Terza volta in Indonesia: Sumatra e Bali

un viaggio alla scoperta di Sumatra e qualche giorno di vacanza a Bali (dove torniamo per la terza volta)

  • di marinaio964
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Domenica 17 ottobre 2010 E’ pomeriggio, siamo arrivati a Jakarta, e senza ancora sapere bene cosa fare cerchiamo un volo per Medan, che troviamo per la sera stessa alle 9. E’ un po’ in ritardo, così che arriviamo a Medan la sera molto tardi, fortuna che nell’attesa sono riuscita a prenotare un albergo.

lunedì 18 ottobre: Sumatra La mattina ci sveglia il canto del muezzin proveniente dalla moschea lì vicino. La città è caotica e rumorosa, decidiamo di lasciarla subito per dirigerci a Bukit Lawang. Dopo una decisa contrattazione, un moto-becak ci porta alla stazione Pinangbaris, dove gli addetti di un autobus ci “rapiscono” facendoci salire sul loro, che va verso la nostra meta. A Sumatra, ovunque, è così: i viaggiatori non sanno dove andare, ma i locali lo sanno e in un modo o nell’altro si riesce sempre a raggiungere la propria destinazione. Basta andare in una stazione di autobus e lasciarsi rapire. Il viaggio è già di per se un’avventura, prima bisogna aspettare che il pullman si riempia, poi sopportare video di karaoke a volume altissimo. Tra i saliscendi degli studenti, le soste nei paesini, il caldo e le buche, dopo circa quattro ore giungiamo a Bukit Lawang. Nel frattempo uno strano personaggio mi aveva monopolizzato per chiedermi i programmi futuri, era naturalmente una guida, che ci restò incollata fino in fondo al paese e non ci mollò nemmeno quando andammo a rinfrescarci in camera, restò ad aspettare al bar della guesthouse, perché voleva venderci il trekking. Noi d'altronde eravamo là per quel motivo, quindi tra un caffé e uno spuntino ci accordammo per un trekking di due giorni.

Bukit Lawang, che è forse lo scopo principale di questo viaggio a Sumatra, si trova a circa 90km da Medan, ed è il punto di più facile accesso da cui partono i trekking per visitare il parco nazionale Gunung Leuser, inoltre c’è un centro di riabilitazione degli Orang Utan che è possibile visitare. Per arrivare in paese dal terminal bus serve un becak. Arrivati all’inizio del paese si prosegue a piedi, la maggior parte delle Guesthouses si trovano alla fine del paese, seguendo la riva del fiume, ma per arrivarci occorrono massimo 20 minuti di cammino. Noi scegliamo Sam’s Bungalows, sia la camera che il bar, hanno una splendida vista sul fiume e sulla jungla. E' uno dei posti più rilassanti dove mi sia mai capitato di andare.

Trekking: abbiamo optato per quello di due giorni/una notte. Abbiamo concordato con una delle numerose guide, ma credo che siano tutte più o meno simili e che collaborino tra loro. Non avendo sufficiente contante in rupie, abbiamo pagato in euro, 50 a persona, ma è un po’ troppo, e se avessimo avuto le rupie e voglia di contrattare molto, credo che con 900.000 rp in due ce la saremmo cavata. Comunque ne è valsa la pena. Sono inclusi la guida, pranzo, cena, colazione e pranzo del giorno dopo; il pernottamento e la discesa del fiume al ritorno facendo rafting.

Martedì 19 verso le 9 partiamo per il trekking. Camminiamo per circa 7 ore. Il sentiero all’inizio sembrava semplice finché non si cominciano ad alternare salita e discesa. Il tempo era bello, non particolarmente caldo ma era molto umido. Durante la giornata abbiamo occasione di vedere, anche da molto vicino, un discreto numero di oranghi, vari altri tipi di scimmie, molti uccelli e vari altri animali e insetti. Alla fine della camminata, verso le 4 del pomeriggio, scendiamo al fiume dove ci accampiamo per la notte. Il fiume è molto pulito e non perdiamo occasione di farci un bagno, anche per ritemprarci dalle fatiche della giornata. Nel frattempo le guide preparano la cena, mangiamo tutti insieme su un telone appoggiato a terra. I nostri compagni di trekking sono una coppia di giovani canadesi, e con loro e la guida dopo cena ci intratteniamo un po’ chiacchierando e giocando a carte. Andiamo comunque a dormire presto, la nottata trascorre serena nonostante si dorma sul duro del terreno e quasi all’aperto (solo un telone ci riparava).

Mercoledì 20 Avendo visto parecchi animali il primo giorno, le guide ci propongono di rilassarci lungo il fiume e andare a fare i bagno sotto una cascatella, torniamo all’accampamento per pranzo e dopo pranzo si ritorna in paese facendo rafting su camere d’aria gonfiate. E’ stata un’esperienza davvero molto divertente. Tornati in paese troviamo con qualche difficoltà un posto per fare un massaggio: mi viene indicata una ragazza, che fa massaggi alle donne del paese e mi fa il massaggio su un materassino steso nel minuscolo soggiorno di casa sua, tra la tv e il tavolo per i compiti della figlia. Lei stessa, accompagna Marco da un massaggiatore, un vecchio che "opera" in una casupola di legno accanto a un pollaio: quando ci rincontriamo Marco mi racconta che è stata un'esperienza unica! Poi prenotiamo un passaggio privato per andare il giorno dopo a Berastagi. Rispetto al bus pubblico è parecchio costoso e in genere anche questo passa per Medan, però per raggiungere Berastagi ci mette in tutto quasi 5 ore.

Giovedì 21 Siamo arrivati a Berastagi, negli altipiano Karo, nel primo pomeriggio e dopo aver trovato un alloggio andiamo a fare un giro nei vicini villaggi Batak. Al ritorno incontriamo un gruppo di ragazzine che tornano da scuola, ci fermano e con i loro telefonini si fanno una marea di foto insieme a noi. Il paese in sé non offre nulla, è in particolare il punto di accesso ai vulcani Sinabung e Sibayak

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