Bali e crociera a Komodo fai da te, diving al top e gli ultimi dinosauri

Viaggio per subacquei (ma non solo) fra Bali e le isole della Sonda, ai confini del mondo civilizzato fino a raggiungere gli ultimi dinosauri: i Komodo dragon

  • di stefano.pa
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

E’ il 30 dicembre 2011 e navigando su vari siti vedo che c’è Singapore Airlines che offre Milano/Denpasar a 870 Euro per l’estate 2012. Che fare? Il prezzo è ghiotto, ma siamo ben lontani dall’estate. D’altra parte è tanti anni che mia moglie ed io vogliamo tornare a Bali, anche perché da lì, con un’ora di volo, si va alla famosa Komodo Island: l’isola dei Dragoni. Quante volte abbiamo visto i filmati in tv e ci siamo emozionati? E vogliamo parlare di quello che c’è nel mare delle Isole della Sonda? Lì dove si incontrano le acque dell’Oceano Pacifico e dell’Oceano Indiano è il paradiso della biodiversità. Insomma, di ragioni ce ne sono tantissime, siamo una coppia che adora viaggiare e che ama fare diving: perché no? pigio il bottone ed i biglietti aerei sono nostri!

Nelle settimane successive inizia un lavoro lento di costruzione del viaggio; sappiamo che si parte il 21 luglio e si rientra il 13 agosto, ma per quello che c’è in mezzo non abbiamo ancora le idee chiare. Navigando su internet mi faccio convinto che la soluzione migliore per visitare il Parco Nazionale di Komodo è la crociera, ma i prezzi sono decisamente elevati: anche 500 Euro al giorno a testa. Siamo indecisi, la spesa potrebbe essere oltre le nostre possibilità, così lascio perdere per un po’ e rimando alla primavera. Ad Aprile torno a cercare una soluzione e finalmente trovo www.crocierakomodo.it: qui i prezzi sono accessibili. Dopo numerose mail, viste le date già impegnate ed i posti disponibili si capisce che rimane per noi solo la barca più piccola, le sistemazioni sono basic, ma così almeno il prezzo è alla nostra portata. Non possiamo attendere ancora perché c’è il rischio che si perda anche questa opportunità, quindi confermiamo per otto giorni di crociera (USD 180 a testa al giorno) e inviamo a mezzo bonifico internazionale il 50% del prezzo della crociera più il costo intero dei biglietti aerei per i voli interni (sono dunque USD 1.440 e USD 520). Le compagnie interne non accettano carte di credito europee quindi occorre passare attraverso una agenzia locale. Incrociamo le dita perché non conosciamo l’organizzazione e le notizie che troviamo su internet sono poche, ma uno scambio di mail con una coppia italiana che da qualche anno utilizza questi servizi un po’ ci rassicura.

Ora possiamo organizzare anche il resto della vacanza e decidiamo di passare il primo periodo sulla costa est di Bali, a Tulamben presso il Mata Hari Resort (http://www.divetulamben.com/). La zona viene descritta come interessante per le immersioni, soprattutto per la macro, e per un relitto che appoggia a riva.

Ci rimangono ancora 4 notti da destinare al ritorno da Komodo e decidiamo di coccolarci con un dolce far nulla a Sanur presso il Puri Mesari Resort (http://www.purimesari.com/).

Arriva finalmente il giorno della partenza; al solito andiamo al Ceria Parking (http://www.ceriamalpensa.it/); è un po’ più lontano rispetto agli altri da Malpensa, ma i prezzi per una vacanza lunga sono veramente convenienti.

La prima tratta è lunga e l’aereo è stracolmo. Ci sono tantissimi filippini che tornano a casa per le vacanze. Arriviamo a Singapore praticamente in coma perché per noi è notte inoltrata, ma lì è una bellissima giornata. Abbiamo davanti una sosta di nove ore. Per prima cosa cerchiamo di stenderci e dormire un po’. L’hotel interno è tutto occupato quindi rimediamo con delle panchine decisamente scomode. Dopo qualche ora di sonno pensiamo a come trascorrere il tempo che rimane. A Singapore tutto è organizzato al meglio, sarebbe sufficiente vedere i bagni del loro aeroporto e confrontarli con i nostri per capire quanta strada dobbiamo ancora fare in Italia. Ma occupiamoci invece delle alternative al rimanere in aeroporto. Ci sono dei bus gratuiti ad orari prefissati che portano il viaggiatore fino a Singapore Town in un tour che dura qualche ora; purtroppo erano già completi quando abbiamo cercato di usufruirne così abbiamo optato per la metro. Si prende all’interno della stazione aeroportuale al piano sotto terra dopo aver passato il controllo dell’immigrazione. Inutile dire che hanno una cortesia infinita e sono prodighi di sorrisi e consigli (quasi come da noi…). Se volete lasciare le borse/zaini ci sono anche (all’interno) degli armadietti a disposizione. Il costo del biglietto fino ad Orchard Road (il centro dei negozi) è di circa un USD. Geniale l’idea che si acquista una specie di card e la si carica con un importo in Dollari Singapore sufficiente per viaggiare, poi una volta utilizzata, la si restituisce e si riceve il credito non utilizzato unitamente al rimborso del costo della card (tutto attraverso le macchinette automatiche). La metro è parzialmente in superficie, pulita ed efficiente; in circa 25 minuti siete in pieno centro di Singapore: più comodi di così! Tenete conto che la domenica qualche centro commerciale è chiuso e comunque l’apertura è posticipata alle 10 del mattino. Ma se organizzate il viaggio e non avete mai visitato Singapore vi consiglio uno stop over, costa poco e insieme all’hotel ci sono trasporti gratuiti, sconti ecc (quasi come in Italia eh?!) e le cose da visitare sono veramente tante

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