Miniature persiane

Iran. La Persia, lo Shah, Soraya, i cavalli bardati e i cavalieri delle miniature, baffi e turbanti, i giardini con le ancelle velate, i minareti, le cupole e i palazzi scintillanti di specchi: questo era il mio immaginario Iran e ...

  • di deejee
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Iran. La Persia, lo Shah, Soraya, i cavalli bardati e i cavalieri delle miniature, baffi e turbanti, i giardini con le ancelle velate, i minareti, le cupole e i palazzi scintillanti di specchi: questo era il mio immaginario Iran e per questo ho voluto visitar questo paese. Naturalmente non c’è più nulla di tutto questo. Sono però rimaste grandi esempi di architettura islamica, come le moschee, tante e fantastiche, molte con facciate ricoperte di maioliche, poi alcune antiche case di ricchi mercanti e i giardini. Quello che però mi ha particolarmente colpito è stata un’umanità assetata di conoscere cosa c’è dall’altra parte, cioè in Europa, e anche consapevole dell’importanza dell’Iran nel mondo, e poi i giovani, tanti, orgogliosi d’essere iraniani, ma contemporaneamente desiderosi di sapere che idea hanno all’estero dell’Iran e del suo popolo. Si meravigliano che in Europa chiamavamo l’Iran, Persia. Persia, in effetti, è il nome che si usava fino a metà del secolo scorso, deriva da Pars, tribù di Ciro il Grande che abitava la Parsa, una regione del sud, chiamata Persis dai greci e Farsi si chiama la loro lingua. Iran invece è un’antica denominazione che significa il paese degli ariani. Mi ha colpito anche una gioventù molto bella e sensuale. S’incontrano ragazze irrimediabilmente coperte, ma che ti turbano se incroci lo sguardo, (qualcuna azzarda a posizionare il fazzoletto o lo chador in modo da scoprire la fronte e metà capo: può essere rischioso per loro), e un esercito di ragazzi palestrati, molti barbuti, alcuni con i capelli lunghi legati dietro, tutti con lo sguardo da ...Orientali e tutti molto educati nel porgersi. Nota negativa: per l’attuale situazione, gli iraniani devono comportarsi come bacchettoni, ma non credo lo siano nel profondo del loro animo. Inoltre sono sottoposti ad un severo controllo sociale, per mitigarlo in parte, i vetri delle finestre, di molte delle loro case, non sono trasparenti per evitare sguardi indiscreti.

Insomma, dopo aver dovuto ascoltare tutti i consigli di parenti, amici e conoscenti a non andare in questo paese, considerato tanto pericoloso, finalmente sono atterrato a Teheran. Dopo il classico assalto di tassisti, si entra a far parte del traffico di Teheran. Attraversare la città e un’esperienza che toglie il respiro. A forte velocità le auto si superano e si sfiorano al centimetro e questo di continuo e siccome la città è grande, l’evento si ripete mille volte, prima di arrivare a destinazione. I pedoni per paura attraversano in gruppo perché nessuno si ferma e i tanti motorini per arrivare prima preferiscono andare contromano. Insomma si è in Oriente.

Nel corso del viaggio ho avuto parecchi incontri che hanno contribuito a meglio capire alcuni aspetti del paese. Li elenco: - A Teheran, in un caffè, del parco vicino al Palazzo Golestan, un distintissimo professore di sociologia, senza più lavoro e soprattutto senza più un soldo, in quanto compromesso con il vecchio regime dello Shah, in perfetto inglese, mi ha descritto com’era la vita prima della rivoluzione. Mi ha rivelato la loro paura d’arabizzarsi per via dell’Islam (gli iraniani non sono arabi) e della loro nostalgia per la vecchia civiltà persiana: la sua cultura, i poeti e lo zorastrismo, la vecchia religione di Zarathustra che ha influenzato anche il cristianesimo. Ricordate i “Magi”?. Erano sacerdoti di quella religione. Religione che, secondo lui, ha influenzato anche l’iconografia sacra, sia cristiana che islamica, naturalmente nei paesi come l’Iran, dove e consentita la rappresentazione della figura umana. Si riferiva a quel particolare atteggiamento pietoso e patetico ma sereno che hanno i santi, la Madonna, Gesù e anche Husayn, protomartire dell’Islam (in memoria del suo martirio a Kerbala si fanno le grandi processioni con i flagellanti il giorno dell’Ashura), quando sono rappresentati nelle statuine e nei santini

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