Indonesia zaino in spalla

In giro tra Giava, Bali e Lombok

  • di dani11
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Il nostro viaggio in Indonesia è durato 15 giorni viaggio compreso, e precisamente dal 7 al 22 agosto.

Volo Venezia – Giacarta con scalo a Doha (Qatar). Eravamo io e la mia ragazza e si trattava della nostra prima volta in Indonesia, la nostra idea era quella di un viaggio itinerante, dedicando il giusto tempo alle varie tappe ma con l’intenzione di sfruttare al massimo il tempo a nostra disposizione. Abbiamo iniziato a documentarci alcuni mesi prima anche in base ad altre esperienze di viaggio ed in base a quelli che sono maggiormente i nostri interessi, orientati prevalentemente verso una modalità “fai da te” e zaino in spalla. Abbiamo quindi concentrato la nostra attenzione sulle isole di Giava, Bali e Lombok, escludendo Sumatra e Flores, che probabilmente avrebbero potuto rientrare nel nostro itinerario ma sicuramente avrebbero richiesto un tempo maggiore di durata del viaggio. E con il senno di poi è stata anche una scelta azzeccata in quanto arrivati in Indonesia si capisce ben presto che i tempi per spostarsi da un luogo ad un altro sono notevolmente più allungati.

Atterrati a Giacarta siamo subito risaliti su un altro aereo di una compagnia locale (Batik Air) per spostarci a Yogjakarta dove avevamo prenotato una stanza per due notti in una guest house molto spartana ma assai economica (12€ a notte colazione inclusa). Una volta atterrati abbiamo provato a prelevare le prime rupie, non senza difficoltà in quanto avremmo dovuto preventivamente avvisare il gestore della carta di credito, quindi ci siamo spostati con l’autobus dall’aeroporto a Malioboro Street nonostante fossimo stati subito assaliti dai taxisti. Erano le 7 di sera ma a Yogjakarta era già buio nonostante fosse agosto.. Si perché in Indonesia durante l’anno il sole tramonta più o meno alla stessa ora, all’interno di un intervallo di circa sessanta minuti. Le giornate iniziano presto, soprattutto nelle isole musulmane.

Quindi dopo un primo assaggio della cucina indonesiana ce ne siamo andati a nanna, dato che il giorno dopo avevamo in programma la visita al tempio induista di Prambanan. Svegliati di buon’ora abbiamo preso l’autobus che ci ha portati poco distante dall’entrata del tempio in circa un’ora e mezza. Il biglietto d’ingresso è di circa 21€, che come tariffa rispetto allo standard indonesiano è abbastanza alta, oltretutto la visita non ci ha entusiasmato, il tempio è stato ricostruito in seguito alla distruzione dovuta ad un terremoto, e questo ci ha condizionato anche rispetto alla decisione di visitare anche il tempio di Borobudur, cosa che poi non abbiamo fatto. Rientrati nel centro città, abbiamo dato un’occhiata al centro Storico, il Kraton, e da lì, su indicazione di un personaggio locale, siamo andati a visitare una scuola di pittura batik, lavorazione tipica dell’isola di Giava, dove abbiamo acquistato una tela come souvenir. Il resto della giornata è stato trascorso passeggiando nell’affollato centro cittadino, cenando in un locale turistico, poiché ancora non avevamo preso confidenza con tutti quei carretti mobili e gazebo ai lati della strada che cucinano cibo locale dotati di attrezzatura essenziale e le cui condizioni igieniche alla vista non ci sembravano rassicuranti. Non che andando in un ristorante magari le situazioni fossero migliori probabilmente, ma si sa, occhio non vede cuore non duole.

Deciso che Yogjakarta non meritava ulteriore permanenza, il giorno dopo, giovedì 10 agosto, abbiamo preso il treno in direzione Probolinggo, in programma per la nottata successiva avevamo la scalata al Monte Bromo. Per coprire i 400 km che dividono le due cittadine ci sono volute circa 8 ore, abbiamo viaggiato in business class al prezzo di 16€ a testa, la velocità media comprese le soste è di circa 50 km/h ma questo da la possibilità di attraversare l’isola e dare uno sguardo al territorio, vedere il lavoro nei campi e nelle risaie, le abitazioni a bordo rotaie senza alcuna protezione, la vegetazione.. Siamo arrivati che era già buio alla stazione e da li siamo saliti in un piccolo furgoncino giallo pubblico chiamato angkot, che in 10 min ci ha portato alla stazione dei bus, dove partivano i minivan alla volta di Cemoro Lawang, paesetto ai piedi del Bromo che distava circa un ora e mezza di strada di montagna da dove eravamo. A quell’ora eravamo 6 persone che avrebbero preso quel minivan che solitamente trasporta 15 persone, e date le esigue speranze di riempirlo, abbiamo diviso i 35€ richiesti tra le persone presenti.

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