e accogliente

  • di Tonyofitaly
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Benvenuto in Iran

“Benvenuto in Iran” è il caloroso saluto che mi rivolge la mia vicina di posto in aereo quando sorvoliamo a notte fonda i cieli iraniani: non faccio neanche in tempo a ringraziare che le luci si accendono, l’aereo inizia a perdere quota, le hostess destano gli ultimi dormienti, e il comandante avvisa che mancano dieci minuti all’atterraggio. E’ il momento in cui, all’unisono, tutte le donne presenti alzano il foulard che ha avvolto al collo e lo mettono sulla testa. Il velivolo scende, compie un’ampia virata sulla sinistra, si allinea e con decisione tocca il suolo: inizia ora l’avventura persiana.

21 Agosto

Siamo i soliti quattro (io, Roberto, Francesca e Alberto) a partire da Orio nel primo pomeriggio di ieri con il volo Pegasi per Istanbul, affrontando la sosta di quasi cinque ore nel piccolo ma trafficato aeroporto di Sabina Gokçen e giungendo in piena notte a Tehran.

Sbarcati dall’aereo, ci sono subito i controlli per il visto: avendolo fatto al consolato iraniano di Milano, ci impieghiamo appena quindici minuti per il timbro e poi ci fiondiamo al recupero bagagli. Appena usciti, ci viene incontro un giovanotto che ci saluta, ci da’ il benvenuto ma non si aspettava quattro persone quindi la sua auto non è adatta per trasportar tutti. Momenti di panico: io ho avvisato l’agenzia che eravamo in quattro! Comunque il giovane chiama subito un collaboratore e ci chiede di aspettare. Nel frattempo, saliamo al primo piano dell’aeroporto e cambiamo qualcosa di soldi, pochi visto il cambio sfavorevole ma giusti per non essere a mani vuote. Lì vicino, compriamo per 8$ anche una sim, buona però per l’android di Alberto ma non per il vecchio cellulare che mi sono portato: la tecnologia avanza anche qui.

Finalmente, dopo quasi quarantacinque minuti, arriva l’altra auto e partiamo alla volta dell’Hotel Khayyam, sito in Amir Kabir e nei pressi di Iman Khomeini Square: quando arriviamo, l’albergo è ancora chiuso ma suonando ci viene aperto un cancello su un piccolo cortile. I due receptionisti, molto gentilmente e vedendo le nostre facce stanche e stravolte, ci fanno il check-in alle 06.30 del mattino, concedendoci subito le camere: l’atto enorme di gentilezza ci fa soprassedere sull’assegnazione al 3° piano senza ascensore e al fatto che l’hotel è un cantiere a cielo aperto.

Riposiamo fin quasi le 10 poi, dopo una rigenerante doccia, mentre attendiamo il nostro autista, io e Alberto raggiungiamo Ferdosi street e cambiamo i nostri Euro a tasso più favorevole ossia 1€=40.000 Rial. Cambiamo 150€ e ci troviamo con paccate di soldi che spero di imparare a usare e distinguere col tempo.

Arrivato l’autista con una Toyota Delica color verde alle 11.30, si mette subito a nostra disposizione e così le visite possono iniziare. Il tour prevede una visita al Golestan Palace, poi una sosta al Bazaar, da qui all’ex-ambasciata Usa, quindi alla Cattedrale Sarkis e infine alla Torre Azadi. L'autista ci dice di chiamarsi Azad (Libero) e ci porta in breve tempo al Golestan Palace: gli fissiamo appuntamento per le 16 nel medesimo punto.

Il Palazzo Golestan è in realtà un complesso di costruzioni all’interno di un recinto: considerato uno dei più antichi gruppi di edifici a Tehran, fu costruito dalla dinastia Qajar.

All’ingresso facciamo la prima scoperta: gli stranieri pagano una tariffa, gli iraniani un’altra. Per la visita dei sei palazzi si pagano 50.000 Rial a persona (1,25€) per ogni edificio quindi sono 300.000 Rial in tutto per ognuno di noi (pari a circa 7.50€).

Entriamo a visitare il grande giardino con piscine e aree verdi dove intorno si ergono i palazzi ricchi di ornamenti risalenti al 19° secolo e in cui trovano sede piccoli musei o interessanti esposizioni: c’è la spettacolare terrazza conosciuta come Takht-e Marmar (Trono di marmo), ornata da dipinti, sculture di marmo, piastrelle, stucchi, specchi, smalti, sculture di legno e finestre a reticolo oltre che dal trono eretto al centro, fatto di marmo giallo; c’è il Khalvat-e-Karim Khani (Angolo del Khan Karim), anch’esso con una terrazza e un altro piccolo trono di marmo; c’è anche la Negar Khaneh (Galleria), dove sono esposte alcune opere di pittori iraniani e si visita pure la Talar Berelian (Sala dello Splendore), chiamata così perché è addobbata da un brillante specchio opera di artigiani iraniani

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